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| Misericordia |
Sono un'umile scriba, divenuta discepola del regno dei cieli, simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.
sabato 23 marzo 2019
"Egli tornerà ad avere pietà di noi"( Mt 7,19)
domenica 26 agosto 2018
INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE
Il pane azzimo all'inizio, li sfamò, e fu un sacrificio; ma poi anche quello finì.
Penso al dolore che non mi ha fatto dormire stanotte, che da mesi non mi abbandona, dolore alle braccia, al collo, alla testa, penso all'ernia cervicale che non posso operare, perché sarebbe la terza volta e non è detto che l'intervento risolverebbe qualcosa.
Pian piano ho imparato ad attendere che l'impasto si gonfi, a dosare gli ingredienti, ma ogni volta è un'avventura, un incontro con Dio a cui dico grazie sempre, perché non è scontato che ci riesca, che lo possa fare, lo possa mangiare, lo possa digerire o pagarne il prezzo.
Doveva venire Dio in persona a saldare il debito che nessun sacrificio poteva estinguere.
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| La Bella Addormentata (Gran Sasso) |
Ero andata anche a fare la spesa, per approfittare, fin quando ce la facevo, a rifornirmi dell'occorrente per il pranzo e la cena.
domenica 29 luglio 2018
" Ne mangeranno e ne faranno avanzare" (2Re 4,43)

mercoledì 7 marzo 2018
" Quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? " (Dt 4,7)
" Quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? " (Dt 4,7)
venerdì 8 gennaio 2016
Il divino panificatore
domenica 16 agosto 2015
Chi mangia di questo pane vivrà in eterno
venerdì 16 dicembre 2011
Pane quotidiano 2
mercoledì 7 dicembre 2011
Prova
Signore, non è facile vivere in questa perenne tensione verso di te, in questo fragile equilibrio sul ponte che che tu hai gettato sopra l'umanità.
Non è facile non cedere alla tentazione di guardare in basso e non smarrirsi.
Siamo qui, su questo ponte traballante, fatto di corde e di assi sconnesse, siamo qui a lottare con il vento impetuoso che lo fa paurosamente oscillare.
Siamo qui, Signore, nel buio della notte, senza sapere a quale punto del ponte ci troviamo, se abbiamo fatto tanta o poca strada, per metterci in salvo.
Siamo qui.
Signore, ci vedi.
Spaventati e indifesi davanti alla montagna che ci sovrasta, con l'abisso che si apre sotto di noi.
Non invano stiamo qui in questo momento, in questa situazione di difficoltà estrema.
Non invano.
Non per sempre.
Sostienici nel momento della prova, solleva il nostro sguardo a te, fa cha mai ce ne allontaniamo .
Fa' che sappiamo lottare con lo spirito proiettato lontano.
Fa' che i nostri limiti non ci facciano smarrire e tornare indietro.
Portaci sani e salvi con te dall'altra parte di questo ponte sospeso sopra l'abisso.
giovedì 24 novembre 2011
Pane quotidiano
martedì 13 settembre 2011
Il pane del cammino
Beata Vergine Maria del Rosario
S. Giuseppe Sposo della B. V. Maria
13 settembre 1971
13 settembre 2011
« Ricordatevi di tutto il cammino che il Signore vostro Dio vi ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarvi e mettervi alla prova, per sapere quello che avevate nel cuore e se voi avreste osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque vi ha umiliato, vi ha fatto provare la fame, poi vi ha nutrito di manna (man hu?, che cos’è?), che voi non conoscevate e che i vostri padri non avevano mai conosciuto, per farvi capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Il vostro vestito non vi si è logorato addosso e il vostro piede non si è gonfiato durante questi quarant’anni»
(Cfr Dt 8,3-4).
mercoledì 2 marzo 2011
Cosa volete che faccia per voi?
Marco 10,32-45 In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Questo hai chiesto ai tuoi più intimi amici, mentre annunciavi loro quello che ti sarebbe successo.
“Cosa vuoi che io ti chieda Signore?”
Tu quello che è giusto l'hai fatto, donandoci il tuo corpo, permettendo ai tuoi figli di ucciderti come il peggiore dei malfattori.
La tua morte e la tua resurrezione mi danno la forza di non venire schiacciata dai nemici che mi perseguitano.
Questa notte è stato un calvario.
Se non ci fossi stato tu al mio fianco, non so ora cosa sarei... se non ci fossi stato tu quando infuriava la battaglia, sicuramente sarei morta Signore.
Ti voglio lodare benedire e ringraziare, perché senza timore, ho atteso di passare attraverso quella porta stretta oltre la quale sei ad aspettarmi.
Lo so, ne sono certa,che sei lì, perchè sento il tuo cuore che batte, sento il mio che risponde al richiamo.
