domenica 22 gennaio 2017

La luce



"Convertitevi, perchè il regno di Dio è vicino" (Mt 4,17)

"Il popolo che viveva nelle tenebre vide una grande luce" così comincia il passo di Isaia riportato nella liturgia di oggi, domenica della III settimana del Tempo Ordinario anno A.
Nel corso dell'anno liturgico questo passo ci viene più volte riproposto e addirittura oggi lo troviamo anche nel vangelo di Matteo.
Deve essere allora proprio importante e vale la pena rifletterci, soffermarci un po' di più sul significato della luce attribuita a Cristo.
Certo è che se manca la luce non siamo in grado di fare niente e ne sanno qualcosa quelli che in questo periodo sono stati al buio a causa di eventi straordinari che hanno messo il centro Italia in ginocchio.
Da noi non è venuta a mancare anche se ieri sera si è fulminata la luce della stanza in cui sono solita stare ed è stato un problema cercare un'alternativa che mi permettesse di muovermi, di spostarmi con tutte le mie mercanzie, che non sono poche e tutte necessarie, alcune indispensabili.
Mi sono spostata per cercare la luce giusta che mi permettesse di continuare a fare quello che stavo facendo, cambiando posizione.
Gesù si muove, cammina, si sposta in continuazione, nel vangelo di oggi non sta mai fermo tanto da far girare la testa.
Nella nostra vita convulsa anche noi siamo in viaggio, ci spostiamo da un posto all'altro come le trottole giriamo su noi stessi, incapaci di fermarci.
Il tran tran della vita moderna ci cattura sì che siamo per tutti e per nessuno.
Questa vita che oggi vivo al rallentatore, seduta su una sedia, un tempo fu anche mia, piena di cose da fare, di luoghi da raggiungere, di impegni di ogni tipo dovuti, raramente scelti.
Quando sei in movimento non ti accorgi neanche che c'è la luce salvo poi entrare nel panico quando te la tolgono all'improvviso.
Quelli sono i momenti in cui l'importanza di ciò che ti manca diventa evidente.
Ma cosa ha a che fare il regno di Dio con la luce?
La luce dà colore e forma alle cose, te le fa vedere e apprezzare, ti porta a ringraziare chi ti permette di vederle e di usarle.
Siamo abituati a dare tutto per scontato, a lamentarci sempre di tutto, a non dare valore a ciò che abbiamo sempre protesi al dopo, a ciò che ci manca.
Per questo siamo degli eterni scontenti più propensi a maledire che a benedire.
La luce a cui fa riferimento il profeta è quella che ti fa vedere quello che non hai mai visto, anche se ce l'hai davanti
Gesù non cambia la forma di ciò su cui si posa, ma ti fa vedere quanto vale e a che serve.
Noi moneta di Dio fatti a sua immagine e somiglianza coniati, abbiamo perso i connotati, ingrommati da mille sovrastrutture.
La carta d'identità scade, quella consegnataci con il Battesimo no.
La luce di Cristo, la luce del vangelo ci coglie lì dove siamo sulla via del mare, la via della storia, la via dei nostri giorni tristi o lieti, lontani o vicini a noi stessi e agli altri.
La luce di Cristo non ci dice che siamo belli, siamo buoni,ok , ma siamo figli, fratelli, amati dal Padre sempre e comunque a prescindere.
Dio con il battesimo ci benedice e moltiplica quel poco o quel tanto che gli offriamo ogni giorno, trasformando il nostro corpo nel suo, rendendolo capace con il suo aiuto di fare le cose che ha fatto lui.
Riflettendo su quello che il vangelo mi dice, voglio pensare che se lo lascio agire, quello che mi manca lo mette lui e siccome sono tante le cose che sono stata chiamata a restituire anzitempo,la sua luce si è concentrata sull'essenziale, su ciò che mi serve per vivere e per dare vita.
La sua Parola è lampada ai miei passi, l'unica che mi permette di traslocare senza perdere l'orientamento."Convertitevi, perchè il regno di Dio è vicino" (Mt 4,17)

