Visualizzazione post con etichetta desideri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta desideri. Mostra tutti i post

mercoledì 2 gennaio 2019

"In mezzo a voi c'è uno che non conoscete".(Gv 1,26)




SFOGLIANDO IL DIARIO...

Dal 2 al 5 Gennaio 2011, presso la Fraterna Domus, a Sacrofano (Roma), si terrà il Convegno di approfondimento teologico ed esperienziale della grazia sacramentale per la famiglia sul tema “La Grazia del Sacramento delle Nozze”, promosso dalla Fondazione “Famiglia dono grande”. Relatore mons. Renzo Bonetti.

2 gennaio 2011
ore 5,34

"In mezzo a voi c'è uno che non conoscete".(Gv 1,26)

Cercarti, scoprirti, a riconoscerti, che fatica Signore!
In mezzo agli escrementi di questa nostra società consumistica, tra il secco residuo, l'umido, la carta che in questi giorni si è accumulata per la nostra ingordigia, i nostri pranzi, i nostri cenoni a base di lasagne, porchette, brodi imbottiti e tutto il resto.
Cercarti tra gli avanzi di questo Natale che si trascina nei nostri frigoriferi e che, se non li mangi in tempo, vanno a finire nella spazzatura, ma che comunque, anche se li mangi, vanno a finire nel gabinetto, perché sicuramente ti fanno male.
È tempo di fare un'energica cura dimagrante.
Ogni Natale ci ritroviamo più grassi, ogni Natale piangiamo sul latte versato, facciamo buoni propositi di non caderci più, di non lasciarci andare a compere, spese dissennate, di pensarci un po' prima di spendere soldi senza criterio per il cibo e per i regali.
Del resto a farci fare la cura dimagrante, se non ci sei riuscito tu con il Natale, ci pensa il governo che ci ha preparato un piatto succulento di tasse e bollette da pagare, rincari di ogni genere, per cui, volenti o nolenti ci ritroveremo alla fine dell'anno più magri.
Oggi 2 gennaio la liturgia ripresenta Giovanni Battista che faceva sul serio e il digiuno è andato a farlo nel deserto sì che non poteva cadere in tentazione.
"In mezzo a voi c'è uno che non conoscete"...in una tavola imbandita o in un cassonetto della spazzatura dove gli avanzi aspettano di essere smaltiti, mischiato alla gente che frequentiamo o anche soprattutto con quella che ci sta sullo stomaco e che non abbiamo neanche chiamato a Natale, perché non se la meritano, in casa nostra o per strada o in un ospedale o tra i barboni della stazione o negli alberghi di lusso…
Chissà!
Eppure tu sei in mezzo a noi Signore, ne sono certa, uno che non finisco mai di conoscere, dalla cui bocca aspetto sempre la parola che mi indichi la strada da seguire, una strada di amore, di pace, di gioia, di serenità, di chiamata fiduciosa nelle tue braccia.
Ieri ti ho incontrato nel ricalcolo dei miei programmi, e delle mie aspettative.
Ti ho incontrato nella pace che mi ha dato la telefonata fatta ad una persona alla quale non riuscivo a perdonare il silenzio e poi nel desiderio di andare a Roma per pregare insieme ad altre coppie (ho pensato alle lodi, all'eucaristia quotidiana, al desiderio di Gianni che anche il mio di riscoprire la bellezza del Sacramento che ci unisce e uscire dal grigiore e dalla stanchezza di questo cammino tribolato degli ultimi tempi, al fatto che per la prima volta non sentivo l'orgoglio di distinguermi, di affermare che siamo più bravi, diversi dagli altri, ma quello di confondermi amalgamare all'altra farina dell'impasto che il tuo lievito farà aumentare di volume fino ad esplodere.
Ti ho trovato nel desiderio di fare felice un'altra persona e anche nella constatazione dei miei limiti, nell'impotenza di poter provvedere a tutti e nella voce di mia cugina che a Capodanno ha avuto il permesso di mangiare il torrone e il panettone, dopo un lungo periodo in cui erano solo le sonde a nutrirla, e poi nelle voci del coro della nostra Chiesa la sera del 31, un'opera d'arte, la tua Signore, che trasformi i nostri sì sofferti, stentati, in grazia su grazia.
Ti ho trovato nella telefonata di una coppia che grazie a te ha trovato la gioia di appartenerti e testimoniarti.
Io non so Signore se riusciremo a partire, né se riusciremo a rimanere a Sacrofano, non so nulla Signore.
Oggi sei tu il regista e anche i prossimi giorni.
Signore rendici docili strumenti nelle tue mani, tenera argilla, perché la forma sia la tua e non la nostra.
Liberaci dal male Signore, liberaci dalla tentazione di attribuire a te i nostri mali, liberaci Madre dal demonio che continuamente chiude le sbarre della nostra prigione.
Madre a te affidiamo la  nostra preghiera.

