domenica 18 novembre 2012

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.



Lampada ai miei passi è la tua Parola
Sfogliando il diario
 giovedì 22 novembre 2007


“Ignorare le Scritture è ignorare Cristo”, diceva San Girolamo, appassionato studioso della Bibbia. “Perciò è importante che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura”, ha spiegato il papa, nell'udienza del 14 novembre, commentando la figura del grande santo.
"Ama la Sacra Scrittura e la saggezza ti amerà; amala teneramente, ed essa ti custodirà; onorala e riceverai le sue carezze. Che essa sia per te come le tue collane e i tuoi orecchini" E ancora: "Ama la scienza della Scrittura, e non amerai i vizi della carne".
Così si esprimeva l'insigne biblista.
L'anno che si apre non a caso è chiamato “Anno della Parola”, volendo la Chiesa invitare i credenti a famigliarizzare con la Parola di Dio, per incarnarla nella propria vita.
La Parola è la traccia che lo Spirito ci ispira per gli incontri sulla famiglia, alla radio, da più di tre anni.
Quando pensammo di fare una trasmissione di questo genere, non sapevamo che stavamo toccando il cuore di Dio, il suo tesoro più grande, il suo sogno, e che dovevamo accostarci in punta di piedi al grande mistero che abita la coppia.
Dopo aver io condotto, da sola, una trasmissione sulla mia storia personale, “Dal diario di Antonietta”, sentii forte l'esigenza di coinvolgere anche mio marito in questo progetto, che era quello di parlare di come cent'anni di solitudine possano trasformarsi in un bellissimo romanzo dal titolo “I promessi sposi”
Avevo in mente quello scritto da Alessandro Manzoni, che per anni avevo letto e commentato agli alunni e che avevo sempre guardato come una bellissima storia .
“Peccato che fosse inventata”, dicevo, prima di sperimentare che siamo tutti promessi sposi al Signore, se viviamo, la coniugalità, la fedeltà, l'amore donato gratuitamente all'altro, come Lui ci ha mostrato con il Vangelo della sua vita.
Quando presentammo il progetto, lo bocciarono in tanti, perché volevamo portare in trasmissione la nostra storia di coppia, misera, piccola, ma per noi straordinaria, perché riconciliata e redenta da Cristo.
Ci fu detto che non saremmo andati avanti per più di 3 o 4 settimane, perché il racconto delle vicende che ci riguardavano, si sarebbe esaurito e non lo si poteva inserire in un palinsesto con cadenza settimanale o quindicinale come oggi accade.
Ci vuole una terza persona che vi stimoli e vi ponga domande, altrimenti non va.
Noi abbiamo creduto che, se si mette la propria vita al servizio del Signore, sicuramente non si rimane in panne, anche se ogni volta è un batticuore, una sorpresa, mentre passano i giorni e si avvicina il momento in cui dobbiamo andare in trasmissione.
Con il lavoro di mio marito, con gli impegni in famiglia, in parrocchia, nel gruppo, con i nipotini che vogliono battere i tasti del computer e ti cancellano tutto, dopo che faticosamente la notte cerchi di mettere insieme un discorso sensato .... quando pensi di avere del tempo a disposizione e ti chiamano perché c'è qualcuno che ha bisogno di te, oppure, ti colpisce un lutto com’è accaduto questa settimana, che una carissima amica ci ha lasciato, con tante domande in sospeso e il desiderio di starle vicino, attraverso i suoi parenti più stretti, che da tempo erano diventati anche la nostra famiglia.
Abbiamo cominciato, facendo un atto di fede, ripetendolo ogni volta, specie quando è impensabile che sia possibile esserci, il mercoledì, con il corpo, con la mente, con il cuore.
Con questo spirito continuiamo ad andare avanti, ogni volta aspettando che la Terza persona c'interroghi e ci inviti a rispondere.
La terza persona, l'abbiamo in seguito capito, è lo Spirito Santo, l'amore che deve abitare la coppia, l'amore che ti suggerisce cosa dire e quando dire.
Martedì sera è accaduto il miracolo, l'ennesimo, in questi tre anni. Gli appunti sparsi si sono compattati intorno alla parola di Dio, in tempo per essere puntuali all'appuntamento il giorno dopo, alle undici.
Lo spunto ce lo ha dato Giovanni con quella storia della sedia per Gesù, una sedia dove si sarebbe potuto sedere, mentre mangiavamo, per rendersi visibile a noi.
Giovanni aveva trovato la soluzione, ma fino a quando?
Ho pensato al cugino di mio marito che ha avuto bisogno di assistenza in questi ultimi tempi, da quando è stato costretto all'immobilità per una caduta.
Ho pensato che il lavoro più difficile lo faceva lui, perché il cugino è un barbone e non si lava e puzza.
Io mi sentivo brava a fargli da mangiare, ma a sporcarsi era sempre lui, che si occupava di portargli il cibo e di provvedere a che si cambiasse e si lavasse.
Ho anche pensato a tutte le precauzioni prese, quando me l'ha portato a casa dopo la rimozione del gesso. Ho nascosto i cuscini, ho isolato tutto quello che avrebbe toccato e mi sono messa in attesa che se ne andasse.
La sedia vuota di Giovanni fino a quando lo avrebbe convinto che Gesù era con noi?
“Qualunque cosa avrete fatto a questi piccoli l'avete fatta a me....dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati...”.Le 7 opere di misericordia.. mai mi erano sembrate un dovere così urgente e prioritario.
Ho pensato che se io avessi permesso di sporcarmi i cuscini della sedia al cugino barbone, avrei reso visibile il Signore agli occhi di Giovanni.
Più o meno queste le cose che siamo andati a dire alla radio.
Voglio ringraziare il Signore perché non ci lascia mai a corto di argomenti.