Sono certa Signore che tu hai pronto un posto per me.
Giacomo e Giovanni ti hanno chiesto di stare alla tua destra e alla tua sinistra.
Io ti chiedo di più.
Voglio stare al centro, nelle tue braccia.
Non voglio però aspettare di oltrepassare quella porta.
Voglio sentirmi già da adesso come un bimbo svezzato nelle braccia di sua madre, come quegli agnellini che tu porti al petto.
Da ora Signore.
Per superare questo tunnel, ho bisogno che tu mi prenda in braccio, che mi accompagni, mi sostenga, mi consoli, mi stia vicino.
Ora, ho bisogno di vedere il tuo volto chinato sul mio, i tuoi occhi posarsi sulle mie ferite, ora Signore, ho bisogno di sentire la dolcezza della tua voce, il calore delle tue braccia, il tuo sguardo, le tue mani poggiate sulle mie.
Ora.
Poi, quando avrò varcato quella soglia, Signore, non m'importa del luogo dove mi concederai di stare.
L'ultimo è già un premio per me.
Sono qui Signore a pregarti perché la tentazione di pensarti lontano non mi sfiori neanche un momento.
Prendimi in braccio Signore e portami dove tu vuoi.
domenica 19 luglio 2009
IL MAESTRO
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Gesù si dona a tutti, per tutti prova compassione.
E' bisognoso di Lui chi annuncia il Vangelo e deve trovare spazio per la preghiera, la meditazione, l'ascolto della Parola, l'adorazione.
Non avevano tempo neanche per mangiare, i discepoli.
Gesù, pane di vita, si offre per saziare la loro fame ma anche per moltiplicare quel poco che gli viene offerto.
E' l'Eucaristia che rende capaci di portare quel pane fino ai confini della terra.
Ci sono poi quelli che non hanno punti di riferimento, che cercano parole di vita, persone allo sbando che hanno bisogno di Lui, di loro, i discepoli a suo servizio.
Per questo la sosta è breve.
Ma hanno ancora tanto da imparare i discepoli.
Quando lo Sposo verrà loro tolto, il digiuno diventerà il loro maestro.
domenica 1 febbraio 2009
Risposte

martedì 22 maggio 2007
Pane quotidiano 2
Oggi Signore mi sento smarrita di fronte al pane quotidiano da impastare.
Agli ingredienti soliti si è aggiunta la stanchezza, perchè il farlo mi costa fatica e non sempre risulta buono e digeribile.
Il pane, che in questi giorni sono costretta a mangiare, è duro, pesante, non bello da vedere, non appetibile.
E' forse questo il pane di cui ho bisogno?
Forse ho dimenticato qualche ingrediente.
Ho pensato che dovevo ancora chiederlo a te.
Con fatica mi sono vestita e sono venuta a casa tua. Forse avrei imparato qualcosa in più su come si fa il pane.
Intanto ne avrei mangiato del tuo, quello che il Sacerdote avrebbe consacrato e che non ho fatto fatica a preparare. Ma alla fine della messa non ero contenta, non mi sentivo sazia.
Ho visto la lucina accesa nel confessionale, mentre stavo uscendo dalla chiesa.
Mi è venuta voglia di inginocchiarmi, sola, davanti a te, per aprirti il cuore.
Non sapevo cosa avrei ricevuto da quell'incontro, ma ero sicura che non sarei tornata a casa a mani vuote.
Tu mi stavi aspettando, Signore, per benedire il mio ritorno a casa, per abbracciarmi, consolarmi, perdonarmi, darmi forza e coraggio.
In quello spazio angusto del confessionale, tu Signore, mi hai indicato la strada per ricominciare.
Per penitenza: tre Avemarie.
Ho scacciato dalla mente il pensiero che penitenze di questo genere non servono a nulla, e ho cercato un posticino davanti alla statua della Madonna, nonostante avessi fretta e la penitenza sono solita farla, mentre guido, dentro la macchina.
Mi sono dovuta fermare davanti a Lei per capire qual era l'ingrediente mancante.
Hai ragione Signore, avevo dimenticato tua madre, come consigliera e collaboratrice per fare il pane.
Avevo dimenticato che lei, di pane se ne intende, se con il suo sì ci ha dato te, Pane di Vita eterna, che ogni giorno ti doni, sugli altari, a tutti gli affamati del mondo.
mercoledì 16 maggio 2007
Pane quotidiano
Grazie perchè mi hai fornito il lievito per far fermentare la massa, ma anche la capacità di attendere che aumentasse di volume e cuocesse, sì che fosse commestibile e bastasse per tutti.
Grazie Signore di questo giorno in cui mi hai chiamato, nella tua bottega di fornaio, a fare il garzone perchè il pane, con te, è garantito, qualunque siano gli ingredienti.








