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martedì 29 settembre 2020

SCOPPIO' UNA GUERRA IN CIELO


 SFOGLIANDO IL DIARIO...

Meditazioni sulla liturgia della
festa dei Santissimi Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele

“Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago”(Ap12,7)

Oggi Signore la tua parola mi sembra difficile da capire, incomprensibile alla mia capacità intellettiva.
È come se nel ministero degli Angeli su cui la Chiesa oggi ci chiama a riflettere, ci fossero delle lacune, contraddizioni. E' come se la luce passasse attraverso una tapparella socchiusa,da cui filtra la luce a tratti senza peraltro riuscire ad illuminare tutta la stanza.
Spesso mi sono chiesta se gli angeli sono veramente i nostri custodi, visto che tu sei onnipotente e potresti fare tutto da solo.
Quando prego penso a te, mi rivolgo a te e già mi sembra di farti un torto, se mi rivolgo a tua madre.
Riesco a superare l'imbarazzo riguardo all'aiuto che chiedo a Maria, pensando che a tutti gli effetti è la tua sposa, e madre tua e di tutta la Chiesa, una madre che ci hai donato dalla Croce.
Pur conoscendo la sua natura e la sua funzione ci ho messo tempo per fidarmi di lei e a lei affidare le mie preghiere.
Maria è l'esempio a cui dobbiamo uniformarci, è la scala che ci porta in cielo, con la sua umiltà, il suo silenzio, la sua fede incrollabile, la sua connessione con il tuo Spirito.
Il pensiero che è una persona come noi che tu hai sollevato alla tua altezza, dandole tutto te stesso, facendone la primizia di tutto quello che ci hai promesso, ci incoraggia e ci apre il cuore alla speranza che anche noi possiamo diventare strumento di salvezza per i nostri fratelli, assolvendo alla funzione per la quale ci hai creato.
Tu sei Dio, vero Dio e vero uomo, e imitare te è un'impresa non facile.
La Madonna ci introduce nel mistero trinitario attraverso il suo sì alla tua volontà.
Gli angeli sono puro spirito, con noi non hanno nulla in comune né noi possiamo pensare di diventare Angeli.
Troviamo scritto però che diventeremo come te, quindi superiori agli angeli.
Noi siamo carne e spirito, gli angeli sono spirito puro. Ma se la natura degli angeli è diversa dalla nostra, la loro funzione di collaborazione al tuo progetto salvifico è chiara. Se il nostro nemico è Satana, puro spirito, noi non potremmo da soli debellarlo, perché l'intelligenza degli spiriti puri è molto, molto superiore a quella degli uomini venuti dalla terra.
Tu ci hai donato il tuo spirito Signore, ma questo agisce solo se noi lo accogliamo, se trova in noi l'ambiente giusto per operare.
Adesso penso che tu hai creato gli angeli per darci quella mano che ci serve per combattere gli spiriti del male, non ancora essendo perfetti.
Gli angeli quindi sono l'aiuto di cui abbiamo bisogno nella lotta contro il male, nella comunione con i santi del paradiso.
A tutto tu hai pensato Signore per questo ti lodo ti benedico e ti ringrazio. Oggi sono arrivata a capire la funzione degli angeli e tu hai alzato la tapparella del mio cuore perché vi passasse più luce.
Ma da tempo avevo preso forza e coraggio chiamando in aiuto l''Arcangelo Michele quando mi sento attaccata dal nemico.
Quando recito l'angelo di Dio penso da un po' di tempo a quella perenne difesa di cui ho bisogno nella lotta contro il male, quel baluardo, quei muri che devo innalzare per non farti uscire dal mio territorio, per crearti un recinto in cui io e non tu possa essere certa di stare al sicuro con te. L'angelo di Dio prima mi sembrava una preghiera insensata, non rispondente ai desideri del cuore, una preghiera finta.
Oggi con insistenza prego i tuoi Angeli perché mi salvaguardi dal nemico. Infatti la forza che mi viene dall' Eucarestia, dalla preghiera, dai sacramenti in genere, dalla lettura della tua parola, dall' ascolto e dalla meditazione, non può perfettamente esprimersi perché il terreno mio non è ancora tutto bene dissodato e ci sono ancora molte zone del mio cuore indurite, dove lo spirito fa fatica a passare.
Ecco allora che gli angeli sono necessari per combattere con le armi della luce altre creature della stessa natura, che tu hai precipitato sulla terra e, se tu hai pietà e misericordia di noi, anche quando non siamo come dovremmo essere, duri e refrattari a cambiare posizione e a convertirci, il Diavolo non è per niente clemente è infierirebbe su di noi, se non ci fossero questi straordinari amici, messaggeri, combattenti che ci difendono.
Grazie Signore per questa parola di speranza e di vita. Veramente tu sei il figlio di Dio.
Veramente tu sei Dio!
"Rabbì tu sei il figlio di Dio! "disse Natanaele.

