Sono un'umile scriba, divenuta discepola del regno dei cieli, simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.
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venerdì 25 maggio 2012
lunedì 26 ottobre 2009
Accompagnamento
Non c'è scritto però che io non possa o non debba provvedere agli altri.
Per cui la mia vita scorre su un binario parallelo, dove “Tutto posso in colui che mi dà la forza”(Fil 4,13 ).
Non è una strada facile e spesso mi sembra di soccombere.
Per questo approfitto di ogni momento di defaillance per chiedere consiglio all'Accompagnatore.
Che il mondo, lo stato laico, la società civile stia imparando a rilasciare certificati evangelici?
Per cui la mia vita scorre su un binario parallelo, dove “Tutto posso in colui che mi dà la forza”(Fil 4,13 ).
Non è una strada facile e spesso mi sembra di soccombere.
Per questo approfitto di ogni momento di defaillance per chiedere consiglio all'Accompagnatore.
Che il mondo, lo stato laico, la società civile stia imparando a rilasciare certificati evangelici?
giovedì 24 aprile 2003
La carrozzella
Ne ho una stampata su un foglio coperto di plastica, bene in vista sul vetro anteriore della mia macchina.
Con il numero 52 finalmente sono stata riconosciuta inabile a deambulare.
C'é stato un tempo in cui la volevo comprare, la sedia a rotelle, per non dipendere da quell’handicap angoscioso che mi impediva di vivere, chiudendomi in faccia tutte le porte delle città e delle chiese, nelle zone chiuse al traffico, ricche di storia, di poesia e di vita.
Mi era venuto il vomito quando il commesso del negozio, dove mi ero recata, mi chiese come la volevo.
Così mi ero fatta piacere la periferia e i suoi negozi, spacci aziendali e ipermercati, compresi l’asfalto e lo smog per mettermi in fila.
Passeggiate ... ferma, immobile dentro la macchina, che Gianni lanciava a tavoletta per arrivare.
Dove?
Sempre più quel far finta che si andava a passeggio, cercando, dal finestrino, di vedere le case, e gli alberi, e i prati, e il cielo che correva sopra di noi, aggiungendosi al peso dei nostri lunghi ed estenuanti silenzi.
Poi la sedia, sempre quella, vicino alla statua di S. Giuseppe, nella mia chiesa, quella che il 5 gennaio del 2000 mi aveva aperto le braccia, per cominciare a viaggiare in un mondo a me sconosciuto, dove parlano i fiori e le foglie, dove il cielo e la terra s’incontrano, dove il pianto ed il riso si toccano, dove l’anima impara a volare.
24 aprile 2003
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