sabato 3 febbraio 2018

"Venite in disparte voi soli ...e riposatevi un po" (Mc 6,31)

L'immagine può contenere: candele

"Venite in disparte voi soli ...e riposatevi un po" (Mc 6,31)

Ogni volta che leggo questa pagina del vangelo non ho dubbi: il Signore sta pensando a me, ha visto la mia fatica, quanto io abbia bisogno di fermarmi, di stare con Lui e con i fratelli che con me condividono la missione.
Questa mattina mi viene in mente Gianni,il mio sposo, e la nostra relazione che non funziona, non ci dà pace, serenità, ristoro.
Non siamo capaci di darci vita, non siamo capaci di fermarci, di prenderci cura l'uno dell'altro, impegnati a fare più che ad essere.
Ieri sera poi, che ufficialmente avevamo da condurre un incontro con i fidanzati, non abbiamo avuto tempo di confrontarci, di accordarci e si è visto.
Queste cose non si possono improvvisare o ce le hai dentro o ti puoi preparare per mesi per anni ma non riesci a convincere nessuno.

Il matrimonio ha bisogno sì di una preparazione più attenta e adeguata ma è la vita, gli eventi, gli ostacoli che ti formano più di qualsiasi libro di teologia.
S'intende, se accogli l'invito di Gesù di fermarti ogni tanto e di confrontarti davanti a Lui, alla Sua Parola da subito...
E' Lui che ti fa crescere in virtù, sapienza, intelligenza, consiglio, intelletto, timor di Dio ecc.. ma quello che fa principalmente è farti prendere coscienza di chi sei e a cosa sei chiamato.
Essere figli di Dio e fratelli in Gesù è la base per partire con l'armatura giusta e vincere gli attacchi del nemico che si nasconde nella nostra fragilità di uomini segnati dal peccato.
In questi ultimi tempi io e Gianni non siamo stati capaci di comunione, ma abbiamo vissuto divisi il nostro rapporto con Dio e con le persone.
Quale successo poteva avere la nostra missione se non siamo stati capaci di fare silenzio e di metterci in ascolto delle parole del maestro, che non a caso è chiamato Pastore?
È Lui, infatti che ci dà il cibo e vigila su di noi e non si addormenta e ci guida per il giusto cammino.
Ma il Signore guarda il cuore e anche la nostra volontà di agire secondo i suoi comandi.
Per questo ieri sera non ha permesso che l'annuncio naufragasse nella totale indifferenza degli ospiti, pur permettendo che i nostri dissapori venissero alla luce.
Lodiamo, benediciamo e ringraziamo il Signore per quello che ieri sera ci ha donato.
Se non ci fosse stato Lui a guidarci avremmo fatto solo macelli.

La visita inattesa di una persona mi, ci ha destabilizzato, mentre cercavamo materiale per l'incontro.
Ho ceduto per stanchezza alla sua intrusione mentre a Dio dicevo che questa volta doveva pensare a tutto Lui perchè eravamo molto molto confusi, stanchi e arrabbiati.
"Il Signore è mio pastore non manco di nulla" dice il salmo e così è stato.
All'ultimo momento mi è venuta in mente l'idea di portarmi le tre candele della "LUCE DELLE NOZZE", sicuramente suggerita dallo Spirito in cui ho confidato mai come questa volta che non avevamo nulla da portare che fosse accordato, unito, fuso.
Abbiamo acceso la candela bianca profumata simbolo dello Spirito Santo.
Alla fine di tutti i discorsi abbiamo fatto vedere come due diversi, il maschio e la femmina, diventano uno mentre il fuoco le consuma, il fuoco dell'amore di Dio donato il giorno delle nozze, IL DONO DI NOZZE a cui in diversi modi abbiamo fatto riferimento e di cui anche noi avevamo manifestato il bisogno nonostante il nostro impegno pastorale.
Gesù oggi ci chiama a riposarci un po' con Lui ad andare in disparte soli.
Quando diciamo alle coppie che è importante non perdersi di vista, mantenere salda l'alleanza, ritrovarsi almeno una volta la settimana per guardarsi negli occhi e aprire il cuore, non abbiamo mai citato questo passo.
E' importante Signore che ce lo ricordiamo, perchè questa sosta obbligata sia profumata con la luce dello Spirito.
Senza di te non possiamo fare nulla Signore.
Grazie perchè hai compassione di tutti e per tutti provi pietà.

Nessun commento: