martedì 8 gennaio 2013

Eucaristia





VANGELO (Mc 8,1-10)
Mangiarono a sazietà.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

Parola del Signore  


Ogni volta che leggo questo vangelo, mi commuovo.

C'è stato tanto tempo in cui «Voi stessi date loro da mangiare» lo sentivo rivolto a me, che dovevo continuare a servire dentro e fuori la casa, perpetuando un ruolo che mi si è appiccicato addosso, da quando ero piccola.

Poi è arriva la stanchezza: la strada era tanta, la sabbia si confondeva con l'orizzonte, la tenda premeva forte sopra le spalle, le forze venivano meno.

Fu allora che pensai che sarebbe stato bello sedersi ed essere servita.

" Fateli sedere" fu come un lampo, ricordo, quando mi venne in mente che potevo essere una della folla che stava seguendo Gesù.

Da sola ero andata avanti per tutto quel tempo, nonostante il giorno delle nozze fossimo in due a dirgli di sì.

Così il lampo divenne una luce stabile, calda, accogliente per leggere il resto.

"Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti."

In due dovevamo sederci, per donare all'altro quel poco che ci era rimasto e farlo benedire da LUI.

La luce divenne più forte, e illuminò la mensa eucaristica.

LUI , l' alleato, il dono di Dio il giorno delle nozze, ce ne eravamo dimenticati...

I pani dell'offerta erano pochi e raffermi, abbiamo commentato, prima di presentarli all'altare. Anche i pesci era un po' che stavano in frigorifero.

Abbiamo chiesto perdono e ci siamo fatti il segno di croce.

Con fede, con umiltà abbiamo aperto il nostro piccolo e misero paniere.

Ma Dio fa le cose in grande e ci stava aspettando insieme perchè ci voleva servire insieme , perchè a nostra volta insieme servissimo.

Il mistero dell'Eucaristia dove ogni dono è donato e moltiplicato ci ha tramortito.

Specie quando a Sacrofano abbiamo contemplato i segni che ci hanno traghettato nell'OLTRE.

Le spighe il pane, l'uva, il vino e tante casette, le Chiese domestiche, dove ogni giorno si spezza il pane della fatica, del sudore, del sacrificio per l'altro, lo sposo, la sposa, perchè la casa e chi ha la grazia di avvicinarle, queste piccole centrali d'amore, senta il profumo della Sua presenza e s'innamori.

Di LUI.

La fede, ho capito, è tutta in questo profumo che la Chiesa domestica è chiamata a far sentire perchè ogni uomo alzi lo sguardo e si accorga che Gesù è davanti a lui per ripetere all'infinito il miracolo della moltiplicazione dei pani..

4 commenti:

dagioia ha detto...

Molto bella questa riflessione Anto!
Ecco perché il Signore è contento se non dormi la notte!
Ti scaturiscono delle chicche preziose,
Grazie della condivisione!
Un bacio!♥

riccardoparacchini ha detto...

È un po' il cammino di tutti, credo.
All'inizio prendiamo il messaggio del dare da mangiare e del servire come un impegno. Ci diamo da fare all'inverosimile come se il centro, l'indispensabile, fossimo noi. Così in tutto questo darsi da fare dimentichiamo il centro, Gesù. Che siamo noi stessi cibo. Che dobbiamo dare noi stessi da mangiare, la nostra vita.
Grazie Antonietta che ti fai dono.

Fiorella ha detto...

Solo Grazie!

Saray ha detto...

Si, vero, si parla troppo poco di "chiese domestiche" Centrali dell'Amore come dici tu, dove nasce ogni giorno e si moltiplica l'amore e il sacrificio. Un abbraccio grande e un affettuoso saluto a te e a tuo marito. *_*