martedì 11 settembre 2012

Punti di vista

 

Questa mattina avevo l'appuntamento con l'oculista per le 9. 
La segretaria mi aveva assicurato che ero la prima e che quindi non avrei dovuto aspettare nessuno. Mi ha accompagnato, come al solito, mio marito, che aveva una montagna di cose da fare.
Il fatto che non dovevamo aspettare nessuno l'aveva messo tranquillo, perchè in poco tempo si sarebbe sbrigato.
Il fatto è che, se da un lato eravamo i primi , dall'altro non avevamo messo in conto che a visitarmi era l'oculista, che, guarda caso, è arrivata a mezzogiorno.
La sala d'attesa straripava di gente, ma a me importava poco, perchè ero la prima, ma non è solo questo.
Il disturbo all'occhio era diventato invalidante e non ero pronta a riconsegnare al Signore anche questo pezzo, per cui nel frattempo ho pregato. 
Ma ho anche parlato con le persone che con me condividevano il disagio dell'attesa e della malattia, accompagnati e accompagnatori e ne è uscita una bella, interessante e costruttiva conversazione sul valore del tempo.
Tornati a casa a ora di pranzo avanzata ( per fortuna  c'erano gli avanzi di ieri), ci siamo scusati con mia cugina, che è venuta a passare un po' di giorni con noi, dopo due anni di ospedale.
Abbiamo mangiato, al posto del pane, le pizze bianche che al volo Gianni aveva preso sulla via del ritorno e anche gli spiedini che si sono cotti, grazie alla collaborazione del suddetto marito, che è andato a mettere a posto la luce che era saltata perchè in contemporanea avevo acceso microonde, lavatrice e forno . 
(Il contatore è fuori del recinto della casa, lontano dal cancello d'ingresso, inaccessibile per me).
Al temine di tutto, mentre Gianni si accingeva a riordinare la cucina e a fare i piatti, gli ho chiesto:
" Allora oggi cosa hai fatto?"
"Niente" è stata la sua risposta scoraggiata.
Si è rinfrancato quando gli ho elencato le cose che aveva fatto per me e per mia cugina.
Cose fatte per gli altri, quelle che hanno più valore.
E gli è tornato il sorriso.

10 commenti:

Anto ha detto...

Un abbraccio a tutti gli amici che sono passati di qui. Un grazie ai nuovi che si sono fermati e hanno trovato qui qualcosa di buono o di utile. Come vedete sono risalita presto sul treno degli incontri, perchè le ferie dei medici sono finite. Mi scuso se non rispondo a tutti , ma la vista fa cilecca e non solo lei.
Riusciranno a dare un nome alla malattia che da 40 anni mi accompagna?

Gus ha detto...

Molte malattie non possono curarsi. Saperne il nome è inutile.
A Pescara non ci sono oculisti bravi. Nell'ospedale di Ancona-Torrette c'è uno che ha studiato in America ed è bravissimo: Cesare Mariotti.
Ciao.

dagioia ha detto...

Uheila, che foto romantica, vi state preparando per l'anniversario?
Bacio a tutti e due♥♥

Anonimo ha detto...

La speranza è l'ultima a morire.....abbi
fiducia.......qualcosa cambierà vedrai...

E bello sapere che hai scoperto la chiave per far sorridere Gianni!!!!!!!!!!

Ciao Antonietta, un GRANDE ABBRACCIO!

Rosella ha detto...

Ho dimenticato di inserire il nome nel commento, penso che capivi lo stesso, però te l'ho voluto dire.
Di nuovo ciao!

Lucia Nadal ha detto...

Auguroni per i tuoi acciacchi.Sul Blog sono sempre di fretta, ma non ti dimentico in ciò che più conta: la preghiera. Abbracci a tutti e due

Mr.Loto ha detto...

Davvero una bella riflessione la tua; se tutto fossimo così capaci di dare il giusto valore al lavoro ed al tempo degli altri ( ma anche al nostro...) forse il mondo ed il rapporto tra gli uomini cambierebbe in meglio!
Un caro saluto.

fata confetto ha detto...

Sai raccontare con umorismo inconvenienti e disagi che per altri produrrebbero una sequenza di lamenti e questo è un merito e un insegnamento...ma che orologi hanno gli oculisti a Pescara! un saluto grande a te:-))
Marilena

dagioia ha detto...

Per te e Gianni:
Vi auguro buon anniversario, e che viviate ancora lunghi anni,amandovi!



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ANGELO ha detto...

Tutto quello fatto con amore non PESA.
Non penarti per l'occhio perchè in un modo o in un altro non adrà perso in questo mondo di ciechi.