domenica 6 gennaio 2013

Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra



Il 5 gennaio del 2000, finalmente sono entrata dentro la grotta!

Erano secoli che camminavo, secoli, non il tempo che dista dal Natale alla Befana…

Mi sono fermata il 5,…il Signore ha avuto pietà… non mi ha fatto camminare ancora… un giorno prima sono arrivata, ma Lui era lì ad aspettarmi….Erano 2000 anni che mi aspettava, che aspettava chiunque si era messo in viaggio…nella messa dell’Epifania…

La parola la stessa: ”Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra” s’incarnò nella mia vicenda personale e mi trovai senza saperlo mischiata ai pastori e ai re magi a contemplare il miracolo dell’amore di Dio.

Quando ho visto il presepe, fatto sotto all’altare, ho pensato che proprio erano rimasti in pochi, quelli che si sobbarcavano la fatica di prepararlo, e si erano ridotti a farlo la vigilia, con poche idee, e ancor meno strumenti, un presepe senza pretese, più piccolo e con tante statuine mancanti.

Erano soliti farlo in fondo alla chiesa, liberata dai banchi e da tutto ciò che era d’intralcio a farci entrare tutto, il grande fondale azzurro e i monti e i villaggi, le statuine in movimento, tante troppe a fare le stesse cose e il deserto e la grotta più grande della città, che non lo aveva voluto quel bambino, davanti al quale erano fermi i pastori, estasiati, ammirati, stupiti..

I pastori non ci sono entrati, mi ha risposto don Gino, quando gli ho chiesto che fine avevano fatto; ma io subito mi sono consolata, pensando che i pastori eravamo noi, invitati a quella povertà di spirito che rende capaci le orecchie di ascoltare per primi l’annuncio degli angeli, per potere dai banchi direttamente recarci alla grotta.

Era un invito a farci piccoli, quel presepe. Ma c’era posto per tutti?

Il bambinello, sicuro ce lo avevano messo, ma era difficile vederlo, dentro la grotta. Una pecora lo copriva in parte o del tutto, non riuscendo, però, a nascondere le orecchie dell’asino che spuntavano dietro come un paio di corna..

Poi il motorino montato al contrario che faceva andare in retromarcia l’asino intorno al pozzo e la fontana che perdeva acqua e il cielo senza stelle .Un presepe montato a rovescio che ti faceva venir voglia di sollevare lo sguardo, di andare oltre i pizzi della tovaglia, perfetti e preziosi che scendevano da sopra l’altare e il parte fungevano da cielo di quello squarcio di mondo riuscito un po’ male.

La culla era lì, ad accogliere colui che rende il presepe perfetto, quello dove non mancano i pezzi, dove trova posto un cielo senza stelle, una grotta senza pastori.

Ogni giorno la mensa è imbandita, per accogliere un Dio fatto uomo, che ubbidisce alle parole di un sacerdote, per trasformare il pane ed il vino in ciò che possiamo vedere, toccare, adorare, accogliere.

Lui, la vita, dà vita ai nostri presepi, dà loro un senso e rimette a posto le statue di gesso e i paesi e i villaggi e fa brillare le luci nel posto giusto e fa smettere di far andare i motorini al contrario, perché diventa lui il motore, che permette alla gente di smettere di fare le stesse cose, e di cominciare a camminare, tendendo le orecchie al coro degli angeli che cantano il gloria, affrettando il passo verso la luce che viene dal cielo e che illumina, in modo inequivocabile, la strada per arrivare alla grotta, andando oltre, guardando sopra…sopra l’altare.

Ora non devo più aspettare che passi la notte della Befana, per sperare che mi arrivino i doni, non devo chiudere gli occhi e far finta di stare a dormire, come quando ero bambina.

Ora basta che sposti lo sguardo e ogni giorno diventa Natale e ogni momento è Epifania del Signore.

Non c’è pecora che mi ostruisca la vista, non c’è pastore o re che non mi parli di Dio.

4 commenti:

Censorina ha detto...

Sto per andare a Messa. Non sto bene, ma il Signore per fortuna mi ha chiamata ancora. Tanti auguri cara Antonietta, pregherò anche per te in questo giorno. Che il Signore non ci abbandoni mai. Un abbraccio.
Paola

riccardoparacchini ha detto...

Buona e epifania. Anche quest'anno ci siamo messi in cammino, ma abbiamo avuto anche noi la gioia grandissima come i magi nel vedere la stella sopra il luogo in cui Gesù si dona al mondo? Su quell'altare si rende manifesto il Natale.

Buona epifania a te e al tuo sposo in cammino.

fata confetto ha detto...

Cara Anto,
in questo giorno per te carico in modo particolare di immenso significato, desidero esserti vicino con i miei più cari auguri.
Stamattina ho riletto il tuo lungo corsivo, lo chiamo semplicemente così perché non c'e bisogno di nessun commento: voleva essere un modo per condividere nella solennità dell'Epifania i doni del Signore.
Un forte abbraccio
marilena

Saray ha detto...

Cara Antonietta, mi ha commosso il tuo post. Devo dire che anche qui da noi non si fanno più i presepi di una volta..perche' non c'è nessuno che ha più tempo e voglia..forse. Oggi c'è solo l'essenziale, o forse TUTTO quello di cui abbiamo bisogno. La Santa Famiglia e il Bambinello.
Se passi sul mio blog puoi vedere le foto della chiesa di Bibione dove sono stata oggi e i vari presepi. Cliccaci su e le vedrai in grande. Ciao cara Antonietta. Un abbraccio :)