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martedì 6 agosto 2019

Salire



"Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare"(Lc 9,28)

Per conoscerti, per incontrarti Signore, sembra che l'unica strada sia salire.
Salire su un monte più o meno alto, ma salire, scomodarsi, se così si può dire.
Anche Abramo fu mandato sul monte per immolare il suo unico figlio e provarti la sua fiducia illimitata in te che salvi.
Oggi la liturgia ci mette di fronte un'altra montagna dove ti sei trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni.
Una montagna che rimanda ad un altra che fece da sfondo alla tua crocifissione.
Quante montagne Signore ci metti davanti per meditare i misteri del regno, per provare a noi che tu sei un Dio fedele sempre.
Questa mattina, pensando ai misteri gloriosi del rosario, mi è venuto in mente che dei cinque solo in uno si dice che scendi, il terzo, quando meditiamo la discesa dello Spirito Santo su Maria vergine e gli apostoli.
Nel cimitero , sicuramente posto in un luogo appartato e forse un po' elevato della città, come tutti i cimiteri che conosco, gli apostoli non ti trovano, e poi quando ci si abitua a stare con te te ne vai, ascendendo in cielo.
Il cielo sembra la tua patria stabile, quella che anche a noi hai destinato.
Maria infatti fu assunta in cielo e lì incoronata, il cielo luogo che aspetta ogni credente perchè a tutti quelli che ascoltano e mettono in pratica i tuoi precetti hai destinato un trono di gloria.
Penso a questa vita fatta di tante montagne, arrampicamenti dolorosi, insidiosi, lunghi e difficili, penso alla ricerca continua di qualcuno che mi parli, che mi faccia esistere, alla mia paura di rimanere sola, la stessa che colpì mia madre, e mi spaventa il pensiero che non sempre mi basti Signore.
Non mi basta sapere che verrai, non mi basta sapere che sei venuto, desidero che tu rimanga con me sempre e invece, quando più ne sento il bisogno, tu scompari.
A Mosè ti sei fatto vedere di spalle, perchè non avrebbe retto a tanta bellezza, a tanto splendore, sei passato e hai lasciato la nostalgia di un evento che poi cerchiamo tutta la vita perchè si ripeta.
Hai fatto lo stesso con gli apostoli, sul monte della trasfigurazione e proprio quando ci stavano a prendere gusto, sì da desiderare di rimanerci per sempre sospesi in quell'angolo di cielo, lontani dalle beghe di ogni giorno, torna tutto come prima e la quotidianità prende il sopravvento.
La voce che viene dal cielo e che ti definisce ci invita all' ascolto.
La. Scrittura ci mette in guardia da chi siamo tentati di ascoltare e oggi ci pone davanti la voce da riconoscere come quella che esprime la divina volontà del Padre che ama a tal punto i figli da riscattarli e perdonarli senza niente in cambio.
Salire, ascoltare, ricordare, questa è la nostra nostra vita. Anche quando saliremo con te sul Golgota, dovremo ancora tacere, ascoltare, guardare a colui che hanno trafitto, alzare gli occhi al cielo dov'è la nostra vera patria.
Signore sono qui, in questo piccolo angolo di mondo, una dei tanti per cui tu ti sei immolato.
Sono qui oppressa dalla fatica di salire e sempre salire. Chiamami in disparte Signore e fammi riposare un po'.
Lo hai detto ai tuoi apostoli dopo che li hai visti affaticati dal servizio alla tua parola prolungato nel tempo sì che non avevano più tempo neanche di mangiare.
Non scomparire ti prego, Signore, così presto, rimani ancora un po' a tenermi compagnia.

domenica 17 marzo 2019

Trasfigurazione




" Maestro è bello per noi stare qui" (Lc 9,33)

