Visualizzazione post con etichetta garanzie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta garanzie. Mostra tutti i post

lunedì 22 ottobre 2018

" Quello che hai preparato di chi sarà?( Lc 12,20)



Meditazioni sulla liturgia di
lunedì della XXIX settimana del TO

" Quello che hai preparato di chi sarà?( Lc 12,20)

Si accumulano beni per se stessi fino a quando non hai dei figli o delle persone care a cui lasciarle in eredità
Prima non ti poni il problema, ammassi e basta, pensi solo a te stesso a stare bene tu e qualche volta a beneficiarne anche gli altri.
Non sempre, anzi raramente la condivisione o anche l'espropriazione di qualcosa a cui tieni molto nasce dall'amore, da una libera scelta. Il più delle volte vale la pena interrogarci sul perché lo facciamo.
Siamo fatti di carne, il seme del diavolo se non stai attento ti copre la verità e ti fa vedere solo quello che vuoi vedere nascondendoti il tuo peccato.
Per fortuna la vita ci insegna che niente delle cose materiali dura in eterno e arriva il momento della riconsegna.
Ci sono beni materiali che riusciamo a mantenere saldi e custoditi nelle nostre cassaforti, loculi cimiteriali, che saranno la gioia o la perdizione di chi li trova. Pensiamo agli enormi tesori sotterrati insieme a personaggi illustri del passato, re, faraoni, persone che si potevano permettere di costruire un mausoleo tanto grande da portarsi dietro non solo le ricchezze ma anche le persone a loro legate, condannate alla morte anzitempo per fargli compagnia o continuare a servirlo.
Per fortuna questa barbarie è finita, ma oggi assistiamo a qualcosa di infinitamente peggiore, perché se prima c'era una relazione tra la morte e il divino, la vita che continuava in una relazione sacra con gli dei in cui si credeva, oggi si fa affidamento solo sulla scienza e sulla capacità dell'uomo di protrarre la vita all'infinito.
Come si fa a cercare le cose di lassù quando gli occhi del cuore sono paralizzati sulle cose di quaggiù che più passa il tempo più ti sembrano importanti, irrinunciabili, insostituibili?
I quaggiù lo vedi, il lassù chi te lo dice che c'è? Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio dice un proverbio.
In effetti anche noi cristiani che leggiamo il vangelo e andiamo a messa e riceviamo frequentemente i sacramenti non siamo esenti dalla paura di rimanere senza soldi, di non avere un piccolo gruzzoletto per affrontare le necessità e difficoltà che con il passare degli anni aumentano in modo esponenziale.
Il problema non sta tanto nei beni materiali che magari siamo riusciti a sottrarre al fisco, alla svalutazione, ai cattivi appetiti, ma il fatto che non siamo più in grado di produrre ricchezza, qualora ce ne fosse bisogno.
Se sei vecchio e hai bisogno di un prestito ti chiedono il certificato di sana e robusta costituzione fisica, se non sei vecchio ma disoccupato e senza beni ereditati o messi da parte vogliono sempre una garanzia.
E chi dà la garanzia se non il Signore nostro Gesù?
Non c'è altra garanzia che lui perché i nostri beni non vengano attaccati dalla tignola o dalla ruggine, la Sua provvidenza è la nostra pensione sicura.
Ci devi credere per sperimentare quanto sia vero il vangelo." Guardate i gigli dei campi, non mettono e non seminano, eppure sono vestiti come figli di re..guardate gli uccelli del cielo.."
Un tempo eravamo ricchi e ci siamo comprati di tutto, perché ci piaceva, perché era un modo per passare il tempo la domenica quando erano chiusi i negozi e aperte le fiere.
Non abbiamo accumulato per la nostra discendenza, ma per noi, per sentirci bravi e ricchi di tante cose belle.
Ora che siamo diventati poveri e non ce la facciamo a spolverare i piani dei mobili, a muoverci liberamente per casa con il deambulatore o la sedia a rotelle, siamo stati costretti a vuotare man mano la casa, a liberarci di tutto per muoverci più agevolmente e vivere nel pulito e nell'ordine.
Grazie a Dio che nel frattempo mi sono convertita sì' che quando riempio le buste da regalare le indirizzo a chi ne ha bisogno e mi faccio aiutare ad individuare le persone che possono trarre beneficio dalle eccedenze nostre.
Ma il bello è che ora non do solo ciò che mi avanza, ma ciò che serve all'altro, non mi preoccupa il domani perché la vera ricchezza l'ho già trovata non lassù ma quaggiù, nel mio cuore di carne dove ho riservato il posto d'onore al mio Signore.



