lunedì 21 maggio 2018

Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.


SFOGLIANDO IL DIARIO...
VANGELO (Gv 16,20-23)i
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

In un mondo di indifferenti, cosa fa la differenza? 
Un cristiano in cosa si distingue da chi professa altre religioni? 
Esibire la croce come distintivo è cosa buona se serve a portare speranza, a testimoniare l'amore, ad essere strumento di pace e di perdono, altrimenti è addirittura sbagliato.
La celebrazione eucaristica spesso si conclude con queste parole:"La gioia del Risorto sia la nostra forza", ma anche il nostro distintivo, aggiungerei.
E' la GIOIA che fa la differenza.
La gioia è un sentimento che nasce dalla consapevolezza che c'è chi provvede a noi e ci ama più di quanto noi stessi siamo capaci. 
La differenza nasce dal fatto che ogni uomo è un capolavoro unico e irripetibile, perchè a Dio non piace annoiarsi e annoiare.

venerdì 18 maggio 2018

"Un certo Gesù morto, che Paolo sosteneva esse e vivo"(At 25,19)

"Un certo Gesù morto, che Paolo sosteneva esse e vivo"(At 25,19)

Questa l'accusa che viene fatta a Paolo e che lo porterà a morire per averne testimoniato la resurrezione contro tutti e contro tutto.
Ma come si fa a testimoniare che Gesù è vivo, che è risorto, che cammina con noi e che non dobbiamo temere qualunque cosa ci accada?
Cosa fa la differenza tra chi crede e chi non crede?.
Credere nasce da un esperienza, da un incontro che ci icambia la vita, da un innamoramento che ti prende e ti porta lì dove non volano neanche le aquile tanto è alto, lontano dal comune sentire.
Bisogna essere veramente innamorati per affrontare la persecuzione, la morte senza battere ciglio, cantando e glorificando il Signore per le meraviglie del suo amore.
Certo che i martiri, a guardarli con occhi disincantati con i sillogismi del mondo, sono degli esaltati, dei pazzi che mettono a repentaglio la propria vita e si fanno uccidere per dimostrare la verità che portano dentro, per non rinnegarla, verità a dir poco discutibili.
Mi viene da pensare che anche i terroristi dell'Isis non hanno paura di farsi esplodere e di morire pur di portare a compimento la loro missione devastatrice.
La morte affrontata senza paura non è la discriminante per convincere che hai ragione. Dai frutti li riconoscerete, dice Gesù.
Se il frutto della morte è l'amore, l'amore ne è anche il motore, l'ispiratore, la pianta da cui è nato. Se è l'odio è il demonio, il divisore che ne tiene le fila.
Gesù nella sua terza apparizione risorto non a caso chiede a Pietro se lo ama prima di affidargli la guida del gregge.
L'amore di Pietro è ancora imperfetto, ma Gesù non si formalizza.
Per seguire Gesù è necessario prendere la nostra croce, il nostro piccolo pezzo di legno, le nostre braccia rattrappite, il nostro piccolo amore e fidarsi di Lui.
Quando lo Spirito scenderà sulla Chiesa diventeremo capaci di abbracci se avremo unito il nostro corpo a quello di Cristo.
La nostra capacità di amare diventerà in Lui con Lui e per Lui feconda e renderà presente il Signore ogni volta che riusciremo a dire "Mi fido di te" .

giovedì 17 maggio 2018

"Tutti siano una cosa sola"(Gv 17,21)




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"Tutti siano una cosa sola"( Gv 17,21)

C'è una forza centrifuga che ci spinge ad isolarci, a fare di testa nostra, a non confrontarci con nessuno, a non condividere con nessuno gioie e dolori, salute e malattia, forza che ci fa richiudere nel guscio dal quale la vita piano piano ci ha chiamati ad uscire.
Troppe le delusioni, le cadute, i rifiuti, troppo difficile vivere in pace e letizia la diversità dell'altro, la diversità che diventa ostacolo insormontabile per la nostra realizzazione personale.
La diversità ci fa paura, ci ricorda che non siamo perfetti, che non piaciamo a tutti, anzi che sono ben pochi quelli che si occupano e si preoccupano di noi.
La diversità ci ricorda che ci manca qualcosa.
Straordinariamente la Genesi ci aiuta a capire qual è il problema dell'uomo, il problema della perfezione, quando vuole prescindere dall'altro.
"Dio creò l'uomo (l'umanità) maschio e femmina (sessuata) a sua immagine(specchiandosi nelle persone della Trinità) e somiglianza (predisponendolo a che in tutto somigliasse all'originale, alla comunione trinitaria).
Uno in tutti e tutti in uno, quello che chiede oggi Gesù nella sua preghiera sacerdotale.
"Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi".
In fondo basta vedere come Dio ha creato la donna, togliendola dalla costola di Adamo, per capire che nessuno è completo in se stesso e che l'altro lo completa.
Adamo quando si svegliò, perchè Dio gli fece l'anestesia per fargli partorire la moglie ( Il primo parto a cui siamo chiamati è quello del coniuge), disse che era carne della sua carne e osso delle sue ossa, come a dire "Io questa qui la conosco come me stesso".
Il dramma è che noi pensiamo sempre di conoscere l'altro, specie quando ce ne innamoriamo, tanto che degli sposi novelli si parla sempre di un cuor solo e un'anima sola.
Gesù nella sua preghiera sacerdotale non ci esclude dall'amore che lo lega al padre ma ci ingloba nell'amore trinitario come l'ostrica il granello di sabbia che diventa poi il suo tesoro.

mercoledì 16 maggio 2018

"Si è più beati nel dare che nel ricevere" (At 20,35)

"Si è più beati nel dare che nel ricevere" (At 20,35)

