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domenica 10 novembre 2019

Il niente e il tutto


"Il Signore guidi i vostri cuori all'amore di Dio" ( 2 TS 3,5)
Come vorrei che queste parole si avverassero, per me, per tutti quelli che sono nella prova, nella sofferenza, nel buio della notte!
Quando non hai più niente a cui aggrapparti, nessuna soluzione umana ai tuoi problemi, quando il cammino ti ha sfiancato e il deserto diventa sempre più inospitale e hai sete, hai fame, hai freddo, hai paura...
Il cuore si smarrisce quando la paura prende il sopravvento, quando la paura diventa panico perchè il luogo in cui ti stai inoltrando non lo conosci e lo temi.
Temi la tua incapacità di fronteggiare altre prove, temi di essere lasciata sola a combattere con gli sciacalli della notte, con gli avvoltoi che bramano di divorare la tua carne.
Li senti i loro morsi profondi, i loro denti aguzzi che ti fanno male, tanto male e non hai armi con cui difenderti.
Nella notte il tuo grido sale a Dio perchè intervenga a fermare la mano iniqua del grande accusatore, che venga in tuo aiuto e si chini sulle tue ferite, che ti consoli, ti prenda in braccio e ti porti lontano dai luoghi della perdizione.
"Alzo gli occhi verso i monti da dove mi verrà l'aiuto. il mio aiuto viene dal Signore, egli ha fatto cielo e terra."
Continuo a sperare anche se non mi risponde, anche se le parole mi tornano come eco alle orecchie.
Ci sono momenti in cui la tua nudità ti sgomenta, i tuoi crolli ripetuti nel tempo da tante scosse di terremoto hanno reso inagibile la tua casa, il tuo paese, i luoghi degli incontri e della memoria.
Davanti hai un accumulo disordinato di macerie dove non è possibile neanche avvicinarsi per recuperare qualcosa che ti è appartenuto, che ti è caro, che ti serve,
Devi lasciare la tua terra come Abramo e andare incontro ad un futuro pieno di incognite.
Prego con le parole del Salmo 16
Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.
Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.
Voglio credere che la terra che mi sono lasciata alle spalle non è migliore di quella che il Signore ha in serbo per me.
La terra della condivisione, della comunione, della compresenza, della sussidiarietà, della gratuità non la conosci se non hai perso tutto, se non hai riconsegnato tutto nelle sue mani, se non ti volti indietro mentre lasci ciò che ti appesantiva le braccia e ti ostacolava il cammino.
Ti aspetta una terra di libertà, di condivisione, di gioia e di dolore, di morte e di vita che si abbracciano e si toccano e cantano la poesia, la bellezza, la potenza del Suo Amore.

lunedì 13 aprile 2009

Braccia e ricostruzione

 
Gesù è risorto! Alleluia!



Avrei potuto postare un'altra immagine, scegliendola tra quelle più appropriate per un evento siffatto.



Ma dal luogo che ho lasciato per qualche giorno, l'Abruzzo, ho portato con me queste braccia, che mi sembrano le più adatte per cercare la vita tra le macerie.



Don Tonino Bello ha detto che la Pasqua è la festa dei terremoti, dei macigni rotolati.



Ognuno, dopo una settimana di passione, come quella che la maggior parte degli abbruzzesi ha sperimentato e vissuto, deve fare i conti con ciò che ha seppellito o scoperto il terremoto.



Le donne, come anche Pietro, pensano che il corpo di Gesù sia stato trafugato, quando arrivano sul posto.



Solo Giovanni, " vide e credette".



Giovanni, "il discepolo che Gesù amava", la dice lunga sulla capacità del giovane di percepire fino in fondo l'amore appassionato e fedele del Maestro.


Egli vide la stessa scena e non ebbe dubbi.



Non aveva mai avuto dubbi sul suo amore.



Non lo aveva mai perso di vista, specie quando Gesù s' inerpicò faticosamente sulla strada che porta al Calvario.



Il peso delle braccia di legno, a cui dovevano essere inchiodate le sue... il suo abbraccio eterno, infinito non potè dimenticarlo, neanche quando emise l'ultimo respiro.



Le braccia di Aronne sostennero quelle di Mosè, finchè i nemici non furono completamente sconfitti.



Le braccia della croce continuano a sostenere quelle del Crocifisso, perchè chiunque vi si rifugi, ritrovi una casa.



Gesù non ha smesso di portare assi per dare stabili dimore agli uomini.



L'augurio a tutti è quello di poter partecipare all'opera di ricostruzione, caricandoci sulle spalle l'asse giusto.