domenica 18 ottobre 2015

SERVIRE


(Mc 10,45)
Il Figlio dell’uomo è venuto per servire 
e dare la propria vita in riscatto per molti.
MEDITANDO SULLA LITURGIA della XXIX domenica del TO anno B
(Is 53,10-11) 
Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Parola di Dio
Sal 32
Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.
Eb 4,14-16
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. 
Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. 
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
Parola di Dio
VANGELO
Mc 10,35-45
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore

Oggi Signore è domenica e mi piace lodarti benedirti e ringraziarti per questo giorno di riposo in te, per questa opportunità straordinaria di poter non sedere alla destra o alla tua sinistra, ma di prendere ancora più coscienza che noi siamo nel tuo cuore, in mezzo, non di lato e che grazie al tuo amore occupiamo un posto di privilegio senza meritarcelo. 
Questo giorno rinnovi per tutti la grazia di sentirsi chiamati alle nozze, di vivere il servizio solo come segno tangibile del tuo amore riversato su tutti noi.
Non noi ma tu compi il miracolo di dire di sì ad ogni fratello incontrato sulla nostra strada e in lui vedere te che soffri, povero, malato, abbandonato, rifiutato, solo.
Grazie Signore per questo ottavo giorno, per questo miracolo di un tempo che si moltiplica all'infinito, quando sei tu che ne tessi le fila, tu il fine il mezzo il senso .
Molti anni sono passati sulle mie spalle e, se penso con lo spirito del mondo dovrei rammaricarmi perchè sono pochi quelli che mi rimangono da vivere. 
Ma a me sembra che da quando ti ho incontrato conosciuto e riconosciuto l'infinito suona straordinarie melodie sul mio corpo straziato da dolori ma tenuto insieme dallo Spirito, la tua forza divina che fa nuove tutte le cose e le santifica e le modella e le fonde e le trasforma in ciò che serve, in ciò che a te è gradito. 
Non io Signore mi attribuisco meriti in questa straordinario viaggio alla volta della casa definitiva, la patria celeste, ma tu che ogni giorno mi stupisci con i miracoli dell'amore.
A volte ti sento lontano, a volte sono angosciata da tante prove, a volte la sfiducia e lo scoraggiamento mi fanno piombare nell'inferno di pensieri distruttivi.
Ma non riesco a dimenticarti, Signore, anche quando sono arrabbiata con te, non riesco a trovare niente e nessuno che mi corrisponda come tu sei solito fare. 
Continuo come soleva dire mio padre, quando andava al lavoro, a prendere servizio ogni mattina, anche se il corpo è fortemente provato dalla malattia e dai dolori che si scatenano specie di notte.
Il rosario è la mia medicina, Maria la mia infermiera, in attesa che tu , il medico, alle luci dell'alba venga a farmi visita e ad aggiornare le terapie attraverso la tua parola, che leggo avidamente.
Ieri è stato bello riconciliarsi con il mio corpo, quando durante la messa ho pensato che il mio corpo è anche il tuo e il mio dolore il tuo dolore. 
Ho cessato di chiedermi il perchè di tanta sofferenza e ti ho messo il mio corpo tra le mani, quel corpo da cui spesso vorrei fuggire nella certezza che tu e solo tu avresti trovato un modo per farlo servire. 
Oggi mi confermi che non mi sbagliavo e che tu mi darai un supplemento d'amore per unirmi più strettamente a te.

2 commenti:

Daniela F. ha detto...

Un bellissimo commento, come tu sai approfondire "La Parola".
Un abbraccio di cuore e anima.♥♥♥
Dani

evergreen ha detto...

Oggi il Papa ha detto: "chi non vive per servire non serve per vivere". Come dargli torto :)