Oggi Signore ci ricordi la bellezza del nostro corpo, mostrando il tuo trasfigurato come apparve dopo che fosti sfigurato e crocifisso.
E' un anticipo di paradiso quello che oggi, ci fai pregustare ed è bene che questo accada.
Spesso ci dimentichiamo a cosa siamo chiamati, da dove veniamo e dove andiamo, ci dimentichiamo che questa vita che stiamo vivendo nella carne è il seme che darà frutto a suo tempo.
Le pagine che la liturgia oggi sottopone alla nostra meditazione, il pane che oggi ci doni non possono non farmi pensare a quale speranza siamo chiamati e cosa concretamente ci sarà dato dopo la fine di questo viaggio, da quando abbiamo lasciato la nostra terra e ci siamo incamminati su una strada che non conoscevamo, fidandoci di te, come Abramo..
Tu Signore ci prometti una terra dove scorre latte e miele, dove tu hai preparato un banchetto di grasse vivande dove tutti i popoli confluiranno per godere della tua gloria in eterno, per sempre.
Bisogna salire sul monte per contemplare la bellezza della terra che tu hai promesso ai nostri padri e che hai dato a noi attraverso il Battesimo.
Mosè la vide da lontano, non gli fu permesso entrarvi perchè doveva aspettare te che negli Inferi  saresti andato a liberarlo, mentre i tuoi piangevano la tua morte, insieme con tutti quelli che in vita non vi entrarono, ma che credettero alla tua promessa.
Il nostro corpo che tu hai impastato con la terra e su cui hai alitato il tuo Spirito è destinato alla corruzione da quando quella terra abbiamo deciso di usarla per trarne un piacere personale, infischiandocene dei tuoi consigli di progettista e di padre.
...di te che sei Dio, Creatore e Signore di tutte le cose e che se di tutte hai detto che era cosa buona, solo dell'uomo maschio e femmina hai detto che era cosa molto buona.
A tua immagine e somiglianza ci hai creato per l'eternità.
Ma noi siamo un popolo di dura cervice e abbiamo voluto fare di testa nostra, perciò ci ritroviamo in questa valle di lacrime.
Penso alla terra e al corpo a cui tu hai dato forma e vita, penso all'uso che di questo corpo ho fatto nella mia vita e sono presa da grande angoscia e afflizione.
Certo raramente, prima di incontrarti, l'ho messo al tuo servizio, vale a dire a servizio dell'amore.
Il mio corpo ha cominciato a parlare, a gridare più forte, a urlare il suo dolore perchè non lo usavo per ciò per cui tu l'avevi creato.
Il mio corpo si è ammalato, è diventata una macchina incidentata che perde i pezzi per strada.
Ma oggi che ti ho fatto salire, sei il mio navigatore che mi porta dove è necessario.
A spinta, in riparazione, a tre cilindri, con la carrozzeria che va a pezzi, non ho mai fatto tanta strada e spesso mi sembra di essere entrata nella terra promessa.
Peccato che queste incursioni dello spirito durino giusto il tempo per non farmi dimenticare tanti tuoi benefici.
Bisogna scendere a valle e fidarsi di te, come di te mi fido quando mi chiedi di accompagnarti sul monte.
Tu hai restituito alla mia terra la dignità perduta, gli hai dato e rinnovato la sua funzione di essere luogo in cui germoglia la vita.
Tu Signore mi hai fatto attraversare il deserto per farmi convincere che non di solo pane vive l'uomo e che mai mi farai rimanere a digiuno.
Ti ringrazio Signore del corpo che tu mi dai nell'Eucaristia, ti ringrazio di quello che oggi moltiplicherai sugli altari del mondo, non guardando all'entità dell'offerta, ma a quel poco che riusciamo a darti, non sempre le primizie del nostro raccolto, nè gli animali migliori dei nostri allevamenti, che tu non ti stanchi di benedire.
Tu Signore ci renderai capaci, ne sono certa, di offrirti tutto, man mano che procediamo in questo esodo, su questa terra piena di spine.
Sono certa che tu ci farai dire: " Un corpo mi hai dato, e io ho detto -Eccomi! Sul rotolo del libro è scritto di fare il tuo volere-"
So Signore che saremmo raggianti guardando te, adorando te, specchiandoci in te.
Credo che trasformerai il nostro corpo, la terra che ci hai promesso in un luogo di delizie come hai fatto per Maria.
Perchè tu sei la nostra terra promessa , tu sei il luogo del nostro riposo, tu la pianta in cui innestare la terra di cui siamo fatti, il nostro corpo mortale, perchè diventi di carne, fonte di grazia per tutti gli affamati del mondo.

lunedì 6 agosto 2018

"Questi è il mio figlio prediletto ascoltatelo!"


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TRASFIGURAZIONE

"Questi è il mio figlio prediletto ascoltatelo!"