"Il popolo che viveva nelle tenebre vide una grande luce" così comincia il passo di Isaia riportato nella liturgia di oggi, domenica della III settimana del Tempo Ordinario anno A.
Nel corso dell'anno liturgico questo passo ci viene più volte riproposto e addirittura oggi lo troviamo anche nel vangelo di Matteo.
Deve essere allora proprio importante e vale la pena rifletterci, soffermarci un po' di più sul significato della luce attribuita a Cristo.
Certo è che se manca la luce non siamo in grado di fare niente e ne sanno qualcosa quelli che in questo periodo sono stati al buio a causa di eventi straordinari che hanno messo il centro Italia in ginocchio.
Da noi non è venuta a mancare anche se ieri sera si è fulminata la luce della stanza in cui sono solita stare ed è stato un problema cercare un'alternativa che mi permettesse di muovermi, di spostarmi con tutte le mie mercanzie, che non sono poche e tutte necessarie, alcune indispensabili.
Mi sono spostata per cercare la luce giusta che mi permettesse di continuare a fare quello che stavo facendo, cambiando posizione.
Gesù si muove, cammina, si sposta in continuazione, nel vangelo di oggi non sta mai fermo tanto da far girare la testa.
Nella nostra vita convulsa anche noi siamo in viaggio, ci spostiamo da un posto all'altro come le trottole giriamo su noi stessi, incapaci di fermarci.
Il tran tran della vita moderna ci cattura sì che siamo per tutti e per nessuno.
Questa vita che oggi vivo al rallentatore, seduta su una sedia, un tempo fu anche mia, piena di cose da fare, di luoghi da raggiungere, di impegni di ogni tipo dovuti, raramente scelti.
Quando sei in movimento non ti accorgi neanche che c'è la luce salvo poi entrare nel panico quando te la tolgono all'improvviso.
Quelli sono i momenti in cui l'importanza di ciò che ti manca diventa evidente.
Ma cosa ha a che fare il regno di Dio con la luce?
La luce dà colore e forma alle cose, te le fa vedere e apprezzare, ti porta a ringraziare chi ti permette di vederle e di usarle.
Siamo abituati a dare tutto per scontato, a lamentarci sempre di tutto, a non dare valore a ciò che abbiamo sempre protesi al dopo, a ciò che ci manca.
Per questo siamo degli eterni scontenti più propensi a maledire che a benedire.
La luce a cui fa riferimento il profeta è quella che ti fa vedere quello che non hai mai visto, anche se ce l'hai davanti
Gesù non cambia la forma di ciò su cui si posa, ma ti fa vedere quanto vale e a che serve.
Noi moneta di Dio fatti a sua immagine e somiglianza coniati, abbiamo perso i connotati, ingrommati da mille sovrastrutture.
La carta d'identità scade, quella consegnataci con il Battesimo no.
La luce di Cristo, la luce del vangelo ci coglie lì dove siamo sulla via del mare, la via della storia, la via dei nostri giorni tristi o lieti, lontani o vicini a noi stessi e agli altri.
La luce di Cristo non ci dice che siamo belli, siamo buoni,ok , ma siamo figli, fratelli, amati dal Padre sempre e comunque a prescindere.
Dio con il battesimo ci benedice e moltiplica quel poco o quel tanto che gli offriamo ogni giorno, trasformando il nostro corpo nel suo, rendendolo capace con il suo aiuto di fare le cose che ha fatto lui.
Riflettendo su quello che il vangelo mi dice, voglio pensare che se lo lascio agire, quello che mi manca lo mette lui e siccome sono tante le cose che sono stata chiamata a restituire anzitempo,la sua luce si è concentrata sull'essenziale, su ciò che mi serve per vivere e per dare vita.
La sua Parola è lampada ai miei passi, l'unica che mi permette di traslocare senza perdere l'orientamento.

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