mercoledì 4 novembre 2015

Pieno compimento della legge è l'amore.


" Amerai il prossimo tuo come te stesso"(Rm 13,9)
Non è facile amare tutti Signore, si fa fatica a perdonare a ricambiare il male con il bene, a passare sopra a tante ingiustizie, cattiverie, tradimenti. Non è facile e a volte addirittura impossibile percorrere le vie della riconciliazione, non è umano mi viene da dire.
Quando ai fidanzati che si preparano a ricevere il Sacramento del matrimonio diciamo che devono essere pronti a perdonare il coniuge anche se tradisce ,c'è una ribellione, un rifiuto a prendere in considerazione questa che sembra una postilla, un optional di cui non tenere conto.
Salvo poi mettersi l'anima in pace pensando che a loro non può accadere perchè si amano e l'ipotesi quando sono innamorati non li riguarda per niente.
Molti di quelli che si sentivano sicuri del loro amore si separano a causa di un tradimento.
Signore se non ci fossi tu sicuramente avrei fatto terra bruciata intorno a me in nome della mia giustizia che non contempla la debolezza, il limite dell'altro, ma solo il mio diritto ad essere amata, rispettata, per quello che sono, che faccio, dico, dono.
La cosa più brutta è l'ingratitudine, sentirsi scontati, invisibili per quelli che hai beneficato.
E' un vero tormento.a
Eppure tu Signore metti al primo posto il comandamento dell'amore che è la garanzia di qualsiasi progetto finalizzato alla sicurezza tua e nostra.
Sembra strano che tu Signore ci chieda di metterti al primo posto, di anteporti a qualsiasi persona o interesse perchè le nostre azioni vadano in porto.
Potrebbe non interessarci la tua proposta di essere tuoi discepoli, vale a dire di seguirti, rinnegando tutto e sollevando sulle nostre spalle la croce, l'unico bagaglio consentito per affrontare il cammino della vita.
Quando pensiamo alla croce ci vengono in mente tutti i problemi che abbiamo che non possiamo risolvere, tutte le cose che ci schiacciano e ci impediscono di fare quello che ci pare e piace.
Il peso più grande che non riusciamo a portare è la nostra incapacità di amare, di benedire quelli che ci maledicono, di ringraziarti per tutto ciò che ostacola la realizzazione dei nostri progetti, che fa naufragare le nostre aspettative.
Il nostro poco amore Signore ci toglie la pace, ci rende la vita un inferno.
Sperimentiamo ogni giorno l'incapacità o la cattiva volontà delle persone di amarci e non ci mettiamo mai in discussione.
Sono gli altri a farci soffrire, gli altri che ci hanno fatto diventare aridi, egoisti e soli.
Gli altri...
Poi scopriamo per grazia che tu sei l'Altro, in te possiamo riconciliarci con il mondo intero senza fatica, perchè ti sei caricato sopra le spalle tutte le nostre croci, il nostro piccolo amore e lo hai trasformato assumendolo sulla tua carne in occasione di vita.

"Forse mi passa se abbraccio qualcuno!" disse Giovanni in piena crisi di asma e tu Signore ci fai le catechesi attraverso i bambini e ci dici di sollevare lo sguardo al crocifisso dove nelle tue braccia troviamo la capacità di allargare le nostre braccia e di accogliere e amare tutti quelli che ti stanno a cuore, vale a dire sono vicini al tuo cuore.

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