sabato 10 giugno 2017

Fede

"Io sono stato inviato per metterti alla prova"(TB 12,13)

Ci sono tante cose che ancora non capisco, tante che la Parola di Dio mi svela e tante che mi nasconde.
Nel testo che la liturgia del giorno ci propone l'angelo Raffaele dichiara che è stato mandato da Dio a Tobi per metterlo alla prova.
Per quello che ho capito leggendo il libro di Tobia, mi sembra che Raffaele sia stato mandato come "medicina di Dio", vale a dire che è stato mandato per la guarigione materiale e spirituale di tutti i protagonisti della storia.
Grazie a Tobi che si lascia accompagnare e guidare dall'angelo, ma anche dalle parole e dall'esempio del padre, Sara sarà liberata dal demonio ammazzamariti, Asmodeo, i soldi saranno recuperati, la medicina per guarire il padre sarà portata a Tobia sì che ritrovi la vista.
Tobi si è fidato del suo accompagnatore e tutti vissero felici e contenti.
La prova per Tobi quindi è quella di non aver mai dubitato di Dio, accettando quanto il suo accompagnatore man mano gli suggeriva, senza il minimo dubbio che non fosse giusto.
Tobi non è diffidente, sa che da solo non può portare a termine il compito che il padre gli ha affidato e con umiltà segue il suo accompagnatore.
Noi facciamo fatica a fidarci delle persone, pensando sempre che siamo migliori, più bravi, almeno se non in tutto quello che dicono e fanno.
" Gareggiate nello stimarvi a vicenda" è scritto,"il primo di voi sia l'ultimo... chi si esalta sarà umiliato, chi si umilia sarà esaltato... non sono venuto per essere servito ma per servire... l'anima mia magnifica il signore perchè ha guardato l'umiltà della sua serva..."
Il passo del vangelo di oggi ci parla proprio dell'umile obolo della vedova, a cui Gesù dà più valore di tutte le ricchezze che versano nel tempio i benestanti, per farsi vedere, non privandosi di nulla, dando il superfluo a Dio, svuotando di senso il sacrificio a cui dovevano servire le offerte.
Così liturgia dei sabato della IX settimana del TO ci fa riflettere su quanto sia importante non apparire ma essere.
Davanti a Dio non si può barare, perchè Lui scruta il cuore e vede se gli offriamo il superfluo, se nel tesoro del tempio gettiamo monete false.
L'uomo creato a immagine e somiglianza di Dio è l'unica moneta che possiamo restituirgli perchè ne faccia un capolavoro.
Tobi, Sara, hanno attirato lo sguardo di Dio per la loro umiltà " Ha guardato l'umiltà della sua serva" dice Maria nel Magnificat e possono essere certi di avere una ricompensa duratura.
In cambio dei nostri sacrifici spesi sull'altare di idoli muti noi riceviamo delusioni a non finire, ricompense che non durano nel tempo che non pagano e non appagano.
Sull'altare oggi voglio deporre il mio orgoglio che faccio fatica a mettere da parte e voglio con le parole di Maria dire" Eccomi, sia fatto di me come tu vuoi"

lunedì 28 marzo 2016

Incontri






Meditazioni sulla liturgia di

 LUNEDÌ dell'ANGELO
Letture: At 2,14.22-32; Salmo 15; Mt 28,8-15

"Gli abbracciarono i piedi e lo adorarono"(Mt 28,9)

Gesù finalmente si fa trovare, da chi lo cerca con cuore sincero. 

.Non bisogna perdersi d'animo, ma avere fede, perchè non a tutti è dato di vederlo subito e riconoscerlo e credere che è risorto veramente.

Bisogna raggiungerlo in Galilea dove la sua parola è risuonata per più tempo, dove le tracce del suo passaggio sono ancora scolpite nel cuore e nella mente, dove anche i sassi parlano di Lui.

Ma il tempo nessuno lo conosce, il tempo necessario perchè la fede si rinsaldi, la speranza diventi certezza di vita piena eterna incorruttibile.