4 commenti:

dagioia ha detto...

Una grande verità( ti ricordi, dalla finestra di casa tua vidi Sergio?)Gianni lo riaccompagnava a casa.
Un bellissimo testo per la nostra riflessione personale!
Ciao Anto, buona domenica nel Signore!♥

fata confetto ha detto...

E' bello saper vedere il Signore nelle persone che incontriamo e che hanno bisogno di noi.
Ti ringrazio per la tua visita e per le tue parole di incoraggiamento per il mio impegno appena iniziato, che già mi prende molto e spero di esserne all'altezza.Al corso di formazione , il bravissimo relatore ( Gigi Avanti) ci ha detto: "...se il Signore vi ha chiamato, significa che potete...".
Mi rincresce che tu abbia avuto difficoltà ad aggiungere lo schiaccianoci; basta eseguire l'opzione " unisciti a questo sito" e lì non è necessario l'indirizzo e nell'elenco interno alla bacheca si vedranno gli aggiornamenti dei post.
A parte le cose tecniche, mi fa molto piacere restare in contatto con te e condividere riflessioni che arricchiscono la visione della vita. Un grande saluto:)
Marilena

Anto ha detto...

@Dagioia e Fataconfetto
Mi sono innamorata della Parola di Dio da quando entrai per caso in una chiesa dove si stavano facendo le lodi del mattino. Mi colpì l'immagine dei fiumi che battevano le mani. Io ero tanto triste, angosciata e sola. Pensai che se avessi conosciuto l'autore di quelle parole, sicuramente mi avrebbe trasmesso la sua gioia.
Così è cominciata la straordinaria avventura con Gesù maestro. Avevo insegnato per tanti anni lettere al liceo, ma mai una materia mi aveva così appassionato. Per amare Gesù bisogna conoscerlo e più lo conosci, più te ne innamori.
Carissime amiche questa è una confessione, uno sfogo. Non so se quello che ho scritto è pertinente a quello che voi avete detto. So solo che dalle vostre parole trapela un sentimento di stima, di amore e di condivisione dell'Unicobene, che è il signore nostro Gesù.

Saray ha detto...

Sicuramente lo Spirito Santo che vi segue da sempre vi è stato accanto anche nella trasmissione. Siete un esempio per tutti specialmente per la vostra famiglia. La parola di Dio si fa carne nella vostra vita e nella testimonianza. Bacioni