Pomeriggio.
Sacrofano (Roma)
ore 15
Siamo qui, siamo arrivati.
Ho chiesto dov'era l'accettazione. 
Mi hanno risposto sorridendo che il posto cercato lo chiamano “accoglienza”.
Siamo abituati, a forza di frequentare ospedali, di cercare più che accoglienza i luoghi dell'accettazione.
Sono qui e voglio alzare un altare, fare memoria di questo incontro con l'imponderabile tua provvidenza e previdenza.
Sono qui, sono arrivata, siamo arrivati, contro ogni più rosea previsione.
"Il Signore è qui e non lo sapevo!"
Ancora una volta mi stupisce il mistero della tua presenza  in mezzo a noi.
Questa mattina nella meditazione pensavo al motivo per cui mi mi stavo sforzando, dando da fare per partire.
Apparentemente ero solo un desiderio di forzare la mano al destino che mi aveva relegato in un letto.
Non so cosa mi aspetta qui.
Ma ho sentito la nostalgia della preghiera comune, delle lodi di quando stavamo a Nocera Umbra dove la voce profonda e grave degli uomini si alternava a quella cristallina e penetrante delle donne.
"Maschio e femmina Dio li creò... a Sua immagine somiglianza."
Ho sentito l'odore dell'acqua, dell'oceano in cui mi volevo tuffare, ho sentito il desiderio di unirmi piccola goccia alle altre gocce che formano il mare,  scintille di luce, quelle che rimandano le famiglie riunite, specchio della grazia che qui abbondante scende dal cielo.

domenica 30 aprile 2017

Emmaus






"Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro " (Lc 24,15)
Quando le parole non bastano, specialmente quelle scritte dalla tua mano, quando non basta che sei venuto a spiegarcele con la tua vita e a testimoniarne la verità con la tua morte, quando non basta tutto questo per riconoscerti nel compagno di viaggio che parla con noi , quando siamo tristi e smarriti perché pensiamo che te ne sei andato per sempre, nella maniera più atroce, triste e dolorosa e ci hai lasciati irrimediabilmente soli, senza speranza, ti prego, fermati a mangiare con noi.

La sera , il buio fa più paura, se tu non ci sei, rimani con noi, riposati un po’ , prima di riprendere il viaggio attraverso le strade del mondo.

Signore, resta con noi che non ancora riusciamo a capirti, non ancora riusciamo a capacitarci che sei andato a morire. Signore, resta con noi ancora un poco, forse il miracolo di vederti risorto anche noi potremo vederlo, se ci aprirai gli occhi al tuo folgorante mistero.

Torna a spezzare quel pane che la sera prima di morire distribuisti ai tuoi discepoli , invitandoli a fare altrettanto, in memoria di te, perché tutti ne avessimo sempre, 

Fatti conoscere nella quotidianità di un gesto così tanto familiare, non capito, dimenticato, quando solennemente lo benedicesti, perchè non rimanessimo mai senza di te, mai ci sentissimo soli, mai pensassimo che te ne eri andato per sempre.