martedì 29 gennaio 2013

Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre.

VANGELO (Mc 3,31-35)
In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.
Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».


A questa società, dove la raccomandazione è d'obbligo, dove il nepotismo impera a tutti i livelli, dove se non sei figlio, fratello, moglie , compagna di..., ti puoi scordare ciò che ti spetterebbe di diritto, per quello che vali, il Vangelo di oggi offre una preziosa riflessione.


Gesù, rispondendo a chi lo sollecitava a privilegiare i parenti, che stavano fuori, indica di quale raccomandazione abbiamo veramente bisogno, quali garanzie dobbiamo esibire, per essere sicuri di essere ascoltati.






martedì 25 settembre 2012

Raccomandazioni.

(Lc 8,19-21)
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».


 A questa società, dove la raccomandazione è d'obbligo, dove il nepotismo impera a tutti i livelli, dove se non sei figlio, fratello, moglie , compagna di..., ti puoi scordare ciò che ti spetterebbe di diritto, per quello che vali, il Vangelo di oggi offre una preziosa riflessione.

Gesù, rispondendo a chi lo sollecitava a privilegiare i parenti, che stavano fuori, indica di quale raccomandazione abbiamo veramente bisogno, quali garanzie dobbiamo esibire, per essere sicuri di essere ascoltati.


sabato 25 settembre 2010

Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza




 (Qo 11,9-12,8)

Godi, o giovane, nella tua giovinezza,
e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù.
Segui pure le vie del tuo cuore
e i desideri dei tuoi occhi.
Sappi però che su tutto questo
Dio ti convocherà in giudizio.
Caccia la malinconia dal tuo cuore,
allontana dal tuo corpo il dolore,
perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.
Ricòrdati del tuo creatore
nei giorni della tua giovinezza,
prima che vengano i giorni tristi
e giungano gli anni di cui dovrai dire:
«Non ci provo alcun gusto»;
prima che si oscurino il sole,
la luce, la luna e le stelle
e tornino ancora le nubi dopo la pioggia;
quando tremeranno i custodi della casa
e si curveranno i gagliardi
e cesseranno di lavorare le donne che macinano,
perché rimaste poche,
e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre
e si chiuderanno i battenti sulla strada;
quando si abbasserà il rumore della mola
e si attenuerà il cinguettio degli uccelli
e si affievoliranno tutti i toni del canto;
quando si avrà paura delle alture
e terrore si proverà nel cammino;
quando fiorirà il mandorlo
e la locusta si trascinerà a stento
e il cappero non avrà più effetto,
poiché l’uomo se ne va nella dimora eterna
e i piagnoni si aggirano per la strada;
prima che si spezzi il filo d’argento
e la lucerna d’oro s’infranga
e si rompa l’anfora alla fonte
e la carrucola cada nel pozzo,
e ritorni la polvere alla terra, com’era prima,
e il soffio vitale torni a Dio, che lo ha dato.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
tutto è vanità.

