sabato 23 gennaio 2016

Unità dei Cristiani


Meditazioni sulla liturgia di
sabato della seconda settimana del TO anno pari

letture :2 Sam1,1-4.11-12.19.23-27;  Salmo 79/80 "Rasserena il tuo volto Signore, e saremo salvi"; Mc 3,20-21

"Perchè  sono caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?" (2 Sam 1,25)

La prima lettura ci presenta la disfatta del popolo d'Israele e la morte del re Saul e di suo figlio Gionata raccontata a Davide che con animo commosso intona il lamento funebre, esaltando le virtù del re e di suo figlio.
Tutti sappiamo che i sentimenti di Saul nei confronti del suo successore, unto dal Signore, non erano benevoli, ma ciò non impedisce a Davide di esaltarne le virtù.
E questo lo rende grande.
Non siamo capaci di gioire per la vittoria di un nostro nemico, nè di piangere per la sua scomparsa, specialmente se questa ci apre la strada alla nostra realizzazione piena.
Davide era stato unto per succedere a Saul e quindi essere re d'Israele.
La sua bravura, la sua bellezza, il favore da Dio accordatogli, gli avevano suscitato l'invidia del re.
Davide ne era stato avvertito e, nonostante si fosse trovato nelle condizioni di toglierlo di mezzo,non ne approfittò per ucciderlo.
La grandezza di un uomo si vede quando è capace di anteporre Dio e le sue leggi a se stesso.
Siamo noi capaci di tanto? Le persone le si possono uccidere in tanti modi, non serve la spada o un fucile o qualcos'altro.
Possiamo condannarlo a morte con il nostro silenzio, con il non farlo esistere nei nostri pensieri, parole, opere, omissioni.
Forse le omissioni di soccorso, omissioni di bene sono i più gravi peccati, anche se il non fare ci fa sentire assolti da qualsiasi accusa.
L'invidia è stata il tarlo che ha roso la vita di Saul alla radice e l'orgoglio, come racconta un altro passo della scrittura, lo porterà ad uccidersi.

"Gareggiate nello stimarvi a vicenda" è scritto, ma non ne siamo capaci.
Passiamo il tempo a lamentarci di tutti, vicini e lontani.
Il lamento ci contraddistingue più che la benedizione.
In occasione dei funerali riscopriamo  a fatica la parte migliore del defunto, ma è un obbligo, un dovere, una farsa a volte.
Stimare le persone per quello che sono,  cercando di far emergere la parte migliore che a volte è nascosta, lasciandoci illuminare dallo Spirito di Dio è la stada che ci porta a diventare una cosa sola con Lui.
In questa settimana in cui abbiamo pregato per l'Unità dei Cristiani, vogliamo riflettere su quanto ci sentiamo uguali, figli di un unico Padre, uniti nel comune rendimento di grazie a chi ci ha creato.

I SUOI siamo noi, popolo che lui si è scelto, i battezzati che credono alla vita nuova donata da Dio attraverso Cristo Gesù.
E' incredibile come le più grandi divisioni le troviamo nella Chiesa che Cristo ha fondato, effondendo il suo Spirito su Maria, la madre che consegna al discepolo che più si sentiva amato da Lui, perchè l'accolga nella sua casa.
La nuova chiesa fondata da Cristo ha come punto di riferimento, principio e fine, Lui che ha dato tutto perchè siamo una sola cosa con Lui come Lui è una cosa sola con il Padre attraverso lo Spirito.
Non basta sentirsi suoi, appartenergli solo per un legame che non unisce le braccia al cuore.
Il popolo di Dio è quello che può rivolgersi al Padre come ha fatto Gesù, chiamandolo ABBA', padre di tenerezza, di misericordia, di perdono, lento all'ira e dispensatore di prodigi.
Non possiamo , osservando i nostri fratelli, censurare tutto quello che dicono, prendendoli per pazzi, dall'alto dei nostri studi e delle nostre sicurezze acquisite.
Non possiamo giudicare gli altri in base a quello che non hanno in comune con noi e separarcene e vivere per conto nostro la fede che ci è stata donata con il Battesimo, uguale per tutti.
Invece di guardare a ciò che ci divide, sforziamoci di mettere a fuoco ciò che ci unisce, quell'unico Pane offerto per la salvezza di tutta la famiglia di Dio.
"Tu me li hai dati. Non prego per me, ma per loro, perchè siano una cosa sola  con noi, come noi siamo una sola cosa" "Amatevi gli uni gli altri" dice il Signore. Da questo riconosceranno che siete miei discepoli"

Gesù quanta fatica facciamo ad amare le persone che non capiamo, che si comportano in modo diverso da noi! Quanta fatica a benedire quelli che maledicono, a gareggiare nello stimarci a vicenda, anche se fanno e dicono cose da pazzi!
Signore le tue richieste ci sembrano tanto folli, esagerate che siamo tentati di pensare che sei fuori di testa.
Ma poi , ed è questa la grande consolazione, la nostra sicurezza, ripensiamo a quanto hai detto : "Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi"
Ci sarà stato un motivo per farlo!
Aiutami a scoprire la bellezza, la forza, la vita del tuo progetto d'amore.

Aiutami a sentirmi sempre più figlia amata e voluta insieme ai miei fratelli nella fede in te che sei l'unico vero Bene.

1 commento:

Lucia Nadal ha detto...

Ti prego scusami per le volte che non sono venuta a postare il mio commento. Ma ti penso. Siine certa.
Ora mi chiedo e ti chiedo perchè vuoi conoscere i progetti che Dio ha su di te? Vivi giorno per giorno, così come viene. So che preghi e ttanto e questo penso che è un'assicurazione sul presente, che da un minuto è già passato. Lui ci ama, non ci sono dubbi. Guarda la foto del mio post di oggi: i miei due piccinelli che felici stanno ritornando a casa abbracciati. Ma chi dà loro la gioia di amarsi? E di bisticciare e poi fare pace? E li aiuta a crescere come i fiori del campo...senza essere seminati!!!! Vai Anto stai tranquilla in compagnia dei tuoi tanti dolori...è così che Lui ci ama! Buonanotte e scusa se mi sono permessa....