lunedì 12 febbraio 2018

"La vostra fede, messa alla prova , produce pazienza." (Gc 1,3)



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"La vostra fede, messa alla prova , produce pazienza." (Gc 1,3)

La gente cerca prove che tu sei Dio, il Messia, cerca segni straordinari della tua potenza, della tua grandezza, della tua identità.
Tu Signore sei sempre avaro di prove, addirittura a volte siamo portati a pensare che pretendi troppo dall'uomo, perché un cieco non può vedere, uno zoppo non può camminare, un muto parlare.
E noi siamo ciechi, zoppi, muti, storpi, lebbrosi, indemoniati, paralitici.
Come puoi tu pretendere che noi facciamo ciò che non ci è concesso dalla natura?
Almeno così pensano in tanti, quelli che non hanno sperimentato la ragione del cuore, quelli che ti cercano con l'intelligenza, che hanno bisogno di una miriade di certificati per certificare.
Ma quanti imbrogli Signore sulle carte del mondo!
Quante affermazioni false, quante false certificazioni che l'olio d'oliva è extra vergine, che il prodotto è di origine controllata, che il marchio è autentico! Quelli che hanno i soldi o la possibilità o la capacità di aggirare gli ostacoli, di aggiustare la menzogna, facendola apparire vera, quelli riescono ad andare avanti.
Ma quello che appare non sempre corrisponde a quello che è.
I piccoli, quelli che non hanno nulla da nascondere, perché il loro prodotto è realmente genuino ma non hanno soldi per certificarlo, non sono credibili.
Tu Signore sei venuto tra noi, uno di noi, né più grande, né più importante, ti sei mescolato alla folla degli ultimi senza però avere paura di parlare a quelli che nel mondo sono considerati i primi.
I miracoli li hai fatti come li facevano anche altri particolarmente dotati di energia positiva o negativa.
Cosa ti distingueva?
Chi poteva dire che eri il migliore tra la schiera dei profeti, degli unti, degli inviati?
Se tu avessi risposto alle aspettative del tuo popolo, forse ti avrebbero creduto.
Ma fino a quando?
Nella storia ci sono stati grandi condottieri, grandi saggi, grandi re che si sono preoccupati di far stare bene il popolo.
Ai faraoni venivano innalzate tombe enormi, monumentali come a tutti i grandi della storia furono eretti mausolei o costruzioni che ne immortalassero la memoria.
La tomba era il segno della loro grandezza, l'illusione della loro immortalità, un'opportunità da donare a chi si era prodigato per il popolo.
Tu Signore non ci hai lasciato una tomba
Il luogo del tuo sepolcro era vuoto, della croce qualche improbabile frammento... tu non ci hai lasciato nessun segno che te stesso.
Non noi uomini ti abbiamo dovuto costruire un tempio per ricordarti quello che tu hai costruito per noi, unico ed eterno in cui adorarti in spirito e verità.
Tu Signore sei il tempio, tu sei il luogo del nostro riposo, tu Signore il segno inequivocabile della misericordia di Dio, della presenza costante nella nostra vita della liberazione dal nemico, della gioia senza fine di chi ogni momento si sente rialzato.
Tu sei il segno, tu la mia salvezza, tu la mia gioia, tu il mio canto, tu Signore la pienezza di ogni bene, tu sei la mia parte di eredità e mio calice, tu l'amore, la compassione, la tenerezza, la premura, tu la presenza senza fine di un Dio che instancabilmente opera perché io non muoia.
Tu non ami i i sepolcri, non ami i cimiteri, non ami la morte, tu Signore della vita fai fiorire il deserto, discendere i fiumi di acqua viva sulla roccia arida e spaccata dai raggi infuocati del sole, tu Signore fai tornare in vita tutto ciò che lontano da te appassisce e muore.
Tu ci fai risorgere e ci fai guardare con occhi nuovi il mondo, le cose, ciò che ci accade, ci apri il cuore alla gratitudine, alla lode, all'amore, alla tua volontà.
Tu operi tutto questo perché ci vuoi liberi dalla paura, donandoci la libertà, ci svincoli da doveri iniqui e pesanti e ci fai entrare nel giardino dove possiamo vedere i fiori sbocciare e inebriarci del loro profumo, senza sentire il bisogno di strapparli dalla terra e farli nostri.
Tu ci fai amare tutto ciò che hai creato, ci fai amare la nostra storia quando siamo vicini a te, ma anche quando da te ci allontaniamo ci fai sentire il desiderio, la nostalgia di tornare.
Tutto è grazia Signore.
Per questo ti lodo ringrazio e ti benedico.

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