Abbiamo bisogno di ascoltarti Signore, ogni giorno, ogni momento aprire le orecchie alla tua parola, balsamo dell'anima, del cuore, della mente. 
Ne abbiamo bisogno Signore perché le tue parole ci danno vita, ci danno gioia, consolazione, speranza, liberazione dai pesi che a volte sembrano schiacciarci, dai mali che sembrano disintegrarci, dagli ostacoli che sembrano insormontabili, da prove ripetute nel tempo che ci tolgono il respiro e ci mettono nella tentazione di arrenderci al nemico.
La tua parola è spirito e vita. 
Ti voglio ringraziare, lodare e benedire, perché in questi ultimi giorni le tue parole mi hanno fatto vedere le cose con i tuoi occhi, mi hanno tolto la paura, il dolore, la rabbia, mi hanno fatto superare guadi di morte, angosciosi, in cui putride acque alimentavano serpenti velenosi. 
"Coraggio, sono io, non temere!"," sono con te dovunque sei andato", mi sentivo ripetere ieri mattina al mare quando una crisi di panico si era impossessata di me, a cui tu avevi affidato il piccolo Emanuele, al mare.
La testa si era irrigidita, le vertigini mi impedivano di muovermi in qualsiasi direzione. 
"Sono con te tutti i giorni, non temere, non avere paura! "
365 volte nella Bibbia ripeti questa parola come ha ricordato Don Carlino alla radio. 
Non voglio dimenticare le parole che ogni giorno tu ripeti ad ogni uomo. 
"Non temere!" mi sono sentita ieri ripetere, per superare un momento molto molto difficile...
Un tempo per quello stesso sintomo ho fatto ricorso alla scienza umana, ad un uomo perbene per  11 anni che non ti conosceva.
Non sapevo che per guarire non dovevo parlare, ma ascoltare.
Ascoltare te Signore e credere che tu sei veramente il Figlio di Dio. 
Ti ringrazio perché anche durante il funerale di Sergio, il nostro cugino barbone, le parole del vangelo di Giovanni "Non abbiate paura vado a prepararvi un posto e poi tornerò", mi sono sembrate rivolte a me con una dolcezza, con una fermezza, con una autorevolezza, con un amore che mai avevo sentito. 
Tu sei andato a prepararci un posto, Signore. 
Che cosa bella, che cosa grande detta davanti ad un uomo che ha cessato di vivere, chiuso in una bara, con il corpo in avanzato stato di decomposizione. 
Quell' incenso, quell'acqua mi hanno fatto pensare a quale grande dignità, quale grande destino ci hai riservato.
Il mio cuore si è riempito di gratitudine, di pace, di gioia e tutto ciò che è balsamo vivificante e vivificatore.
La tua parola Signore spirito è vita.
Fa che mai me ne dimentichi, ma mi stanchi di ascoltarti, mai dica: "questo l'ho già sentito, questo lo so!".
Signore mantieni aperta la mia porta a te, ti prego, non permettere che altri entrino nella mia casa a derubarla, infangarla, sconvolgerla. 
Voglio darti il posto d'onore Signore, voglio che tu diventi il mio padrone indiscusso.
Credo in te, spero in te, confido in te Signore. 
Oggi, festa della Trasfigurazione, voglio ringraziarti per i tuoi testimoni che hanno dato la vita per annunciare il vangelo, per tramandarci la tua parola. 
Grazie Signore della tua chiesa nella quale e attraverso la quale ti manifesti. 
Ieri Emanuele mi ha detto, mentre andavamo al mare ed io avevo acceso la radio per sentire la messa," A te piace la chiesa vero? "
Gli ho risposto che mi piace Gesù, che sono innamorata di Gesù, che Gesù è il mio fidanzato perché mi ama, mi protegge, mi custodisce, mi consiglia, mi consola. 
Poi Emanuele sotto l'ombrellone mi ha chiesto ripetutamente di parlargli di Gesù, delle storie di Gesù. 
E quando siamo ritornati in macchina mi ha chiesto di accendere la chiesa, vale a dire la radio.
Accendere la Chiesa, parola profetica, quella chiesa che Giacomo, Pietro e Giovanni dovevano accendere con il fuoco dello Spirito.
Anche io, attraverso Emanuele, sono chiamata ad accenderla. 
E tutto questo avveniva mentre stringevo tra le mani il rosario e ripetevo "Coraggio, non temere sono con te", mentre avevo la crisi di panico per le vertigini. 
Grazie Signore.
"Ascoltatelo!"
 Ti voglio ascoltare Signore. 
Parla, il tuo servo ti ascolta.



domenica 25 febbraio 2018

"Li condusse su un alto monte (Mc 9,2)

L'immagine può contenere: una o più persone


"Li condusse su un alto monte (Mc 9,2)

Per conoscerti, per incontrarti Signore, sembra che l'unica strada sia salire.
Salire su un monte più o meno alto, ma salire, scomodarsi, se così si può dire.
Domenica scorsa ti abbiamo visto alle prese con il demonio, che per tentarti ha cercato di lusingarti con imprese mirabolanti che solo chi sta in alto può compiere, anche se tu Signore hai scelto il deserto che non possiamo immaginare se non lontano dalle nostre mete abituali e che non è detto che stia in alto, ma sicuramente lontano dalle strade battute.
Eppure il demonio le tenta tutte per riportarti nel mondo da cui volevi staccarti almeno per un poco, sollevandoti su un alto monte o sul pinnacolo del tempio, in una posizione privilegiata per dare prova dei tuoi poteri.
Ma tu Signore non ci sei cascato e hai continuato a confidare in Dio, tuo padre, in Colui che ti aveva mandato.
Anche Abramo fu mandato sul monte per immolare il suo unico figlio e provarti la sua fiducia illimitata in te che salvi.
Oggi la liturgia ci mette di fronte un'altra montagna dove ti sei trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni.
Una montagna che rimanda ad un' altra che fece da sfondo alla tua crocifissione.
Quante montagne Signore ci metti davanti per meditare i misteri del regno, per metterci alla prova, per provare a noi che tu sei un Dio fedele sempre!
Questa mattina meditando i misteri gloriosi del rosario mi è venuto in mente che dei cinque solo in uno si dice che scendi, il terzo, quando meditiamo la discesa dello Spirito Santo su Mariavergine e gli apostoli.
Nel cimitero , sicuramente posto in un luogo appartato e forse un po' elevato della città, come tutti i cimiteri che conosco, gli apostoli non ti trovano, e poi quando ci si abitua a stare con te te ne vai, ascendendo in cielo.
Il cielo sembra la tua patria stabile, come anche la nostra che ci hai destinato.
Maria infatti fu assunta in cielo e lì incoronata, il cielo luogo che aspetta ogni credente perchè a tutti quelli che ascoltano e mettono in pratica i tuoi precetti hai destinato un trono di gloria.
Penso a questa vita fatta di tante montagne, arrampicamenti dolorosi, insidiosi, lunghi e difficili, penso alla ricerca continua di quacuno che mi parli, che mi faccia esistere, alla mia paura di rimanere sola, la stessa che colpì mia madre e mi spaventa il pensiero che non sempre mi basti Signore.
Non mi basta sapere che verrai, non mi basta sapere che sei venuto, desidero che tu rimanga con me sempre e invece, quando più ne sento il bisogno, tu scompari.
A Mosè ti sei fatto vedere di spalle, perchè non avrebbe retto a tanta bellezza, a tanto splendore, sei passato e hai lasciato la nostalgia di un evento che poi cerchi tutta la vita perchè si ripeta.
Hai fatto lo stesso con gli apostoli, sul monte della trasfigurazione, e proprio quando ci stavano a prendere gusto, sì da desiderare di rimanerci per sempre sospesi in quell'angolo di paradiso, lontani dalle beghe di ogni giorno, torna tutto come prima e la quotidianità prende il sopravvento.
La voce che viene dal cielo e che ti definisce ci invita all' ascolto.
La settimana scorsa le letture ci mettevano in guardia da chi siamo tentati di ascoltare, i mistificatori della tua Parola, oggi ci pongono davanti la voce da riconoscere .
Quella del Padre che ha a cuore la nostra salvezza.
Sapere chi sei è il presupposto per ascoltare la tua voce e trarne benefici di grazia.
Salire, ascoltare, ricordare, questo è l'itinerario quaresimale, questa è la traccia per vivere in eterno.
Anche quando saliremo con te sul Golgota, dovremo ancora tacere, ascoltare, guardare a colui che hanno trafitto, alzare gli occhi al cielo dov'è la nostra vera patria.