sabato 24 luglio 2010

Eredità



(Gen 23,1-4.10.19; 24,1-8.62-67)
Gli anni della vita di Sara furono centoventisette: questi furono gli
anni della vita di Sara. Sara morì a Kiriat-Arba, cioè Ebron, nel paese
di Canaan, e Abramo venne a fare il lamento per Sara e a piangerla.
Poi Abramo si staccò dal cadavere di lei e parlò agli Hittiti: "Io sono
forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà di un
sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via la salma e
seppellirla".
Dopo, Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di
Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan.
Abramo era ormai vecchio, avanti negli anni, e il Signore lo aveva
benedetto in ogni cosa.
Allora Abramo disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che
aveva potere su tutti i suoi beni: "Metti la mano sotto la mia coscia e
ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non
prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo
ai quali abito, ma che andrai al mio paese, nella mia patria, a scegliere
una moglie per mio figlio Isacco".
Gli disse il servo: "Se la donna non mi vuol seguire in questo paese,
dovrò forse ricondurre tuo figlio al paese da cui tu sei uscito?".
Gli rispose Abramo: "Guardati dal ricondurre là mio figlio! Il Signore,
Dio del cielo e Dio della terra, che mi ha tolto dalla casa di mio padre
e dal mio paese natio, che mi ha parlato e mi ha giurato: Alla tua
discendenza darò questo paese, egli stesso manderà il suo angelo davanti
a te, perché tu possa prendere di là una moglie per il mio figlio. Se la
donna non vorrà seguirti, allora sarai libero dal giuramento a me fatto;
ma non devi ricondurre là il mio figlio". Il servo si mise in viaggio e
andò nel Paese dei due fiumi. [Di là condusse Rebecca, figlia di Betuel
parente di Abramo].
Un giorno Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roi; abitava infatti nel
territorio del Negheb. Egli uscì sul far della sera per svagarsi in
campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli. Alzò gli occhi
anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. E disse al servo:
"Chi è quell'uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?". Il
servo rispose: "È il mio padrone". Allora essa prese il velo e si coprì.
Il servo raccontò ad Isacco tutte le cose che aveva fatto. Isacco
introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese
in moglie Rebecca e l'amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della
madre.




La terra promessa ad Abramo e alla sua discendenza comincia con un piccolo pezzo di terra, a Canaan, chiesto agli Ittiti, per costruirvi un sepolcro, dove seppellire Sara.
Abramo ne aveva fatta di stada da Ur, la terra dei due fiumi, la terra fertile, dove aveva lasciato tutte le sue sicurezze... per ottenere cosa? Un sepolcreto.
Si entra nel regno di Dio attraverso una morte, ma non ci si può fermare a piangere un passato che non ritorna. Bisogna guardare oltre e cercare in quel passato ciò che ci aiuta a dare vita ad una terra straniera, ad un luogo di lutto, di pianto e di morte.
Ed ecco la richiesta, apparentemente incomprensibile di Abramo al suo servo, perchè torni nel luogo da cui è partito, a prendere la donna con cui suo figlio, Isacco, dovrà rendere feconda la terra promessa.
Rebecca, la sposa, venuta da lontano, è quella con la quale Isacco avrebbe potuto dare vita a quel luogo, perchè anche lei, aveva imparato fin da piccola a mettere Dio al primo posto, dalla sua famiglia.
La condivisione di un valore così importante fa sì che un matrimonio sia benedetto da Dio e non rimanga sterile.

martedì 24 luglio 2007

Garanzie


(Mt 12,46-50)

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: “Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti”.
Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”.
Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: “Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre”.

A questa società, dove la raccomandazione è d'obbligo, dove il nepotismo impera a tutti i livelli, dove se non sei figlio, fratello, moglie , compagna di..., ti puoi scordare ciò che ti spetterebbe di diritto, per quello che vali, il Vangelo di oggi offre una preziosa riflessione.

Gesù, rispondendo a chi lo sollecitava a privilegiare i parenti, che stavano fuori, indica di quale raccomandazione abbiamo veramente bisogno, quali garanzie dobbiamo esibire, per essere sicuri di essere ascoltati.



Salmo 139