martedì 8 maggio 2018

"Credi nel Signore Gesù e sarai salvato" (At,16,31)



"Credi nel Signore Gesù e sarai salvato" (At,16,31)

Oggi la liturgia ci mette davanti l'opera di Dio attraverso i suoi discepoli su cui è sceso lo Spirito Santo.
La fede del carceriere non nasce tanto dal veder aperte le porte della prigione, quanto il trovare i prigionieri al loro posto, pronti a rassicurarlo perchè nessun male derivasse dalla loro fuga.
Non sono cose che capitano incontrare persone che si preoccupano più dell'incolumità altrui che della propria.
Questo amore disinteressato suscita nell'uomo il desiderio di una salvezza che non può essere incatenata, una salvezza che ti mette al sicuro dai terremoti del mondo. "Cosa devo fare per essere salvato?" "Credi nel Signore Gesù"
L'uomo con tutta la sua famiglia si mette in ascolto della Parola di Dio con l'animo disposto ad accoglierla.
Il Battesimo che poi riceve lui e tutti quelli della sua casa non può prescindere dalla conoscenza del Datore del dono, sì che poi la comunione, la condivisione di quello che ha con i fratelli in Cristo insperatamente scoperti è naturale in quanto figli di un unico Padre e famigliari di Gesù.
Ma quello che sembra un racconto favolistico è una straordinaria realtà che sperimenta nella sua vita ordinaria chi si è lasciato riempire dallo Spirito di Dio.
Per la maggior parte dei cristiani lo Spirito Santo è un illustre sconosciuto, per me era un optional fino a quando non ne ho fatto esperienza.
Dio non si manifesta a tutti nello stesso modo, ma chi lo incontra riconosce ciò di cui sente nostalgia.
Arriva il momento di mettersi da parte, di dare all'altro di fare la sua parte.
Nella Trinità vediamo la perfetta comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, uniti nel pensare, nel volere e nell'agire, ognuno esercitando la propria funzione nell'ambito di un amore vicendevole e fecondo.
E' quella che viviamo l'era, il tempo dello Spirito.

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