Signore sono qui, in questo piccolo angolo di mondo, una dei tanti per cui tu ti sei immolato.
Sono qui oppressa dalla fatica di salire e sempre salire. Chiamami in disparte Signore e fammi riposare un po'.
Lo hai detto ai tuoi apostoli dopo che li hai visti affaticati dal servizio alla tua parola prolungato nel tempo sì che non avevano più tempo neanche per mangiare.
Non scomparire ti prego, Signore, così presto, rimani ancora un po' a tenermi compagnia.

" Rabbi è bello per noi stare qui" (Mc 9,5)

L'immagine può contenere: una o più persone

" Rabbi è bello per noi stare qui" (Mc 9,5)

Oggi Signore ci ricordi la bellezza del nostro corpo, mostrando il tuo trasfigurato come apparve dopo che fosti sfigurato e crocifisso.
E' un anticipo di paradiso quello che oggi, ci fai pregustare ed è bene che questo accada.
Spesso ci dimentichiamo a cosa siamo chiamati, da dove veniamo e dove andiamo, ci dimentichiamo che questa vita che stiamo vivendo nella carne è il seme che darà frutto a suo tempo.
Le pagine che la liturgia oggi sottopone alla nostra meditazione, il pane che oggi ci doni non possono non farmi pensare a quale speranza siamo chiamati e cosa concretamente ci sarà dato dopo la fine di questo viaggio, da quando abbiamo lasciato la nostra terra e ci siamo incamminati su una strada che non conoscevamo, fidandoci di te, come Abramo..
Tu Signore ci prometti una terra dove scorre latte e miele, dove tu hai preparato un banchetto di grasse vivande dove tutti i popoli confluiranno per godere della tua gloria in eterno, per sempre.
Bisogna salire sul monte per contemplare la bellezza della terra che tu hai promesso ai nostri padri e che hai dato a noi attraverso il Battesimo.
Mosè la vide da lontano, non gli fu permesso entrarvi perchè doveva aspettare te che negli Inferi saresti andato a liberarlo, mentre i tuoi piangevano la tua morte, insieme con tutti quelli che in vita non vi entrarono, ma che credettero alla tua promessa.
Il nostro corpo che tu hai impastato con la terra e su cui hai alitato il tuo Spirito è destinato alla corruzione da quando quella terra abbiamo deciso di usarla per trarne un piacere personale, infischiandocene dei tuoi consigli di progettista e di padre.
...di te che sei Dio, Creatore e Signore di tutte le cose e che se di tutte hai detto che era cosa buona, solo dell'uomo maschio e femmina hai detto che era cosa molto buona.
A tua immagine e somiglianza ci hai ceato per l'eternità.
Ma noi siamo un popolo di dura cervice e abbiamo voluto fare di testa nostra, perciò ci ritroviamo in questa valle di lacrime.
Penso alla terra e al corpo a cui tu hai dato forma e vita, penso all'uso che di questo corpo ho fatto nella mia vita e sono presa da grande angoscia e afflizione.
Certo raramente, prima di incontrarti, l'ho messo al tuo servizio, vale a dire a servizio dell'amore.
Il mio corpo ha cominciato a parlare, a gridare più forte, a urlare il suo dolore perchè non lo usavo per ciò per cui tu l'avevi creato.
Il mio corpo si è ammalato, è diventata una macchina incidentata che perde i pezzi per strada.
Ma oggi che ti ho fatto salire, sei il mio navigatore che mi porta dove è necessario.
A spinta, in riparazione, a tre cilindri, con la carrozzeria che va a pezzi, non ho mai fatto tanta strada e spesso mi sembra di essere entrata nella terra promessa.
Peccato che queste incursioni dello spirito durino giusto il tempo per non farmi dimenticare tanti tuoi benefici.
Bisogna scendere a valle e fidarsi di te, come di te mi fido quando mi chiedi di accompagnarti sul monte.
Tu hai restituito alla mia terra la dignità perduta, gli hai dato e rinnovato la sua funzione di essere luogo in cui germoglia la vita.
Tu Signore mi hai fatto attraversare il deserto per farmi convincere che non di solo pane vive l'uomo e che mai mi farai rimanere a digiuno.
Ti ringrazio Signore del corpo che tu mi dai nell'Eucaristia, ti ringrazio di quello che oggi moltiplicherai sugli altari del mondo, non guardando all'entità dell'offerta, ma a quel poco che riusciamo a darti, non sempre le primizie del nostro raccolto, nè gli animali migliori dei nostri allevamenti, che tu non ti stanchi di benedire.
Tu Signore ci renderai capaci, ne sono certa, di offrirti tutto, man mano che procediamo in questo esodo, su questa terra piena di spine.
Sono certa che tu ci farai dire: " Un corpo mi hai dato, e io ho detto -Eccomi! Sul rotolo del libro è scritto di fare il tuo volere-"
So Signore che saremmo raggianti guardando te, adorando te, specchiandoci in te.
Credo che trasformerai il nostro corpo, la terra che ci hai promesso in un luogo di delizie come hai fatto per Maria.
Perchè tu sei la nostra terra promessa , tu sei il luogo del nostro riposo, tu la pianta in cui innestare la terra di cui siamo fatti, il nostro corpo mortale, perchè diventi di carne, fonte di grazia per tutti gli affamati del mondo

