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giovedì 14 febbraio 2019

TRADURRE



Santi Cirillo e Metodio patroni D'Europa.

" Io ti ho posto per essere luce delle genti"

I santi di cui oggi celebriamo la festa sono grandi e per questo ricordati in quanto si fecero carico della difficoltà intrinseca che aveva la Parola di Dio e la liturgia ad essere presa in considerazione dagli slavi che non conoscono nè il latino, nè altra lingua che non sia la loro.
Cirillo e Metodio si misero d'impegno a tradurre tutto ciò che era necessario, Sacra scrittura e Liturgia in lingua slava, così che la gente potesse più avvicinarsi e comprendere il messaggio racchiuso in uno scrigno di cui non si ha la chiave.
E' giusto che siano stati proclamati patroni d'Europa insieme a San Benedetto e non solo, perchè con il loro impegno favorirono la nascita del nuovo continente all'insegna di un unico credo.
Purtroppo si fa ancora tanta fatica, da parte di chi ha in mano il potere, ad ammettere le radici cristiane dell'Europa.
Ma io questa mattina mi voglio soffermare sull'importanza di tradurre , (dal latino "trans-ducere" portare, condurre oltre) chi non parla la nostra stessa lingua, e viceversa sì che possa avvenire l'incontro.
Con chi?
Con la verità che ci abita, la verità che solo la luce di Cristo può rischiarare.
Ci sono persone che si rapportano con Dio non con la testa ma con il cuore e di conseguenza ricevono da Lui la capacità di tradurre ed essere tradotti senza sforzo che non sia l'affidamento totale a LUI, che per farsi capire annullò se stesso fino a morire per noi.
Leggendo il Vangelo di oggi in cui Gesù manda altri 72 a preparargli le strade, mi viene in mente una conversazione che di recente ho fatto con una persona a cui sono molto affezionata, sul dovere e il piacere di andare a Messa.
Mi ha chiesto se ci dovevo andare per forza, perchè lei si annoia per la ripetizione di formule e di gesti incomprensibili, come anche di parole e di omelie alle quali non si sente interessata.
Le ho risposto che anch'io la pensavo come lei e che, quando suo padre cominciò ad andare a messa, io lo giustificai dicendomi che da lì si vedeva che aveva un tumore al cervello.
Così è stato per la messa, che se non hai un traduttore, un libretto d'istruzioni, una recensione, come accade quando vogliamo vedere e capire un opera d'arte.
C'è quindi bisogno di traduttori, perciò Gesù chiama altri 72 e continua a chiamarci uno per uno.
Non dobbiamo andare lontano, ma assicurarci che chi ci sta più vicino sia in grado di decodificare i messaggi che noi gli mandiamo, partendo però non da loro ma da noi che per primi ci dobbiamo mettere in ascolto e diventare l'altro per capire quale lingua gli hanno insegnato, che latte ha preso, come è stato amato.
Conoscere la lingua dei nostri interlocutori è essenziale per farci capire e per mediare la Parola di Dio nei loro cuori.
Oggi Signore ti voglio pregare per tutti quelli che si sforzano di annunciare il tuo regno e trovano tante difficoltà che solo tu puoi aiutare a superare.

martedì 11 luglio 2017

San Benedetto Patrono d'Europa




" Egli è scudo a coloro che agiscono con rettitudine"(Pr 2,7)

Oggi ricordiamo San Benedetto, patrono d'Europa, la cui festa è stata spostata dal 21 marzo, ritenuto giorno della sua morte, che cadeva in quaresima, a oggi, 11 luglio, giorno in cui fin dall'alto Medioevo in alcuni luoghi si faceva particolare ricordo del santo.
Mi chiedo se sia stata una scelta opportuna, visto che in Quaresima magari è più facile trovare gente disposta a rivolgere i suoi pensieri al Signore e ai suoi più stretti collaboratori, santi che hanno messo a suo servizio tutta la vita diffondendo la sua parola e il suo insegnamento.
Ma oggi che l'Europa ha più bisogno che mai di chi la protegga e le indichi una strada alternativa alla sua distruzione, ci sarà qualcuno che si soffermerà a riflettere sull'importanza e sull'esempio di San Benedetto, mentre è in vacanza e si gode le meritate ferie, al mare o in montagna o è schiacciato dalla crisi economica.
Purtropo del motto di San Benedetto " Ora et labora" non si potrebbe che osservare il primo consiglio, perchè il lavoro per i più è oggetto in via di estinzione, pare.
Un lavoro onesto, un lavoro che dia dignità e permetta di soddisfare i bisogni primari tuoi e della tua famiglia, se ancora ce l'hai.
Di questi tempi le famiglie d'origine, i nostri vecchi che godono di una anche piccola pensione sono diventate il sostentamento di chi non ha lavoro, il riferimento di questa società in crisi.
I monasteri odierni sono le case dei nostri vecchi dove si condivide quello che c'è.
" Ora et labora" era il motto di S. Benedetto e dei monaci cistercen che con questo spirito hanno costruito l'Europa.
Ma oggi non si prega e non si lavora, purtroppo, anche se il frutto dell'amore è tangibile nel dono disinteressato di ciò che si possiede ai propri cari da parte della famiglia d'origine.