Che dire Signore di questa parola? Anche se tu mi hai fatto sperimentare la gioia del dono fatto con sacrificio e quanto più grande è il sacrificio, tanto più quel dono acquista valore e dà pace e gioia profonda, pure non riesco a ripetere con naturalezza ciò che so mi rende beata.
Tu mi realizzi tutto questo Signore quando esco da me, dal mio isolamento, dal mio orgoglio e vengo a te che ti nascondi in ogni persona da te generata, ogni fratello a cui tu hai dato la vita.
La tua vita Signore l'hai messa nelle nostre mani, hai dato il tuo corpo in pasto ai tuoi aguzzini, ai tuoi persecutori e continui a darlo sugli altari a tutti quelli che vi si si accostano, pur non essendone degni.
Non meritiamo tanta benevolenza e ogni giorno di più ne prendo coscienza.
Con le parole di Davide mi viene naturale rivolgermi a te.
(Salmo 50) "Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi."
Troppo grande è la colpa Signore e l'espiazione sembra addirittura impossibile.
Confido nel tuo aiuto, nell'aiuto e nell'intercessione di Maria e di tutti i tuoi servi che collaborano alla realizzazione del tuo progetto di vita, di eternità.
Signore tu hai chiesto al Padre di consacrarci nella verità.
Attraverso la consacrazione a Maria ti chiediamo di appartenerti completamente, ti chiediamo come diciamo nel Padre nostro che tu ci custodisca dal maligno, perchè siamo tuoi, gregge del tuo pascolo.
Signore oggi ti presentiamo le nostre intenzioni di bene, per la mediazione di Maria.
Purificale e realizza ciò che feconda la terra, ciò che dà vita a noi e a tutti i tuoi figli.
Il tuo e nostro nemico sia tenuto lontano dalla preghiera potente tua alla quale con umiltà ci associamo.

domenica 13 maggio 2018

Festa della MAMMA





Oggi, festa della mamma, il mio pensiero va a  Maria, mamma di tutte le mamme. 

Grazie Maria, perchè hai donato all'umanità sofferente, tuo figlio, il dono dei doni,  la perla preziosa della felicità senza fine.

Grazie , mamma, per la tenerezza con la quale accompagni ogni uomo a scoprire il tuo e il nostro tesoro.

sabato 12 maggio 2018

"Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo" (Gv16,28)

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"Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo" (Gv16,28)
Queste parole mi hanno fatto pensare ad un dipinto che raffigura la trinità dove Gesù è nella pancia del Padre unito a Lui attraverso una colomba che è posta tra la testa e il Figlio che porta in grembo.
In altre icone ricorre l'immagine della Madonna che ha , ripetendo lo stesso schema iconografico Gesù nel seno .
Gesù quindi viene raffigurato come persona che sta dentro il Padre, dentro la madre e sicuramente in altre raffigurazioni sta dentro il cuore di ogni credente.
Ora Gesù sta per andarsene e dice che tornerà da dove è uscito per fare la sua missione quella di portare nel luogo da cui è partito tutti quelli che si aggrappano alla sua mano, non vogliono staccarsi da LUI.
Così se Gesù va in cielo anche noi lo seguiamo se ci lasciamo guidare dallo Spirito di Dio che ci indica la strada, ci testimonia la sua presenza, ci ammaestra, ci ricorda, ci istruisce, ci guida alla verità tutta intera.
Ora per non perderlo mai di vista, per non perdere la connessione, usando un linguaggio tecnologico dei nostri giorni, dobbiamo tenere acceso il pc del nostro cuore e salvare nella cartella dei preferiti il sito, la casa.
Questa casa è il nome.
Si salva con nome un documento importante per cui non solo dobbiamo conoscere il sito internet a cui tutti possono accedere, ma in una cartella dobbiamo custodire il nome di Gesù, che è la password per accedere al regno.
Nel mio nome scaccerete i demoni, dice Gesù, nel mio nome farete cose più grandi di quelle che io ho fatto, nel mio nome chiedete quello che volete e il Padre mio ve la darà, perchè siamo una cosa sola io e Lui.
Così non c'è bisogno di intermediazioni quando siamo di Cristo, innestati a Lui, vite e tralci di un'unica pianta che affonda le sue radici nel cuore di Dio.

venerdì 11 maggio 2018

"La vostra tristezza si cambierà in gioia." (Gv 16,20)

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"La vostra tristezza si cambierà in gioia." (Gv 16,20)

Quanto vorrei Signore che queste tue parole mi togliessero lo smarrimento e la paura per ciò che sto vivendo, che mi accade, che non conosco ma mi toglie le forze e annulla i desideri.
Signore oggi penso più profondamente a quanto sia debole la mia fede se mi sento così angosciata da ciò che mi fa star male che non conosco e non posso dominare.
Il corpo, dopo tanti anni di usura, oggi sempre più mi ricorda che siamo terra e terra ritorneremo...e ho paura.
Signore non vorrei avere paura.
Quando non avevo la fede e non ti conoscevo, pensavo che il saperti vivo e presente accanto a me mi avrebbe aiutato a superare momenti come questo e anche peggiori.
E invece devo purtroppo ammettere che non è così scontato premere il bottone della preghiera, chiedere aiuto e vedere la salvezza.
A volte l'attesa è tanto lunga che sembra di morire, come ora che aspetto che torni dal lavoro il mio sposo, perché sono sola e infelice.
L'amica che mi è stata vicino questa mattina non mi ha tolto il problema della debolezza e il dolore alle gambe che non so da dove venga.
Non è la prima volta che mi accade.
Mi è capitato anche mentre ero intenta a fare la spesa sempre accompagnata dai tuoi angeli.
Mi chiedo cosa mi stia succedendo, da dove venga questa debolezza estrema e questo dolore che mi fa venire il vomito.
Quando avevo le crisi di panico avevo gli stessi sintomi e mi spaventavo a tal punto da chiedere aiuto a chiunque.
Ora chiedo aiuto solo a te che non mi rispondi, a te che sei il mio unico rifugio, la mia certezza, l'unico che può e sa capirmi.
Perché Signore permetti che i mio corpo e il mio spirito vengano devastati da tempeste tanto violente, perché la mia vita è così avara di gioie, di amici, di desideri che non siano collegati ad un dolore, una paura, uno smarrimento ?
Avevo tanti desideri un tempo, tante mete da raggiungere, tante cose da fare, da comprare, da offrire, tanto di tutto.
Ora sento in me spegnersi la vita perché si stanno spegnendo le luci del mondo che mi motivavano a muovermi, alzarmi, guarirmi.
Ora mi sento in una valle desolata, moribonda, con gli avvoltoi che fanno sinistri giri su di me abbassandosi pian piano.
E io ti cerco e io ti invoco e io grido a te la mia afflizione.
Continuo a gridare in questa valle deserta senz'acqua e senz'anima, continuo con voce sempre più flebile ad innalzare a te la mia preghiera.
Mi vedi Signore?
Mi senti?
Sono qui in questo angolo sperduto di mondo ad attendere dalla tua mano le briciole che cadono dalla tavola.
Tu sei Padre, tu sei mio Padre.
Tu mi hai generato. Non ti ho chiesto io di venire al mondo.
La vita che mi hai donato è un filo spinato a cui non mi posso aggrappare senza farmi male.
Ma io continuo a sperare e come Giobbe voglio gridare con gioia, con covinzione, con tutto il cuore:
"Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro."(Gb 19, 25-27)

mercoledì 9 maggio 2018

"Il Signore li travolse in mezzo al mare" (Es 24-27)

SFOGLIANDO IL DIARIO...

"Il Signore li travolse in mezzo al mare" (Es 24-27)

Sto aspettando Signore che tu travolga i miei nemici in mezzo al mare, vieni presto non tardare!
Sono certa che tu mi libererai Signore, ma le forze sono allo stremo e il tempo dell'attesa si sta facendo insopportbile e io ho paura di non farcela.
I nemici mi inseguono, si sono accampati talmente vicini che sento il loro fiato addosso.
Del mio corpo stanno facendo scempio, si dividono tutte le mie ossa. Signore ti prego, non permettere che il tuo santo veda la corruzione, che i miei occhi si spengano senza aver visto la tua vittoria, che la mia bocca sia cucita con lacci di morte sì che non posa lodare il tuo nome e cantare le tue meraviglie.
A che serve che mi hai salvato durante le battaglie, i pericoli, le catastrofi di questa vita se triste me ne vado dalla tera dei viventi?
A che giova che sei stato il mio aiuto se ora che ne ho più bisogno non sento il tuo sguardo posato su di me, non vedo la tua compassione, te che ti chini e mi fasci le ferite e mi prendi in braccio e mi consoli, a che serve se oggi che sono stanca, afflitta da molti mali, incapace di sollevarmi da sola e senza nessun aiuto che non venga dal cielo mi sento abbandonata anche da te e da tua madre, dagli angeli e dai santi che hai messo sul mio cammino per custodirmi e liberarmi dal male con la loro intercessione?
Ho sbagliato tutto Signore?
Non ti ho pregato abbastanza o con lo spirito giusto?
Cosa ti ho fatto Signore perchè non ti muovi a pietà e mi liberi da questo dolore che mi sta logorando non solo il corpo, ma anche il cervello?
La speranza è ridotta ad un flebile lumicino e l'abisso si apre davanti ai miei pasi e le forze mi stanno abbandonando e la situazione diventa sempre più ingestibile.
Perchè sei sordo alle mie preghiere?
Perchè Signore oggi non rispondi al grido della mia supplica?
Finirà anche per me il tempo dell'afflizione, tornerò a cantare le tue lodi nella grande assemblea, racconterò le tue meraviglie a quelli che hanno bisogno di sperare, essendo convincente?
Mi sembra che mi sono affaticata invano Signore, e non riesco a rimanere in equilibrio su questo ponte traballante che tu hai gettato nel mondo perchè ti raggiungessimo e stessimo al sicuro.
Non riesco più neanche a chiederti con fede di porre fine a questo martirio, nè a consegnare la mia volontà nelle tue mani, perchè ho paura di soffrire di più di quanto non soffra, ho paura che a questa si aggiunga un'altra piaga che si aggiunge a tutte quelle che già stanno distruggendo il mio corpo.
Un tempo mi accadeva di vivere momenti di grande difficoltà, prove durissime nella gioia di essere a te unita nel dolore, per la redenzione del mondo.
Un tempo ero grata a te che mi avevi scelta a collaborare al tuo progetto di salvezza e mi bastava, anche se la sofferenza era tanta.
Ma oggi anche questa consolazione non la trovo e tutto mi sembra irreversibilmente doloroso e vano, come vane sono stati tutti i viaggi della speranza, le ricerchè , gli antidoti, gli interventi per far funzionare questo corpo che tu mi hai dato.
Questo corpo ora sembra non essere più in grado di assolvere a qualsiasi funzione vitale, questo corpo ora urla con quanto fiato ha in gola il suo tormento, la sua delusione, la sua disperazione.
Fino a quando Signore permetterai che i miei nemici mi divorino la carne e i muscoli e i tendini e mi spezzino le ossa e mi diano in pasto agli uccelli della morte?
Fino a quando la misura non è colmata Signore?
Quali sono i miei nemici? Dimmelo ti prego!
Io so che tu non vuoi che l'uomo muoia, ma che viva in eterno, so e credo che mi hai creato per amore e mi hai chiamato all'amore, so che di ogni lacrima, di ogni sofferenza tu farai e fai un uso buono per me e per gli altri, lo so ci credo, ma ora, ora, Signore ho bisogno di te.
Mi stai ascoltando?
Maria dove posso trovarti, ora che sento forte il bisogno di una madre che mi assista in questo momento di prova dolorosa?
Io vi cerco, vi invoco, vi supplico, vi chiamo.
Venite presto in mio aiuto, datemi la pace del cuore, almeno quella.
Amem! Amen! Amen!