domenica 12 marzo 2017

Luce



"Alzatevi, non temete"(Mt 17,7)
La paura è la protagonista di questo brano, paura a prima vista ingiustificabile, visto che gli apostoli hanno assistito ad una cosa straordinaria, hanno fatto esperienza di paradiso.
Volevano fare tre tende una per Gesù,una per Mosè, una per Elia,tanto stavano bene che su quel monte ci sarebbero rimasti in eterno.
La paura viene quando la nube li separa dal godimento di quel momento straordinario, la voce autorevole e imperiosa che viene dal cielo svela il segreto e l'impegno di una sequela diffcile.
Non è finita, non sono ancora arrivati alla perfetta conoscenza di Dio.
Bisogna ascoltarlo nella consapevolezza che Dio parla attravero il Figlio opera attraverso d Lui, è l'esempio da seguire e da vivere ogni giorno fino alla fine.
I discepoli hanno paura, sono smarriti perchè non capiscono, ma avvertono che le parole udite e l'esperienza di cui Gesù li ha fatti partecipi li chiama ad una più alta responsabilità
Gli apostoli che si trovano davanti ad un evento che li supera, Gesù li prende per mano e si fa carico del loro smarrimento.
"Alzatevi, non temete!"
E se te lo dice Gesù devi credergli e seguirlo.
Ma la strada è lunga e in salita, anche se scendono a valle, perchè non puoi illuderti che sia tutta in piano la strada della conversione e capisci magari tardi, che le beatitudini sono sempre su un monte, il Tabor o il Golgota che fa la differenza per noi poco propensi a cambiare posizione, punto di vista, a lasciare la terra delle nostre acquisite certezze e parirte, come Abramo.
Cos'hanno in comune questi luoghi dove il Signore ci porta dove vuole che noi lo seguiamo, cosa invece dobbiamo lasciare alle spalle?
Abramo dovette lasciare la sua terra, rinunciare a tutto il benessere che aveva fino a quel momento contraddistinto la sua vita.
Ci sono luoghi da cui ti devi separare, da dimenticare e luoghi in cui tornerai ma non sai quando, luoghi santi, luoghi un cui nessuno ti impedirà di metterci una tenda.
E poi ci sono luoghi da cui vorresti fuggire, luoghi paurosi e bui, luoghi della morte, del fallimento del crollo di tutte le tue illusioni.
E' il Calvario, è la croce che ti spinge a fuggire, a chiudere gli occhi, a desiderare di svegliarti da qualche altra parte.
E invece è necessario che apri gli occhi, che anche tu come il maestro lasci crocifiggere la tua paura, la tua debolezza, il tuo limite, il tuo corpo di carne per brillare e risplendere di luce vera.
"Guardate me e sarete raggianti...Il suo volto brillò come il sole....Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita..."
La luce fa la differenza in certi passi del Vangelo, la luce che si sprigiona la notte quando il popolo è in cammino, la luce che dobbiamo mettere sopra i lucerniere se siamo di Cristo.
Vide che era una cosa buona e nella Genesi la prima cosa che fa Dio accende la luce.
Anche noi del resto, quando abbiamo bisogno di fare ordine e siamo nel caos accendiamo la luce o una torcia o una candela o un fiammifero...
Di luce quindi abbiamo bisogno, ma anche e soprattutto di occhi che vedano, occhi che si aprano e lascino passare ciò che in loro è riflesso, l'immagine di Dio.
Quanti di noi vivono con le finestre chiuse serrate, quanti rimangono attaccati alla propria terra senza preoccuparsi di farla illuminare dalla luce di Cristo?
La terra promessa è Lui...
Se ce ne accorgessimo!
Se ce ne convincessimo!
Una terra da arare e da concimare, una terra da amare e da far diventare il luogo della sua dimora qui su questa terra dove non c'è croce che non rimandi ad un poderoso abbraccio di Dio, dove ogni lacrima sarà asciugata, ogni lamento mutato in canto di lode, ogni passo in passo di danza perchè è finita la nostra condanna ed è questo il tempo della liberazione, della luce e della pace in ogni cuore, in ogni famiglia, in ogni uomo che teme il Signore.

lunedì 6 agosto 2012

Trasfigurazione



VANGELO (Mc 9,2-10)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti..