Quaranta giorni Gesù camminò con la gente della sua terra, quaranta giorni dura il tempo di Pasqua, 40 anni il tempo dell'attraversamento del deserto alla volta della terra promessa.

Quaranta è un numero simbolico per indicare un tempo intermedio, non concluso, ma un tempo necessario per imparare che non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Gesù continua a parlare oggi a noi che abbiamo fame e sete di giustizia, di senso, di verità, di amore, come quelli che vissero 2000 anni fa, come quelli che ci seguiranno alla ricerca della terra promessa.

Un miraggio a pensarci se uno legge le vicende della storia del popolo eletto e poi la nostra di Cristiani che hanno creduto a chi ci ha raccontato tutto di lui, i testimoni del vangelo.

Un miraggio, perchè gli Ebrei con le unghie e con i denti si contendono quello che ritengono sia loro esclusiva proprietà, attaccati da ogni parte, difesi da muri e da bombe intelligenti.

E noi che apparteniamo all'Occidente evoluto forse oggi che è pasquetta possiamo commuoverci davanti a un prato fiorito, durante la gita istituzionale di pasquetta, ma nessuno ha ancora imparato la difficile arte del contadino. 

Ma dov'è questa terra? 

Viviamo chiusi nei nostri appartamenti e lasciamo che gli ultimi, i poveri, gli extracomunitari coltivino per noi ciò che noi facilmente possiamo trovare al supermercato per imbandire la nostra tavola.

Gesù è la nostra terra, la terra da coltivare, concimare, , il suo corpo di carne che è ancora piagato, sofferente, bisognoso d'amore. 

Quando Tommaso mise le mani nei fori delle mani e dei piedi non erano piaghe finte. 

Questo non dobbiamo mai dimenticarlo.

Il corpo di Cristo è vivo e per questo prova dolore, il suo corpo è il nostro corpo, il corpo che con il Battesimo ci ha innestato a Lui.

Quanti Gesù ci vengono incontro ogni giorno senza allontanarci tanto da casa, quanti Gesù aspettano che noi li cerchiamo e li abbracciamo e ci prendiamo cura di loro.

Gesù ci aspetta ad ogni angolo della nostra storia, ci aspetta ma con connotati diversi. 

Per questo chi va in giro con l'immagine che se ne è fatta è difficile che lo trovi.

Se penso che io l'ho incontrato mentre in una chiesa cercavo una sedia che mi ha permesso di ascoltare senza troppi problemi statici la Sua Parola!

Dicevo della terra che Gesù ci ha consegnato da irrigare con il sangue e l'acqua del suo costato. Una terra dove l'amore fa vedere il colore dei fiori e sentire il loro profumo.

Una terra che si trasforma in un giardino, la meraviglia dell'inizio, dove tutto ti è dato se tutto ti dai. 

Grazie Gesù che non ti fai trovare spingendo un bottone, pagando un tichet, usando la preghiera o le opere buone come merce di scambio. 

Grazie perchè ti doni gratuitamente a tutti quelli che ti cercano con cuore sincero e solo da te aspettano istruzioni per imparare l'arte difficile del contadino, vale a dire per imparare ad amare.

Chissà se oggi ti incontrerò' so che tu mi verrai incontro e che mi risparmierai la fatica di spostarmi visto come sono messa. 

Ti voglio abbracciare i piedi, ti voglio adorare come le donne che il Vangelo oggi ricorda.

sabato 19 dicembre 2015

Nulla è impossibile a Dio



" Il Signore stesso vi darà un segno"( Is 7,14)