"Tutto quello che il Padre possiede è mio" (Gv16,15)

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"Tutto quello che il Padre possiede è mio" (Gv16,15)

C'è da chiedersi se a noi interessa questa affermazione di Gesù, se sia finalizzata a glorificare se stesso, a vantarsi delle cose che possiede.
Ma Gesù, se lo abbiamo conosciuto attraverso ciò che ha fatto e detto, se siamo stati attenti ai suoi insegnamenti e abbiamo cercato di metterli in pratica, ci ha mostrato il grande amore che il Padre ha per noi e il desiderio che, attraverso di Lui, possiamo goderne insieme.
Ci sono cose di cui non possiamo portare il peso, per questo ci ha lasciato lo Spirito Santo, facendosi da parte, perchè nella famiglia di Dio ognuno ha un compito per la realizzazione di un progetto condiviso, voluto, concordato.
Ed ecco entrare in scena alla grande, (tra poco sarà Pentecoste) lo Spirito Santo effuso su tutta la Chiesa.
Questo illustre sconosciuto per i più è Colui al quale è affidato il compito di guidarci alla verità tutta intera.
Ma ci interessa conoscere la verità su Gesù Cristo?
Non abbiamo letto abbastanza di Lui frequentando la Chiesa e nutrendoci della Sua Parola?
Sapere chi è Dio penso ci interessi. A riguardo molti filosofi e teologi hanno scritto fiumi di libri.
Pare che la verità sia stata sviscerata e spiegata minuziosamente a noi Cristiani.
Gli Ateniesi non vollero ascoltare oltre il discorso di Paolo, quando parlò di resurrezione.
" Su questo ti sentiremo un'altra volta"
Ci sono cose che non vogliamo capire, non siamo in grado di accettare e per questo le mettiamo da parte.
Gli Ateniesi fermarono Paolo alla parola resurrezione, ma noi dobbiamo andare avanti, perchè la resurrezione è un evento che ci coinvolge e ci apre al mistero di Cristo morto e risorto per noi.
Gesù è risorto per far risorgere anche noi, per darci una nuova vita, una nuova possibilità di godere dei frutti del regno.
Lo Spirito Santo sceso sulla Chiesa ha lo scopo di prendersi cura di noi e di farci diventare ciò per cui siamo stati creati.
Un cuor solo, un'anima sola innestati in Cristo, capaci di fare cose più grandi di Lui nella consapevolezza che tutto ciò che è del Padre è anche nostro.
La vita di Dio in noi è la linfa che ci rende immortali, che ci dona uno spirito di sapienza e di intelligenza, di amore e di timor di Dio.

Mio Dio quanto sei grande! Quanto grandi lebtue opere!
Fin dal seno materno mi hai chiamato a succhiare il tuo latte, a nutrirmi della tua bellezza, della tua forza, della tua grazia.
Io non sapevo di essere così importante per te e mi nascondevo e mi coprivo perchè volevo sfuggire al tuo sguardo inquisitore.
Sono vissuta nella paura che tu ti vendicassi di tante mie inadempienze e ho vissuto il panico di rimanere sola per tantissimi anni.
Ora ti ho trovato mio amore e mia consolazione, mia gioia, mio tutto.
Eri nella fame insaziabile che ha connotato la mia giovinezza, nel silenzio di tante giornate vissute nella dimenticanza, nell'assenza e nell'abbandono da parte delle persone più care, ti nascondevi, mio Signore, nel fango e nella confusione di scelte che pensavo mi dessero la felicità.
I fiori del mio giardino mi parlano di te, specie ora che la primavera ha colorato il nostro sguardo.
Ma ciò che più mi porta a lodarti e ringraziarti è che tu mi hai voluto parte del tuo corpo, dandomi un'identità nuova a servizio di un progetto che mi affascina e mi commuove, un progetto che supera ogni umana immaginazione.
La bellezza della nostra vita è prendere coscienza che solo innestati in Te, dimorando, rimanendo nel tuo amore, nel tuo abbraccio inchiodato alla croce il percorso diventa una straordinaria opportunità di gioia, di comunione di conoscenza della verità tutta intera.
Perché la tua croce è sostenuta dal Padre attraverso lo Spirito Santo che è l'amore che ci rende simili a Te, uniti a Te in tutto e per tutto capaci di fare le cose che hai fatto : amare a prescindere, amare senza misura.

martedì 8 maggio 2018

"Credi nel Signore Gesù e sarai salvato" (At,16,31)



"Credi nel Signore Gesù e sarai salvato" (At,16,31)

Oggi la liturgia ci mette davanti l'opera di Dio attraverso i suoi discepoli su cui è sceso lo Spirito Santo.
La fede del carceriere non nasce tanto dal veder aperte le porte della prigione, quanto il trovare i prigionieri al loro posto, pronti a rassicurarlo perchè nessun male derivasse dalla loro fuga.
Non sono cose che capitano incontrare persone che si preoccupano più dell'incolumità altrui che della propria.
Questo amore disinteressato suscita nell'uomo il desiderio di una salvezza che non può essere incatenata, una salvezza che ti mette al sicuro dai terremoti del mondo. "Cosa devo fare per essere salvato?" "Credi nel Signore Gesù"
L'uomo con tutta la sua famiglia si mette in ascolto della Parola di Dio con l'animo disposto ad accoglierla.
Il Battesimo che poi riceve lui e tutti quelli della sua casa non può prescindere dalla conoscenza del Datore del dono, sì che poi la comunione, la condivisione di quello che ha con i fratelli in Cristo insperatamente scoperti è naturale in quanto figli di un unico Padre e famigliari di Gesù.
Ma quello che sembra un racconto favolistico è una straordinaria realtà che sperimenta nella sua vita ordinaria chi si è lasciato riempire dallo Spirito di Dio.
Per la maggior parte dei cristiani lo Spirito Santo è un illustre sconosciuto, per me era un optional fino a quando non ne ho fatto esperienza.
Dio non si manifesta a tutti nello stesso modo, ma chi lo incontra riconosce ciò di cui sente nostalgia.
Arriva il momento di mettersi da parte, di dare all'altro di fare la sua parte.
Nella Trinità vediamo la perfetta comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, uniti nel pensare, nel volere e nell'agire, ognuno esercitando la propria funzione nell'ambito di un amore vicendevole e fecondo.
E' quella che viviamo l'era, il tempo dello Spirito.

sabato 5 maggio 2018

" Vieni in Macedonia e aiutaci!" (At 16,9)




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" Vieni in Macedonia e aiutaci!" (At 16,9)

Mai come oggi la tua parola coglie nel segno, Signore. Quand'anche ce ne fossimo dimenticati, tu non dimentichi i tuoi figli a cui oggi, in questi momenti viene sbarrata la via che li potrebbe salvare. 
Ora i luoghi che hanno bisogno del tuo cuore di carne, del tuo vangelo sono aumentati e noi siamo pochi a combattere contro chi ha chiuso le frontiere ai tuoi piccoli, che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dalla fame, dalla morte sicura.
Tu Signore ci chiedi aiuto, chiedi aiuto a me questa mattina, perché hai bisogno di tutti, hai bisogno che ognuno metta a servizio quello che può, quello che ha perché la salvezza arrivi fino agli estremi confini della terra.
Tu non ti sei sottratto a ciò che ti veniva chiesto dal Padre e hai detto sì per venire a salvarci. Ti sei fatto servo dei servi, sei venuto a lavarci piedi per rimetterci in piedi, sei venuto, agnello senza macchia, addossandoti sopra le spalle tutti i nostri peccati, facendoti peccato perché attraverso uno solo passasse la misericordia di Dio per tutti.
Ma la storia non è finita perché il mondo non vuole ascoltare la tua parola di pace, di giustizia, di amore. Continui a chiedere a noi di completare attraverso le nostre sofferenze ciò che manca alle tue.
Così dice san Paolo e mi sembra scandaloso anche solo pensare che il tuo sacrificio non è bastato per liberarci definitivamente dal male e dalla morte.
C'è un già e un non ancora su cui oggi voglio riflettere.
Io sento che tu sei qui accanto a me a combattere la quotidiana battaglia con il mondo che mi ha tappato la blocca, con la carne che mi ricorda ogni momento la mia precarietà, i miei limiti, l'impensabilità a fare ciò che sarebbe bello, giusto, opportuno per il bene di tutti.
Sono qui a pensare alla mia debolezza che ho messo a tuo servizio, Signore. Nessuno si sognerebbe di assumermi vista l'età, gli handicap e le competenze, nessuno perché sarei un investimento sbagliato.
Tu invece continui a fidarti di me e mi chiedi di spostarmi e di venire in tuo aiuto.
Senza presunzione e vanagloria voglio dirti di sì Signore perché mi hai insegnato che il mio corpo diventa il tuo e non devo temere di nulla perché tu sai cosa fare con quello che ti offriamo.
E' un po' come quando non ho fatto la spesa e cerco nella dispensa qualcosa che serva per preparare il pranzo della famiglia.
Alla fine trovo non quello che vorrei ma quello che serve mischiando ingredienti disparati a cui non avrei dato valore e che non sarebbero bastati se usati singolarmente.
E' sempre una festa constatare che le cose più buone vengono usando ciò che hai, inventando ricette che soddisfano il palato e saziano la fame dei commensali.
Sono le volte che il mio grazie sale a te con più convinzione, perché tu mi hai insegnato a benedire tutto, prima di condividere.
Così questa mattina voglio dirti di sì, e voglio lasciarmi usare come quel rimasuglio di pasta relegato in fondo alla dispensa perché tu lo unisca ad altri e condisca il cibo preparato con gli aromi e i profumi dello Spirito. Anche senza spostarci tu darai a tutti, ne sono certa, da mangiare e porrai fine alle ingiustizie.

venerdì 4 maggio 2018

“ Un servo non è più grande del suo padrone”(Gv 15,20)

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“ Un servo non è più grande del suo padrone”(Gv 15,20)

Ci sono momenti, e questo è uno, in cui mi sento combattuta da due forze uguali e contrarie, sento la fatica di far emergere il buono che è in me, sento che nonostante il Suo aiuto , nonostante i sì detti con il cuore alla Sua chiamata, pure rimangono angoli bui nella mia casa difficili da raggiungere per poterli bonificare e quindi abitare.
Questa mattina penso a cosa significhi servire, a chi giova il servizio e se è così importante da occupare tanto spazio negli insegnamenti lasciatici da Gesù.
Penso a quanto sia complicato e difficile far sì che la vita non passi inutilmente, che serva a qualcosa o a qualcuno , assolvendo al suo compito essenziale che è quello di non scomparire, essere messa in cantina o andare in discarica.

Poichè il destino delle cose che non servono è la loro morte,mi chiedo se il criterio per giudicare le cose che ci accadono lo stabiliamo noi o la maggioranza delle persone o la moda o il buon senso o la cultura, la natura, l'età ecc.
Quando ci accadono cose che ci sembrano troppo pesanti per le nostre fragili braccia... quando il terremoto scuote la casa e la fa cadere a pezzi... quando ci sentiamo sommersi dalle macerie e nessuno ci viene a salvare... quando la nostra vita trascorre nella banalità di un agire quotidiano silenzioso e nascosto.... quando l'assenza di parole pesa come un macigno e a parlarti è solo l'apparecchio acustico che ti avverte che è esaurita la batteria... quando le rare gioie e i molti dolori sono vissuti nella solitudine dei tuoi pensieri, nell'impotenza, nella percezione che niente di nuovo accade sotto il sole... è necessario che ci venga incontro la parola di Dio perché la nostra memoria non vada in letargo e ci dia le ragioni del nostro esserci, del nostro esistere e del nostro agire, del nostro vivere del nostro morire.
Uno sguardo al passato tenendo gli occhi fissi è Gesù mentre ci lava i piedi (Un servo non è più grande del suo padrone.... non dimentichiamolo mai. L'uomo crede di essere Dio ma non è Dio)
Ricordo quante volte senza che me ne accorgessi ha indirizzato la storia verso vie di salvezza.
La memoria di tanti suoi benefici può e deve farci risuscitare se siamo morti, se viviamo come molluschi, come invertebrati, se la depressione ci impedisce di provvedere, prenderci cura di noi e degli altri. 
Questa luce illumina la nostra storia come accade quando il sole sorge e scopre le bellezze del creato in cui siamo immersi.

martedì 1 maggio 2018

San Giuseppe Lavoratore

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"Dio creò l'uomo maschio e femmina a Sua immagine e somiglianza li creò"
"Vide quanto aveva fatto e disse che era cosa molto buona. Sesto giorno"
"Non è questi il figlio del carpentiere?"
"Tu fai tornare l'uomo in polvere"
"Insegnaci a contare i nostri giorni".


Signore Dio dell'universo, Padre, Redentore, Creatore e Signore di tutte le cose esistenti visibili e invisibili, insegnaci a contare i nostri giorni, a rendere conto del nostro operato, a dare importanza al tempo che tu ci doni.
Signore mio Dio, donami di apprezzare ogni momento di questa vita, anche quando vorrei bypassarla, quando vorrei fuggire lontano perché ne ho paura.
Signore mio Dio solo con te è possibile vivere il limite della povertà, della malattia, dell'età, dell'essere maschio e femmina distinti gli uni dagli altri, il limite del non saper rispondere alla tua chiamata, di non aver fiducia in te abbastanza, non avere fiducia nell'uomo, nella donna che ci hai messo accanto, limite del non fidarci se non di noi stessi.
Signore tu ci hai creato, noi siamo tuoi, gregge del suo pascolo.
Tu ci nutri con fior di frumento e ci sazi con miele di rocca.
Apri la nostra mente, donaci la tua intelligenza per penetrare i misteri del regno, per guardare le cose con i tuoi occhi, per amare con il tuo cuore.
Tu Signore hai creato tutto ciò che ci circonda.
Tu prima che venisse alla luce, hai amato l'opera delle tue mani.
Come uno scultore, un artigiano hai impastato la terra e ne hai fatto l'uomo a tua immagine, guardandoti allo specchio della Santissima Trinità.
Ti sei guardato, datore di vita, e l'hai soffiata su Adamo il terrestre donandogli la tua vita immortale.
Hai messo in noi il germe, il motore che ci avrebbe portato a te Signore mio Dio.
Lo spirito è venuto a fecondare Maria perché il nuovo Adamo non fosse figlio della terra ma venisse dalla tua vita palpitante.
Ti lodo Signore ti ringrazio per questo tuo progetto d'amore, ti benedico per questo tempo che ancora mi doni per crescere, per conoscerti, per amarti meglio.
Grazie Signore perché mi aspetti, mi accompagni, sei sempre vicino e rispondi di me al nemico e mi difendi per tenermi al riparo dalla morte.
Grazie mio Dio, per questa notte passata senza dolore, per questo riposo dopo tante notti di veglia e di battaglie estenuanti.
Grazie Signore perché in te ho confidato, te ho chiamato con tua madre e i tuoi santi per avere l'aiuto e non morire di paura.
Quanti guadi di morte, quanti abissi profondi, Signore mi hai fatto superare prendendomi in braccio, sollevandomi sulle tue ali!
Se non avessi te non sarei nulla, i miei giorni contati per tornare nella polvere da dove sono venuta.
Ma io continuo a confidare in te ora che il mio corpo è innestato al tuo albero e nel mio corpo scorre il tuo sangue..
Ci sarà un giorno in cui tutto questo avverrà senza dolore, senza sofferenza, nella gioia e nel desiderio sempre vivo di essere un cuore solo e un'anima sola con te e i fratelli.
Qui su questa terra che mi hai dato di coltivare la vita è dura, dura la roccia su cui passare l'aratro, duro invalicabile il muro che spesso ci divide.
Se tu Signore non ci metti il dito, se tu non continui a creare nuove opportunità di relazioni feconde, non possiamo realizzarci, non possiamo avvicinarci alla fonte, non possiamo Signore vivere in eterno.
Oggi è festa perché la Chiesa ricorda San Giuseppe lavoratore.
L'identità a Giuseppe la dà il lavoro, non l'essere lo sposo di Maria, né il tuo padre putativo.
Anche allora all'uomo l'identità e la dignità la dava il lavoro.
"Chi non lavora neppure mangi" c'è scritto.
Quanti oggi hanno perso il lavoro, quanti espatriano per cercarlo lontano dalla propria terra, quanti pur volendolo non lo trovano.
Signore il nemico vuole distruggere la tua immagine, colpendo al cuore la tua creazione nella relazione tra l'uomo e la donna, tra l'uomo e il creato, tra l'uomo e te che sei il Creatore.
Rompendo, infrangendo lo specchio noi vediamo il buio Signore e siamo nel buio.
Anche tu Signore hai lavorato, così è scritto, per creare quello che ci hai consegnato, affidato.
L'uomo e la donna sono usciti dalle tue mani.
Artefice sommo ci ricordi che il lavoro manuale è sopra ogni altra attività umana.
Con le dita ci hai plasmato, con le mani hai toccato e guarito tanti Signore .
Fa che torniamo ad apprezzare ciò che sembra vergognoso: i lavori manuali.
Signore fa' che apriamo gli occhi a ciò che abbiamo senza dover cercare lontano ciò che abbiamo vicino.
Signore insegnaci a vivere secondo i tuoi precetti, ad amare come tu ci hai amato a non disprezzare nulla di quanto ci hai affidato, considerandolo sempre come dono da vivere con te per te e in te.