Erano oppressi dal sonno Pietro Giacomo e Giovanni, cosa che accade quando le parole sono scomode, inaccettabili, quelle che Mosè ed Elia dicono riguardo alla passione di Gesù.
Non sapeva quello che diceva Pietro,abbagliato da tanta luce, da tanta grazia, anzi forse lo sapeva benissimo che quella parte relativa alla sorte del maestro gli rovinava i piani e l'avrebbe volentieri taciuta.
Perchè, tanto che c'erano, non fare tre tende e rimanere lassù lontano dai guastafeste?
Sarebbe piaciuto a Pietro che le cose finissero lì, dove aveva trovato il suo appagamento personale: Gesù, la Legge, i Profeti. Cosa desiderare di più?
Il vecchio e il nuovo avulsi dal contesto della storia, fatta di fatica, di sudore, di dubbio, di deserto, di fame, di rabbia, di nostalgia.
Gesù, se non si fosse prima ritirato a pregare, forse ci sarebbe cascato anche lui a rimanere sul monte a goderesi il frutto della fatica, a coltivare l'orticello che con tanto amore si era piantato.
Ma proprio quando sembra che tutto sia chiaro, visibile, a portata di mano, ecco la nube, una nube che ti impedisce di vedere, di toccare, di muoverti.
E hai paura, una paura che ti gela la schiena, ti percorre le ossa e ti fa tendere le orecchie allo spasimo, per non inciampare, per orientarti in una realtà sempre più misteriosa e incomprensibile.
“Questi è il Figlio mio, l’eletto: ascoltatelo”.
La voce è quella che indica la strada da seguire: Gesù, l'unica vera guida, il maestro, la Parola che salva.
Bisogna scendere a valle custodendo un segreto che scotta, accettando di non vedere, frastornati, delusi, con l'unica e potente certezza che Gesù continua a parlare ad ognuno di noi con il linguaggio del cuore.

domenica 4 marzo 2012

Trasfigurazione



Di te dice il mio cuore: “Cercate il suo volto”.
Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondermi il tuo volto. (Sal 27,8-9) 

sabato 6 agosto 2011

Il suo volto brillò come il sole





(Mt 17,1-9)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».


La trasfigurazione è un evento che il Vangelo ci propone non per farci rimpiangere che avremmo anche noi voluto esserci e verificare con i nostri occhi chi era Gesù.
Sicuramente non avremmo avuto tutti i dubbi che ci portiamo dietro e che ci impediscono di vedere il vero volto delle cose.


Quand'anche ci fosse capitato, però, non avremmo resistito, come Pietro, portavoce di un comune sentire, alla tentazione di chiedere a Gesù di trasformare la nostra fede in una contemplazione statica e appagante, nella gioia senza fine di una meta conquistata. Il "già e non ancora" è presente in questo splendido passo del Vangelo.


Nell'episodio della Trasfigurazione c'è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che procede dal Padre e dal Figlio e ha parlato per mezzo dei Profeti.
La storia passata, illuminata dalla luce di Cristo, il Nuovo e l'Antico immersi in un dialogo sempre più illuminante. Gli occhi si aprono a Colui che è svelato da chi gli sta accanto: Mosè( la Legge ) ed Elia ( i Profeti), ma anche e soprattutto dalla voce che viene dall'alto.
"Questi è il mio figlio prediletto, ascoltatelo!".
Giusto il tempo per vederlo scomparire e sperare che riappaia, mentre siamo intenti ad ascoltare la sua Parola, sì che si aprano nuovamente gli occhi al mistero di cui non possiamo farci padroni.



 (Dn 7,9-10.13-14)

Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

domenica 28 febbraio 2010

Guardate a lui e sarete raggianti




Salmo 33

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
 Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti
non saranno confusi i vostri volti
.