Signore aiutaci a riconoscere i tuoi segni, le tue benedizioni, aiutaci a non smarrirci di fronte alle cose che non conosciamo e che non siamo in grado di spiegare, manipolare, usare a nostro profitto. Aiutaci Signore a vederti in mezzo agli escrementi delle nostre stalle, delle nostre sporche e maleodoranti mangiatoie.
Signore quanto è difficile vivere nella fede più assoluta in te che non tradisci mai le tue promesse!
Siamo uomini Signore, tu ci hai creato e sai quanto siamo fragili e indifesi, se tu non ci aiuti, se tu non ci difendi dagli attacchi del nemico.
Tu sei padre e madre, tu come noi, quando ci nascono i figli, desideri il meglio, e quale più grande garanzia abbiamo che non sia il fatto che tu sei Dio, onnipotente e santo, creatore e Signore di tutto il creato?
Perchè ce ne dimentichiamo Signore quando ci accadono imprevisti a cui non sappiamo fare fronte?
Perchè Signore le tue promesse ce le gettiamo dietro le spalle e agiamo come se tutto dipendesse da noi, come se fossimo dio?
Perchè ricadiamo sempre negli stessi peccati, ripercorriamo sempre vie sbagliate, dimenticando, o volendo dimenticare che ci portano nel precipizio?
Signore la via è lunga e faticosa e spesso sono presa dal panico per tutto ciò che non riesco a gestire con il corpo, con la mente, con tutte le mie facoltà, ma anche con la fede, che mi rendo conto è grande solo a parole.
Come vorrei potermi fidare di te ciecamente Signore, come vorrei rimanere nelle tue braccia sempre e sentire l'appoggio sicuro e il calore che mi difendono da qualsiasi insidia!
Come vorrei Signore rimanere sempre piccola per non atterrire di fronte al buio della notte, e non aver a che fare con la la solitudine, la malattia, la vecchiaia, la morte!

Tra 6 giorni è Natale.
La liturgia ci racconta di annunci che tu mandi attraverso un angelo.
Annunci di vita, segni della tua presenza in mezzo a noi.
Da sempre tu hai scelto di nascere nelle situazioni più difficili e di incredulità totale, da sempre continui a mandare i tuoi angeli per annunciarci che tu sei con noi, cammini con noi e non dobbiamo temere.
Zaccaria, Acaz, la madre di Sansone, Giuseppe, Maria, i personaggi che in queste ultime ferie di Avvento ci sono presentati come destinatari di annunci di salvezza.
Ad ognuno di noi mandi un messaggio Signore, ma non sempre anzi raramente siamo in grado di riconoscere la tua voce, raramente Signore, perchè la tua logica è lontana dalle logiche del mondo e tu scegli ciò che è debole, insignificante agli occhi degli uomini per manifestare la tua grandezza.
"Lui deve crescere e io diminuire" disse Giovanni Battista che ti aveva riconosciuto quando ancora era nel grembo della madre.
Ci sono persone che capiscono subito la loro missione e la distanza che li separa da te.
Capiscono che ti devono fare spazio, che devono diventare solo voce suono, strumento di una mano perfetta che ha fatto bene ogni cosa e dirige l'orchestra del cielo il cui eco si estende su tutta la terra.
Diventare piccoli, per permettere a te di farci grandi Signore, lasciarti fare, non imponendoti condizioni o dandoti consigli.
Signore quanto siamo presuntuosi, quanto dobbiamo ancora scendere per riconoscere la distanza abissale che solo il tuo amore può colmare!
Signore perdonami per tutti gli atti di superbia, di orgoglio che ti hanno legato le mani, ti hanno impedito di aiutarmi, grazie perchè sei stato paziente e non mi hai privato della tua eredità, anche se i tuoi doni li ho sperperati in cose che non contano e che non servono.
Ti ringrazio per questo tempo che mi doni nel silenzio del mattino per stare con te e parlarti a cuore aperto, grazie perchè la tua parola mi nutre e mi rassicura.
Come Maria vorrei dire:" Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola" o come Giuseppe che decise di prendere con se Maria.
Maria è veramente colei che può portarmi te, Signore.
Non conosco le tue vie, nè angeli sono venuti ad annunciarmi cose straordinarie e risolutive.
Mi hai parlato attraverso un fermo della macchina, fermo degli occhi, dipendenza dagli altri, tutto per ricordarmi che la ma vita non dipende da me ma da te che non permetti mi accada alcun male.
Questo Natale vorrei farti nascere facendo felice qualcuno.
Ti offro il mio piccolo amore perchè tu lo trasformi in un grande abbraccio per chi ne ha più bisogno.

Voglio farti spazio perchè stabilmente tu venga ad abitare nella mia casa.

martedì 29 settembre 2015

Mille migliaia lo servivano.





(Dn 7,9-10.13-14)
Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto. Parola di Dio
.