sabato 28 aprile 2018

«Ecco lo sposo! Andategli incontro!» (Mt 25,6)

Santa Caterina da Siena
Vergine e Dottore della Chiesa - Patrona d'Italia



«Ecco lo sposo! Andategli incontro!» (Mt 25,6)
Giovanni, il libro di carne che Dio ci ha mandato a domicilio per spiegarci il vangelo, ha un'idea della Chiesa che a prima vista può sembrare stravagante, come apparve a me la prima volta, quando al telefono mi rispose che, se stavo in Chiesa con Gesù, sicuramente mi stavo sposando.
Eravamo a Loreto quando accadde.
Aveva da poco compiuto due anni e ce n'era voluta per staccarci da lui che non voleva ce ne andassimo in vacanza.
La vacanza, come la chiamava lui, in verità era un'opportunità che stavamo cogliendo per fare la revisione sul nostro progetto matrimoniale, sulla nostra relazione sponsale.
Una settimana di ritiro nella casa del RnS Sacra Famiglia di Nazaret a Loreto per prepararci alla preghiera di effusione di coppia.
Era la prima volta che il RnS proponeva questa opportunità agli sposi per riscoprire la grazia sacramentale.
Giovanni era troppo piccolo per capire cosa stavamo facendo, del resto non l'avevamo capito neanche noi, però ha colto nel segno quando alla sua domanda: "Dove state ?" ho risposto
"In Chiesa, con Gesù"
"Allora nonna Etta si sta pposando!".
Mi è venuto naturale consigliare a mio figlio di portare questo bambino in Chiesa non solo in occasione dei matrimoni.
Solo oggi mi rendo conto di quanto avesse ragione. Lo sposo è Lui, il Signore e se siamo con Lui sparisce ogni altra persona.

VANGELO (Mt 11,25-30)
Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

venerdì 27 aprile 2018

"Non sia turbato il vostro cuore" (Gv14,1)

"Non sia turbato il vostro cuore" (Gv14,1)

Della Parola di oggi ciò che mi toglie ogni turbamento è la certezza che Dio ci ha fatto conoscere la via per tornare definitivamente a casa, la Sua casa, la nostra casa.
"Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato" parole, come recita il Salmo, che sento rivolte a me, in quanto per grazia ho ricevuto il Battesimo e ne godo i frutti con gioia, con gratitudine con sempre nuovo stupore per i doni che da esso scaturiscono.
Il Battesimo ci ha immerso nell'acqua e nel sangue sgorgati dal costato di Cristo, ci ha risuscitati, ci ha dato il nutrimento per non morire, per essere eterni.
Gesù è andato a prepararci un posto e non dobbiamo essere turbati della sua ascesa al cielo.
Ma quel posto noi già lo occupiamo, l'abbiamo da sempre occupato nel cuore di Dio.
Di cosa dobbiamo avere paura?
Non è tanto Dio che deve prepararci un posto, (é morto per questo) quanto noi che, se non gli facciamo spazio, gli impediamo di entrare.
Il mio nipotino era ossessionato dal fatto che voleva trovare Gesù e gli venne in mente che forse lo avrebbe incontrato se gli avesse preparato un posto. 
Dapprima fu folgorato dall'idea che bastasse una sedia vuota per far sedere Gesù, quando mangiavano, poi ci sarebbe entrato anche in macchina, stringendosi un po', quando andava fuori , una sedia nella sua camera, per averlo vicino la notte.
Ma la camera a malapena conteneva i due lettini, il suo e quello di Emanuele, dove mettere la sedia?
Così pensò che bastava fargli spazio nel letto e abbracciarselo sotto le lenzuola.
Prendiamo esempio dai bambini per abbracciare nostro Signore, preparandogli un posto nel nostro cuore ingombro da tanti pensieri inutili e dannosi.

giovedì 26 aprile 2018

" Dio inviò come Salvatore per Israele, Gesù"( At 13,23)

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" Dio inviò come Salvatore per Israele, Gesù"( At 13,23)

