Sono un'umile scriba, divenuta discepola del regno dei cieli, simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.
lunedì 3 agosto 2020
Era buio
sabato 1 febbraio 2020
Il pellegrino del tempo.
sabato 4 maggio 2019
"Sono io non abbiate paura"(Gv 6,20)
martedì 7 agosto 2018
"È un fantasma!".(Mt 14,26)

martedì 4 luglio 2017
Paura
sabato 28 gennaio 2017
Raccontiamoci una storia
martedì 28 giugno 2016
Fede e salvezza

Chi non si riconosce in quello che almeno una volta nella vita, ma sono molte di più le occasioni che ce lo fanno pensare, non abbia rivolto a Dio questa domanda?
Dove sei? Signore mio Dio quando mi assalgono flutti di morte, dove sei?
Quando le acque mi stanno sommergendo dove sei?
Quando la paura mi sconvolge la mente e mi strazia il cuore dove sei?
Quando non ho nessuno che mi tenda la mano, nessuno che mi rialzi, mi sollevi dal fango in cui sono caduta, dove sei?
Dove sei Signore mio Dio quando la prova si prolunga nel tempo e le braccia sono sfibrate, incapaci di sollevarsi ancora in alto, dove sei?
Dove trovarti Signore quando il mio grido nella notte sale a te e mille demoni mi stritolano e mi legano con funi poderose le membra del corpo?
Dove sei quando mi tappano la bocca e m’impediscono di proclamare il tuo nome santo?
Dove sei Signore mio Dio quando tutto il mondo mi crolla addosso e nessuno si salva dalla grande catastrofe? Dove sei mio Dio?
Ti ho cercato per anni: scrivevo su ogni foglio, libro quaderno questa domanda che diventava sempre più assillante, quanto più la malattia e l’incomprensione di ci mi stava accanto aumentava.
Ti ho cercato Signore in ogni luogo, nel cielo, nelle dispute dotte, ti ho cercato lì dove mi avevano insegnato tu risiedessi immobile sul tuo trono di gloria.
Il cielo era troppo lontano per me, perchè mi avevano insegnato che là tu risiedevi, essere perfettissimo, creatore e Signore di tutto.
Ho pensato ad una radio: se avessi avuto una radio sicuramente avrei potuto connettermi con te, ma la ia radio non funzionava.
Mi arrivavano solo scariche rumorose e incomprensibile il messaggio ad essa affidato. Ho pensato che forse esisteva un bottone che io non conoscevo e che dovevo trovarlo. Sicuramente era un problema di bottone giusto da premere.
Così ho cercato quel bottone e finalmente ti ho incontrato inchiodato ad una croce.
E’ difficile accettare un dio crocifisso, un dio debole, un dio che dorme, ma a quei tempi per me è stato un miracolo vederti nell’impotenza e nel limite di un umanità che ci accomunava.
Tanti anni sono passati e siamo diventati inseparabili, ma la strada si fa più erta, le insidie sono ad ogni passo, ad ogni passo rischio di cadere.
E cado e mi rialzo e cerco il tuo volto, un volto di carne, uno sguardo d’amore, una parola di vita.
Ma proprio quando ne ho più bisogno tu dormi.
Giovanni, se mi vedeva con gli occhi chiusi mentre mi raccontava cosa gli era successo, prima di addormentarsi il pomeriggio nel mio grande lettone, mi ficcava le dita negli occhi per tenermeli aperti “altrimenti significa che non mi stai a sentire!” diceva.
Io lo stavo a sentire, non c’è dubbio, perchè mi era affidato dai genitori e dovevo vigilare su di lui. Ma lui voleva un segno della mia costante attenzione.
Anche io Signore, nonostante non sia più una bambina, per problemi molto più grandi, cerco un segno della tua attenzione.
Ne ho bisogno Signore, specie quando la battaglia è senza esclusione di colpi, quando il nemico già sta pregustando la spartizione del bottino, quando le forze provate duramente mi stanno abbandonando e sulle labbra la preghiera si strozza, in un gemito, un sospiro, un pianto, un grido di ribellione.
Dio dove sei?
In questi ultimi tempi, anche guardandonmi intorno, mi chiedo se sei in ciò che ci manca, in ciò che ti nega, nel silenzio del deserto sconfinato, nel minaccioso turbinare delle onde, nella tribolazione di tanti che non ti conoscono, nella superbia di chi ti nega.
“palpita sulla poltrona del presidente e nei calzari dell’atleta. Egli è qui, non cercatelo nelle chiese…”
Così si concludeva il compito di una ragazza di 15 anni a cui avevo dato da svolgere un tema su un pensiero di Bacone
” Questo Dio che celebro nelle mie carte, lo vedo presente ovunque, lo vedo nei fiori del mio giardino…”
Allora non ti conoscevo Signore, ma a quel compito misi il massimo, tanto mi aveva fatto vibrare le corde più profonde del cuore.
Ma ora non mi basta vedere i fiori del giardino, non mi basta sollevare lo sguardo al cielo stellato, nè immergermi nell’incanto del mare scintillante di luce, quando il sole sorge al mattino.
Non mi basta quando il dolore mi impedisce di assumere qualsiasi posizione, quando non c’è medicina che lo allevi, quando non trovo consolazione e gioia nella preghiera, quando il deserto si stende a vista d’occhio e il cielo sembra tanto lontano.
sabato 23 aprile 2016
RICERCA

sabato 30 gennaio 2016
Fede
martedì 3 settembre 2013
domenica 21 giugno 2009
Passare all'altra riva
Marco 4,35-41 -In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
Visto che i problemi alle gambe mi impediscono di andare dove voglio, ieri con Gianni abbiamo deciso di prendere una sedia a rotelle, perchè io potessi godere del sole, del mare, delle bellezze del creato e degli incontri con le persone.
Con tutto ciò che mi parla di Dio.
Ma oggi il cielo si è coperto di nuvole spesse e grigie, il vento ha cominciato a soffiare e una pioggia violenta si sta abbattendo sul pezzetto di mondo che vedo solitamente dalla finestra e che volevo esplorare più da vicino.
Per fortuna che abbiamo fatto salire il Signore sulla nostra barca.
Anche se dorme, siamo certi che le onde non ci sommergeranno, perchè è Lui che ci tiene in vita.
2Corinzi 5,17
Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.
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