venerdì 27 novembre 2015

I CIELI E LA TERRA PASSERANNO MA LE MIE PAROLE NON PASSERANNO

Lc 21,33

Al termine dell'anno liturgico è giocoforza porsi qualche domanda su quello che Dio ci ha detto e su quello che ci è servito per progredire nella fede.

A molti forse non interessa saperlo, perchè vivono benissimo, almeno così dicono, prescindendo da Dio .

E non è un'esperienza che non mi riguardi, perchè per anni non l'ho fatto esistere, bastando a me stessa o sforzandomi di farlo.
Quando cominciarono le crisi di panico però, spesso ho desiderato la fede che mi avrebbe tolto la paura di morire.
Quando le cose vanno bene a Dio pensi poco, quando ti vanno male o ti incattivisci e pensi che, se c'è un Dio, è ingiusto e cattivo, o cerchi le strade per arrivare a Lui e chiedergli aiuto.
A me non è capitata nè l'una nè l'altra cosa perchè per chiedere aiuto ci vuole tanta umiltà ma soprattutto ci vuole la fede necessaria per credere che Lui può concretamente aiutarti, perchè è Dio.
Quando le sue parole mi vennero incontro,le divorai con avidità; la sua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perchè erano parole di gioia e di vita.
Non mi interessava guarire, quando entrai in quella chiesa, quanto trovare qualcuno con cui parlare per condividere la mia pena.
Ma il crocifisso che divenne il mio interlocutore, compagno di viaggio,maestro e redentore, lo vidi la sera, alzando lo sguardo, alle parole del sacerdote" L'uomo crede di essere Dio ma non è Dio".
Per fortuna o meglio per grazia l'incontro fu preceduto da parole di gioia che trasudavano da un salmo della liturgia delle ore che al mattino avevo per caso ascoltato, entrando in quella stessa chiesa per cercare una sedia.
" I fiumi battano le mani" le parole che mi fecero entrare in un clima di gioia e di festa che non sapevo potesse riguardarmi.
Per anni avevo insegnato lettere al liceo e credevo almeno di conoscere le opere più importanti e significative di tutti i tempi, ma mi sbagliavo di grosso.
Perciò la sera tornai per cercare di sapere chi aveva scritto quelle parole. 
E l'incontro fu con la Parola, quella che oggi mi sostiene e mi guida.
Per questo le immagini apocalittiche che la liturgia di questi ultimi giorni dell'anno liturgico ci sottopone, non mi spaventano, perchè Lui è con me e non temo alcun male. 
Anche se l'inverno si avvicina e le piante si stanno spogliando del loro verde mantello, penso a quando in primavera spunteranno i primi germogli sui rami e sarà festa perchè annunciano la Pasqua del Signore, la nostra Pasqua, la nostra liberazione.

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