Ieri Signore ti sei presentato a noi come un bambino, perchè ti accogliessimo senza pregiudizi, fidandoci di te che sei mite e umile di cuore, di te che ti sei fatto ultimo e servo dei servi per salvarci.
Non vuoi farci paura Signore e vuoi cancellare dalla nostra memoria il pensiero che tu sei un giudice infessibile a cui nulla sfugge, pronto a farci pagare il conto di tutte le nostre inadempienze senza pietà.
Ricordo quando ero piccola eri il mio incubo, il mio persecutore, pronto a mandarmi all'inferno per la più piccola inadempienza.
Avevo paura, tanta paura di te e delle fiamme che mi avrebbero divorato e passavo il tempo a studiare il modo per sfuggire ai tuoi lunghi e poderosi tentacoli di morte.
Quanto mi sbagliavo Signore!
Solo ora che ti ho conosciuto, ora che mi sei diventato intimo così tanto da non riuscire a vivere lontano da te, posso dire che tu sei quello che mai avrei mai potuto pensare, immaginare.
Così piccolo, così fragile, ma così grande, così potente, così forte, esplosivo direi nella vita che si sprigiona da ogni parola uscita dalla tua bocca.
E oggi finalmente ti vedo nella tua grandezza, potenza gloria che lungi dal farmi paura mi rassicura, mi consola e mi rafforza nella speranza che un giorno anche io ne farò parte. 
E che dire dei tuoi angeli, i tuoi messaggeri attraverso i quali fai fare agli uomini esperienza della tua fedeltà?
Grazie ai tuoi angeli Signore sono arrivata a te o tu meglio sei riuscito adabbattere i pregiudizi e le paure che m'impedivano d'incontrarti.
Quanti angeli sul mio cammino, non riuscirei neanche a contarli, tanti sono!
Tanti che mi hanno aiutato nei momenti più difficili della mia vita, ma anche tanti attraverso i quali mi sono arrivati i tuoi consigli, le tue medicine, il tuo aiuto contro i miei e tuoi nemici.
Ti ringrazio Signore per tutti gli angeli che collaborano al tuo progetto d'amore; aiutami a riconoscerli come messaggeri di speranza, di pace, di perdono.

lunedì 29 settembre 2014

Santi Michele, Gabriele e Raffaele Arcangeli


Ho sempre pensato che gli angeli fossero un'invenzione, come le fate e gli gnomi delle favole.
Disturbavano la mia intelligenza, non la mia fede, perchè non riuscivo a comprendere quale fosse la loro reale funzione nei nostri confronti.
L'"Angelo di Dio", quindi, se aveva senso recitarlo , quando ero piccola, oggi non più.
Altrimenti mi sembrerebbe fare un torto allo Spirito Santo che Gesù ci ha lasciato, una volta finita la sua missione.
Mentre questa mattina mi si riproponeva il dilemma di tutti gli anni, in occasione della festa dei SS Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele e, a distanza ravvicinata, come se non bastasse, quella degli Angeli Custodi, il 2 ottobre, un'idea mi ha fulminato.
Se esistono gli angeli cattivi con a capo Satana, della cui esistenza non ho mai dubitato, perchè non credere che esistono i buoni, quelli rimasti fedeli al Signore?
Il fine ultimo della creazione è l'uomo impastato di terra e animato dal soffio divino.
Che Dio non abbia creato gli angeli in previsione di una nostra inadeguatezza a combattere con degli spiriti puri,come sono le forze del male?
Lo Spirito Santo di per se basterebbe a sgominarli; ma fin quando siamo su questa terra, dobbiamo fare i conti con i nostri limiti, perchè se il nostro contenitore non è completamente vuoto fa fatica ad entrare o se il vetro è appannato o sporco la luce non filtra.
La luce di Dio viene riflessa, invece, in modo perfetto sugli angeli che vivono al suo cospetto, che a loro volta la dirigono sui nostri più accaniti avversari, mandandoli in fumo, come accade con gli specchi ustori, usati da Archimede.
Così oggi a Giovanni ho parlato degli angeli e della storia di Archimede passato alla storia per le sue geniali invenzioni.
Il pomeriggio è finito guardando un film di Walt Disney sul geniale e pasticcione Archimede Pitagorico, eroe dei cartoni animati. 

 

sabato 29 settembre 2012

SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE




"Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.(Gv 1,51)



C'è da chiedersi se la scala l'ha vista solo Giacobbe o c'è un'ora, in questa vita, in cui la vedremo anche noi.

Mi sono messa a pensare a quante volte il Signore mi ha gettato una scala dal cielo e io non l'ho vista e non ci sono salita, alle volte in cui qualcuno mi ha preso in braccio e mi ci ha messo, perchè potessi evitare un pericolo e mettermi in salvo.

Quante volte il Signore si è servito dei suoi angeli per annunciare la sua presenza!

Ho pensato a quando l'Arcangelo Michele ha combattuto per me e con me contro gli attacchi del nemico e mi ha difeso perchè non cedessi alla tentazione di mollare.

E che dire dell'Arcangelo Raffaele che è stato mandato nella mia casa per guarirci dalle ferite del corpo e dell'anima che ci eravamo inferte inconsapevolmente io e il mio sposo?



Ho ringraziato il Signore perchè continua a mandare l'Arcangelo Gabriele ad ogni uomo, per chiedergli se vogliamo accogliere la Parola, custodirla, farla crescere e darla alla luce.

giovedì 31 marzo 2011

Lo sguardo





Giovanni oggi mi ha raccontato il sogno che ha fatto stanotte, non senza una certa titubanza, visto che il protagonista, Dio, non ci faceva una gran bella figura.
L'ho rassicurato dicendogli che non siamo colpevoli dei sogni che facciamo e che dai sogni c'è sempre qualcosa da imparare.
Così si è fatto coraggio e mi ha mostrato i segreti del suo cuore.


In principio Dio se ne infischiava degli uomini che vivevano sulla terra,
Se dicevano una bestemmia nei suoi confronti a lui non interessava niente, se due litigavano si girava dall'altra parte perché era tutto occupato a fare quello che gli piaceva e neanche si spostava se uno picchiava un'altra persona,
Insomma, sulla terra c'era un grande putiferio.
Un giorno un angelo andò da lui e gli disse: “Ma che stai facendo? Non ti importa di tutte le cose brutte che accadono sulla terra? Che gli uomini si uccidano e muoiano? Non ti importa che ti offendano continuamente?”
Dio rispose: “Non devi occupartene, perché gli uomini sono un branco di scemi!”
L'angelo se ne andò mortificato, però poi pensò come fare per poter far cambiare idea a Dio.
Pensò che se avesse attaccato dei fili ad ogni uomo e li avesse collegati a Lui, forse sarebbe cambiato qualcosa.
E così fece.

Ogni volta che uno bestemmiava, litigava, picchiava, uccideva qualcun altro, a Dio arrivava una grossa scossa elettrica.
Da quel giorno Dio non ebbe più pace.
Non poteva più disinteressarsi del mondo, non poteva più fare il comodo suo, ma non sapeva come fare perché i fili erano invisibili e lui non conosceva il motivo per cui ogni volta che accadevano cose brutte sulla terra, gli veniva una scossa.

Un giorno un bambino si ammalò gravemente e poi morì,
Salì in cielo e arrivò dritto in paradiso.
Il piccolo vedendo Dio triste gli chiese il motivo.
Dio gli raccontò quello che stava succedendo e gli disse che non sapeva come porre rimedio a quella situazione.
Il bambino, che era di animo semplice, buono e gentile, ma soprattutto era saggio,  vide quello che non si vedeva: i fili invisibili che univano gli uomini a Dio.
Andò a prendere un paio di forbici e di notte, senza farsene accorgere, li tagliò.
Al mattino Dio era bello e riposato ed era anche felice perché era la prima notte che dormiva.
Il bambino gli si presentò davanti al letto e gli disse : “ Vedi come stai bene adesso? Io ho tagliato i fili che ti collegavano con gli uomini.
Però non puoi più continuare a fare la vita di prima.
Ti consiglio adesso di scendere nella nuvola più bassa del paradiso e di guardare con i tuoi occhi di falco il mondo e di vigilare su di esso.
Ti basterà fare questo perché gli uomini smettano di essere cattivi e, rassicurati dal tuo sguardo, imparino a fare i buoni".


Tutte le ricerche psicologiche dicono che i bambini si fanno l'immagine di Dio sul modello del loro papà.
Bisogna che questa sera faccia leggere il racconto a mio figlio.

sabato 2 ottobre 2010

Nonni





Oggi festa degli angeli custodi, voglio ringraziarti Signore per tutti gli angeli che hai messo sulla mia strada,per tutti quelli che si sono presi cura di me, gratuitamente mi hanno amato e mi hanno accompagnato sulla soglia della vita.
Grazie per chi mi ha parlato di te, mi ha insegnato a pregare, mi ha benedetto ogni sera e ha benedetto il cibo che era sulla tavola.
Grazie Signore per quel tesoro di fede che hanno continuato a custodire anche quando sono saliti in cielo, perchè io potessi riscoprirlo nel mio campo, dopo aver cercato lontano la felicità.