La parola di oggi mi conforta e mi apre alla speranza che nulla accade invano e che tutto è messo nel grande calice dell'amore di Dio.
Amo questo Dio che si è incarnato, che ha deciso di vivere insieme a me la mia storia, di qualificarla e redimerla, lo amo perchè mi ha fatto uscire dalla solitudine a cui mi aveva relegato il mondo che non rispondeva e non mi corrispondeva.
Amo Gesù perchè è un alleato potente e mi sta vicino e mi aiuta e si sostituisce a me quando il pericolo è più grande delle mie forze.
Lo amo perchè alla sua luce tutta la mia storia che pensavo sbagliata, dolorosa, ingiusta si accende di scintillanti.
I suoi passi diventano visibili, i suoi doni fruibili perchè vedo, tocco, godo della grazia che mi ha concesso in tutti questi anni di solitudine.
Amo il mio Dio perchè non mente, perchè da sempre ha profetizzato ciò che poi è accaduto.
Il mio Dio è con me, non posso temere, se mi assalgono i nemici, se la paura mi schiaccia, se il dubbio mi assale. Dio è con me sempre e mi dice" Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, io sono con te tutti i giorni della tua vita".
Mi piace essere chiamata con questo nomignolo affettuoso che un tempo ritenevo un affronto, mi piace che il mio creatore mi veda nella mia piccolezza e nella mia insignificante realtà e mi incoraggi a non demordere per aprire il varco che mi porterà a volare.
Lui è con me in questo sforzo titanico, quando la speranza mi abbandona e le forze vengono meno.
E' con me e fa quello che io non so o non posso fare per trasformare il mio corpo in quello di una splendida farfalla.
Credo Signore che tu sei con me anche questa mattina che sono reduce da una notte di feroce battaglia.
Sei stato con me in quei grani di rosario a cui mi sono aggrappata per non soccombere, sei stato con me in quella mano calda e rassicurante del mio sposo che mi proteggeva gli occhi e mi leniva le piaghe.
Sei stato con me mio Signore e ti ringrazio del desiderio di cercarti in ogni più piccolo risvolto della mia storia, in ogni persona che ho incontrato in ogni evento bello o brutto che ha caratterizzato la mia vita.
Ti ringrazio specialmente perchè non hai permesso che il tuo santo vedesse la distruzione, ma con pazienza hai ricostruito ciò che io demolivo con il mio" volere è potere".
Grazie Signore perchè in te riposa l'anima mia, perchè le mie sconfitte sono le tue vittorie, il mio corpo è il tuo corpo, il mio tempo è diventato il tuo tempo, infinito, eterno incorruttibile, tempo di grazia e di speranza, tempo di gioia e di amore condiviso.
Grazie Maria perchè guardando te sto imparando a meditare tutte le cose che non capisco nel segreto e a lasciarmi illuminare dallo Spirito di Dio che fa nuove tutte le cose.i

mercoledì 25 aprile 2018

" Siate sobri, vegliate" ( 1 Pt 5, 8)

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" Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo,come leone ruggente va in giro cercando chi divorare". ( 1 Pt 5, 8)

La vita del cristiano è tutt'altro che semplice.
Don Gino, all'inizio di questo cammino mi aveva avvertito, consigliandomi di non  pregare troppo, perchè il demonio attacca chi non gli appartiene.
Allora non capii, ma oggi posso dire con tutta sincerità che, se noi siamo del mondo apparteniamo al mondo e non dobbiamo temere i suoi attacchi, ma se siamo di Dio, la nostra vita è segnata dalla lotta con il serpente, una continua agonia per conquistare il trofeo della grazia.
Certo che questo non è un argomento convincente per la maggior parte delle persone che non guardano al di là del proprio naso e cercano la soddisfazione della carne qui su questa terra, perchè il dopo dicono che non gli interessa.
Anche io pensavo che era importante trovare una formula, una ricetta, una religione, una filosofia che mi garantisse qui su questa terra la vita buona, la serenità e la pace.
Non ho mai pensato che questa vita potesse trasformarsi in una serie di successi e di appagamenti dell'io senza sbocchi duraturi, anzi, proprio perchè avevo notato che c'erano eventi imponderabili a cui dovevamo fare fronte, era necessario trovare il modo come affrontarli senza morire.
Cercavo qualcosa che mi togliesse l'ansia e la paura e mi desse pace e serenità nella bufera.
Ringrazio Dio che non si è stancato di aspettare per consegnarmi il dono che aveva in serbo per me.
Il dono mi si è trasformato strada facendo, man mano che le esperienze della vita mi hanno fatto sperimentare la verità e l'efficacia del Vangelo.
Giovanni, il mio nipotino, continua a chiamare magia ciò che gratuitamente gli viene dato, e non si è meritato per le sue buone azioni.
Paradossalmente i più perseguitati, i più tribolati sono proprio i difensori della fede, gli annunciatori della buona novella.
Sappiamo infatti quale fu la vita dei santi, la sorte dei martiri.
Niente che possa attrarre. Eppure io sono certa che questa è l'unica scala che porta in paradiso.
La vita è diventata sempre più difficile, avara di gioie, di soddisfazioni umane, la lotta infuria e io mi sento attaccata da tutte le parti.
Ma il mio aiuto è nel Signore, egli mi ha liberato.
Ogni giorno dal cielo fa scendere l'arcobaleno, rinnovando l'alleanza con il suo consacrato.
Io benedico il Signore che tiene salde le mie ginocchia e mi fa avanzare sulle alture senza paura...
Non inciampa il mio piede, non potrò vacillare.
La sua è una roccia eterna, su di essa ho costruito la mia casa.

Andate via ingannatori e violenti, state lontano serpenti velenosi e belve affamate, qui c'è Dio, il Signore che mi ha preso tra le sue braccia e mi ha sottratto alla grinfie dei miei persecutori.
Mi ha portato in terra piana, mi ha fatto pascolare su prati erbosi, mi ha dato un luogo di delizie dove poter riposare.
Benedici il Signore anima mia, quanto è in me benedica il suo nome, benedici il Signore anima mia non dimenticare tanti suoi benefici.