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venerdì 25 maggio 2012

ti porterà dove tu non vuoi...


"Quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi"(Gv 21,18)
La cosa più difficile da accettare è quella di dipendere dagli altri. 
Quando ero giovane ho studiato e ho lottato come un leone per diventare autonoma e indipendente. La laurea, il concorso, l'immissione in ruolo, il matrimonio, la casa, un figlio. 
Tutto mi faceva pensare che nessuno più poteva decidere di me.
Poi la malattia, le malattie che mi hanno portato ad una dipendenza sempre più vergognosa( la paura di andare da sola) e frustrante(handicap motori e non solo). 
In 40 anni di percorsi alternativi ho ingoiato tante pillole amare, ma su questa strada ho incontrato il Signore.
Ho cominciato ad andare a messa ogni giorno, senza desiderare altro. 
Da qualche mese anche questa consolazione mi è stata negata. La Messa in televisione o alla radio non è la stessa cosa. 
Io spero nel Signore. Cosa avrà in serbo per me?

lunedì 26 ottobre 2009

Accompagnamento


Finalmente è arrivato il certificato ufficiale dell'invalidità civile e del mio bisogno di accompagnamento.
Non c'è scritto però che io non possa o non debba provvedere agli altri.
Per cui la mia vita scorre su un binario parallelo, dove “Tutto posso in colui che mi dà la forza”(Fil 4,13 ).
Non è una strada facile e spesso mi sembra di soccombere.
Per questo approfitto di ogni momento di defaillance per chiedere consiglio all'Accompagnatore.
Che il mondo, lo stato laico, la società civile stia imparando a rilasciare certificati evangelici?


giovedì 24 aprile 2003

La carrozzella

Ne ho una stampata su un foglio coperto di plastica, bene in vista sul vetro anteriore della mia macchina.

Con il numero 52 finalmente sono stata riconosciuta inabile a deambulare.

C'é stato un tempo in cui la volevo comprare, la sedia a rotelle, per non dipendere da quell’handicap angoscioso che mi impediva di vivere, chiudendomi in faccia tutte le porte delle città e delle chiese, nelle zone chiuse al traffico, ricche di storia, di poesia e di vita.

Mi era venuto il vomito quando il commesso del   negozio, dove mi ero recata, mi chiese come la volevo.

Così mi ero fatta piacere la periferia e i suoi negozi, spacci aziendali e ipermercati, compresi l’asfalto e lo smog per mettermi in fila.

Passeggiate ... ferma, immobile dentro la macchina, che Gianni lanciava a tavoletta per arrivare.

Dove?

Sempre più quel far finta che si andava a passeggio, cercando, dal finestrino, di vedere le case, e gli alberi, e i prati, e il cielo che correva sopra di noi, aggiungendosi al peso dei nostri lunghi ed estenuanti silenzi.

Poi la sedia, sempre quella, vicino alla statua di S. Giuseppe, nella mia chiesa, quella che il 5 gennaio del 2000 mi aveva aperto le braccia, per cominciare a viaggiare in un mondo a me sconosciuto, dove parlano i fiori e le foglie, dove il cielo e la terra s’incontrano, dove il pianto ed il riso si toccano, dove l’anima impara a volare.


24 aprile 2003