martedì 2 giugno 2015

“Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”



Marco 12,13-17 -In quel tempo, i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono a Gesù alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso. E venuti, quelli gli dissero: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. È lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?”. Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: “Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda”. Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: “Di chi è questa immagine e l’iscrizione?”. Gli risposero: “Di Cesare”. Gesù disse loro: “Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”. E rimasero ammirati di lui.
Oggi è la festa della repubblica e dovrei essere contenta perchè vivo in un paese democratico, indipendente, libero, in cui tutti siamo uguali e liberi di professare la nostra fede senza immediato pericolo di vita, possiamo passeggiare nelle nostre strade senza giubbotti antiproiettile, dormire tranquilli nelle nostre case senza paura che ci cada sopra una bomba.
Ma non siamo contenti, perchè le eccezioni sono tante e la TV e i giornali e tutto il resto ci mostrano il rovescio della medaglia, morti uccisi, attentati, estorsioni, agguati, imbrogli e ingiustizie a non finire.
Che repubblica è questa? Che democrazia?
Certo gli Ebrei, quando pensavano al dominio romano ne vedevano solo il lato negativo e, pur desiderando di scrollarselo di dosso, collaboravano con l'oppressore per le cose che a loro facevano comodo.
Ma un conto è la realtà e un conto il desiderio, il sogno, l'illusione di vivere in un mondo di perfetti.
In effetti se da un lato le cose non vanno bene, dall'altro facciamo una fatica infernale a vedere il buono nelle cose e nelle persone che non ci piacciono.
Come accade in famiglia quando il coniuge è visto come un nemico, uno che rema contro perchè non fa tutto quello che vorremmo facesse o imparasse a fare.
Viviamo nella critica perenne, usufruendo dei benefici che ci vengono dagli altri, ma di fatto mai riconoscendoli e condannandoli per tutto quello che di male ci viene dallo stare insieme.
Capita anche con Dio da cui riceviamo tanti benefici che diamo per scontati ma che incolpiamo per tutte le cose che non vanno nel verso che vorremmo noi.
Tobia, (sembra un paradosso, una favola), continuò a benedire il Signore nonostante tutti i suoi guai.
Tobia è come Giobbe che non si ferma al dito ma guarda nella direzione che indica.
Noi non ne siamo capaci e continuiamo a provocare il Signore con le nostre domande, scambiando il fine con il mezzo, non riconoscendo Dio attraverso il bene che ci viene recapitato ogni giorno attraverso le vie più impensate.
Perchè il bene dobbiamo intanto imparare a riconoscerlo, a riconoscere la differenza tra quello materiale e quello spirituale, ad essere talmente sinceri con noi stessi da ammettere che ci sono tante cose che ci fanno comodo e che ci guardiamo bene dal rifiutarle anche se ci vengono da persone scomode.
"Date a Cesare ciò che è di Cesare".
Queste parole di Gesù ci invitano a fare l'inventario di ciò che riceviamo dai nostri veri o presunti nemici e all'uso che ne facciamo senza rendere grazie a nessuno.
" Rimasi cieco e ne soffrirono tutti i miei fratelli"(Tb 2,10) dice Tobia commentando l'ennesima disgrazia piombatagli dal cielo( escrementi di uccelli che lo resero cieco)
Tobia si preoccupa della sofferenza dei fratelli e non della sua. Riconosce in Dio la fonte di ogni bene.
Dovremmo imparare da questo pio israelita che cosa dobbiamo dare a Dio e cosa a Cesare.
La carità è la migliore maestra.
Signore aiutami ad uscire fuori da me stessa e a occuparmi di chi mi sta accanto, perchè di me so che te ne occupi tu molto meglio di come sappia fare io.

1 commento:

Lucia Nadal ha detto...

Questa settimana la prima lettura dedicata al profeta Tobia, mi ha coinvolto molto. Noi due, i cui occhi sono spesso argomento di dolore e di preoccupazione, impariamo sia da Tobi, che dal figlio Tobia, come lodare a gran voce il Signore.
Ciao Anto! Ho ammirato la tua spiaggia......Noi partiamo sabato.Ciao cara, mi perdoni se spesso ti lascio senza commento? Buona domenica-