martedì 10 aprile 2018

"Davano testimonianza della resurrezione del Signore Gesù" (At 4,33)

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"Davano testimonianza della resurrezione del Signore Gesù" (At 4,33)

Che significa dare testimonianza della resurrezione del Signore Gesù?

Una volta Giovanni, il mio nipotino, mi chiese come potevo essere certa che Gesù era risorto e io gli risposi che c'era chi lo aveva incontrato nei quaranta giorni dopo la Pasqua e l'aveva raccontato.
E come lui aveva creduto alle storie che gli raccontavo prima di addormentarsi riguardanti me e la mia famiglia d'origine, così tanti credettero basandosi sulla fiducia del testimone.
Ma oggi, rileggendo il vangelo mi sono resa conto che non basta raccontare una storia perchè altri credano che è vera.
L'incredulità connota l'atteggiamento dei più stretti amici e collaboratori di Gesù.
Tommaso addirittura volle mettere il dito nei fori delle ferite, per credere che Gesù non era un fantasma.
Bisogna quindi averlo incontrato personalmente per dare testimonianza della resurrezione.
La resurrezione è un evento per noi incomprensibile, da un punto di vista umano, perchè solo chi è morto può eventualmente risorgere e non risulta che questo sia accaduto a qualcuno ad eccezione del Figlio di Dio, per chi ci crede, naturalmente.
Non tutti quelli, però, che hanno incontrato Gesù sono diventati suoi testimoni.
Perchè?
Per Giovanni che oggi è più grande dovrei trovare una risposta diversa alla sua domanda.
Dovrei parlare di morte e di vita secondo la carne e secondo lo Spirito.
Mi capirebbe?
Certo è che ci sono momenti della vita in cui ci si sente morti dentro, senza speranza, demotivati, angosciati, depressi, soli, momenti in cui il senso di quello che ci accade ci sfugge e non sappiamo dove andare perchè abbiamo perso l'orientamento.
Vivere è un peso, morire un guadagno.
La scienza e le leggi stanno mettendo a punto proprio una strada indolore per uscire fuori da situazioni insostenibili per chi ne è coinvolto.
Ma se la carne muore non è detto che la persona cessi di vivere.
Nasciamo nella carne e rinasciamo nello spirito.
Così dice il Vangelo.
Per rinascere dall'alto come Gesù dice a Nicodemo dobbiamo prima morire.
Quando un bimbo esce dall'utero della madre che lo ha generato piange, perchè deve lasciare il caldo e sicuro rifugio che lo ha custodito per 9 mesi al buio e immettersi in un mondo sconosciuto dove l'aria ti brucia i polmoni, la luce ti ferisce gli occhi, dove non è scontato che il cibo ti arrivi direttamente dentro la pancia.
Ma il bambino può essere abortito se non è accolto e custodito da un NOI , l' utero che garantisce la vita del figlio.
Questo utero passa attraverso la comunione, l'accordo, l'amore dei genitori, amore che rimanda ad un amore più grande che è quello di Dio, ad un utero ancora più grande che ci comprende tutti, dove possiamo riconoscerci figli di un unico padre, fratelli in Gesù.
La comunione, la condivisione, l'accordo nel nome di Gesù favorisce, rende possibile l'apparizione del risorto, ci risuscita, ci dà ciò che manca alla perfezione dell'amore.
E' incredibile come tutto questo accada senza che noi facciamo magie, come le chiama Giovanni, le magie dei riscontri tra le pagine del vangelo e la nostra vita feriale, ordinaria.
Queste magie gli fanno paura, perchè sfuggono al controllo della ragione e si sa cosa ci accade quando vogliamo controllare, pianificare, metterci sopra e non sotto la signoria diCristo.
Se il sacrificio di Gesù aveva lo scopo di farci tornare a casa, quella casa da cui i nostri progenitori si allontanarono, la casa della nostra famiglia originaria, è certo che lì non ci sono distinzioni, siamo tutti uguali in relazione al padrone di casa, al Padre che ci ha creato e alla SUA Famiglia, collaboratori tutti della nostra incolumità, garanti della nostra vita.
Nella pancia-casa di Dio si vive come si vive in una famiglia dove tutto è in comune, dove ognuno è a servizio dell'altro, dove a garantire che le cose si svolgano secondo giustizia, verità e misericordia, vale a dire con amore c'è Dio uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, distinti nelle funzioni, ma perfettamente sintonizzati sulle frequenze dell'amore.
E' naturale quindi che la testimonianza nasca dall'amore, il motore di ogni cosa, sorgente di vita.
L'amore è da Dio, è dono , il primo e più importante dono che Gesù ci ha fatto morendo sulla croce.
E' il dono dei doni da cui scaturiscono la fede e la speranza.
Se rimaniamo ancorati a Lui non stancandoci di invocare il Suo Spirito saremo testimoni credibili di resurrezione, perchè solo chi è amato può vivere, solo chi ama può dare la vita.
Grazie Signore che ci hai chiamati a far parte della tua famiglia a godere dei beni promessi già da subito, a vivere al di sopra delle nostre possibilità e capacità la grazia del perdono.

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