Ti voglio incontrare, Signore nel pane spezzato, un gesto che non abbiamo capito abbastanza, ti vogliamo, Signore, riconoscere nella semplicità di ciò che tu hai trasformato in segno indelebile di Te che sei il Cristo morto e risorto per noi.
Vogliamo, Signore, incontrarti e abbracciati per sempre, sicuri che non te ne andrai, convinti che quand'anche fosse, hai dato ai tuoi ministri il potere di renderti vivo e presente nell'Eucaristia.
A torto abbiamo pensato che ci avevi illusi, dicendo che saresti stato sempre con noi, sbagliavamo quando ti abbiamo visto morire e non abbiamo creduto che saresti risorto , invano ti stavamo cercando senza guardarti nel volto, senza ascoltare parole che ci avrebbero dato speranza.
Ma ora che il pane é stato spezzato, ora sì che ho capito e ho gioito, perché a tutto tu avevi pensato prima di tornare dal Padre, trasformandoti in cibo e bevanda perenne, per quelli che avevano fame e sete di Te.
Grazie Signore perché ora so che tu sei risorto davvero e per sempre. Grazie, perché ora so dove trovarti.

venerdì 21 aprile 2017

Incontri


Meditazioni sulla liturgia
 di venerdì di Pasqua
" In nessun altro c'è salvezza" ( At 4,12)

Mi piacerebbe che la Pasqua non avesse mai fine, che l'incontro con il Risorto non dipendesse dall'età, dal sesso, dalla bravura, mi piacerebbe che Gesù ogni giorno si mostrasse nelle pieghe sgualcite della mia storia, nei momenti di smarrimento, di angoscia, di pianto, nei tanti momenti in cui mi sembra di essermi affaticata invano.
Mi piacerebbe non stancarmi mai di cercare Gesù, anche se sbaglio luogo, anche se non sono in grado di riconoscerlo.
Mi piacerebbe che mi chiamasse per nome, che la sua parola mi procurasse un tuffo al cuore, inconfondibile segno della sua reale presenza.
Mi piacerebbe scoprire ogni volta che mi chiede da mangiare che non io ma Lui ha già preparato la mensa, che il cibo non io ma lui provvede a procurarlo se presto ascolto alla sua parola.
Sembra strano che Gesù, potendo da solo avere tutto ciò che gli serve chiede a noi di collaborare.
Che senso ha spenderci per fare qualcosa di cui potremmo godere senza fatica?
Spesso me lo sono chiesta quando non pensavo di potergli offrire niente, perchè non avevo niente in mano che il mio fallimento.
Gesù oggi ai discepoli chiede di gettare le reti dall'altra parte e di tornare a pescare di giorno... una pazzia per chi conosce il mare e le abitudini dei pesci.
Bisogna fidarsi di Lui, anche quando non lo riconosci, non lo senti vicino, anche quando il silenzio ti schiaccia, il vuoto ti fa paura, quando non hai niente più in mano che possa darti la vita.
Pietro ha guarito lo storpio con la potenza del Suo nome.
Nel suo nome voglio gettare le reti per diventare pescatrice di uomini, gettarle dove Lui mi dice, quando non a me ma a Lui sembra più opportuno.
Vorrei orecchie attente, occhi perspicaci, mani operose per vivere la straordinaria esperienza del Dio con noi, l'Emanuele che si fa compagno di vita per indicarci la strada e non ci lascia mai soli, specie se si fa sera e le ombre della notte ci atterriscono.
Resta con noi Signore perchè senza di te la notte non ha mai fine.
Siediti alla nostra mensa e benedici quel poco che abbiamo, trasformalo in pane di vita tu che sei la Vita, tu la nostra unica Speranza, tu il nostro Salvatore e Redentore.