mercoledì 30 ottobre 2013

Sulla morte e sulla vita


Non c'è nulla che possa sostituire l'assenza di una persona a noi cara.
Non c'è alcun tentativo da fare, bisogna semplicemente tenere duro e sopportare.
Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l'un l'altro per suo mezzo.
E' falso dire che Dio riempie il vuoto; Egli non lo riempie affatto, ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore.
Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa.
I bei tempi passati si portano in sé non come una spina, ma come un dono prezioso.
Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi, di consegnarci ad essi; così come non si resta a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si osserva in momenti particolari e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.
Allora sì che dal passato emanano una gioia e una forza durevoli. 

(Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa)



5 commenti:

Censorina ha detto...

In questi giorni chi ci manca è molto più vicino a noi. Ti auguro una serena festa di Ognissanti. Un abbraccio.
Paola

Saray ha detto...

Penso sia proprio così. Niente può consolarci se non la speranza di rivederli alla fine della nostra vita in Paradiso. Loro i nostri cari ci mancheranno sempre sino alla fine della nostra vita.
Buonanotte cara amica ^_^

Rosella ha detto...

Bellissimo Antonietta questo scritto.Lo leggo e lo rileggo perchè queste parole mi aiutano a stare meglio!
Grazie per averlo postato ed anche inviato.
Auguro a te e a Gianni una Buona Domenica e Vi abbraccio con tanto affetto!

Saray ha detto...

Ciao cara Antonietta. Ti lascio un abbraccio e un pensiero a te e alla tua famiglia. Buon domenica nel Signore a tutti voi. ^_^

riccardoparacchini ha detto...

Un gran bel pensiero che si unisce alle letture di oggi, dove Gesù ci ricordava ancora una volta che "Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui".