lunedì 7 maggio 2012

" Forse mi passa se abbraccio qualcuno..."


Sono tornata, Siamo tornati.
A valle.
Ci vuole un po' di tempo per risintonizzarsi sulle frequenze del mondo che per quattro giorni ci siamo lasciati alle spalle.
A Nocera Umbra non c'è campo, nè per i telefonini, nè per Internet. E' un 'area privilegiata, dove volenti o nolenti devi staccare la spina.

Forse la nostalgia di questo luogo, Fonte Angelica ( Le terme del papa ), nasce proprio dal fatto che qui le connessioni non ci sono.
La comunione, la condivisione, tra presbiteri e laici, consacrati e coppie unite nel Sacro vincolo del Matrimonio, il sentirsi corpo di Cristo, corpo  di un'unica chiesa, sofferente e pellegrina che si interroga, alla luce della parola di Dio, sugli snodi cruciali dei nostri tempi, è grazia.
E' grazia condividere una passione, dell'essere e del fare, del pensiero e dell'agire per la salvezza di questo mondo che sta andando alla deriva.
E' lì che esci dalla solitudine di un annuncio senza risposte, senza interlocutori di carne, visibili, ed entri nel letto del grande fiume in cui ti perdi, piccola goccia che insieme alle altre lo costituisce.

“...a guardar le stelle...” il tema che ha accomunato i figli ai genitori, intenti, come Abramo a cercare la terra da scoprire, per viverci tutti, nella condivisione dell'unico Bene.

Mentre l'ultima notte, prima di ripartire,  pensavo a cosa mi riportavo a casa, il dolore mi ha ricordato che  il mio corpo non era andato in ferie.
Avevo combattuto per non cedere alla tentazione di pensare vana la mia fatica per non perdere nulla di quello che mi veniva gratuitamente donato ogni giorno, attraverso i luoghi, le persone, gli eventi.
" Forse mi passa se abbraccio qualcuno..." mi sono detta ricordando le parole che disse Giovanni, un giorno in cui una crisi di asma gli aveva tolto il respiro.
Al risveglio avrei abbracciato Gianni, di sicuro.

"Forse mi passa se abbraccio qualcuno.."
In modo inaspettato Nicoletta Oneglia aveva spiazzato il marito Davide(Collaboratori del Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia della CEI), quando, concludendo la Lectio Divina sul dono che ognuno è per l'altro, sullo spazio da lasciare scoperto perchè il dono possa essere accolto e fruito, aveva invitato noi donne a fare un esercizio in silenzio.
Guardare, pensare alle nostre spalle.
Poi ai mariti ha chiesto di toccarle, di metterci sopra le mani.
Ho fatto un balzo di stupore e un brivido di piacere mi ha percorso tutta, quando mi sono sentita toccata.
Veramente credi alla resurrezione se tocchi o ti lasci toccare, abbracci o ti lasci abbracciare.

Già, il primo abbraccio. Me l'ero dimenticato. Quello di cui si è parlato in tutto il convegno.
Il dono di Gesù sulla croce.
Un abbraccio che richiama un altro abbraccio, quando siamo stati pensati e amati per primi.

" Forse mi passa se abbraccio qualcuno...". 
Lo spirito di tutto il convegno anticipato da un bimbo,  il senso da dare all'impegno di presbiteri e sposi per rigenerare la chiesa, il senso da dare al dolore e alla fatica quando perdi l'orizzonte.

http://www.famigliacristiana.it/famiglia/news/dossier/preti-e-famiglie-per-l-unica-missione.aspx

5 commenti:

Censorina ha detto...

Bentornata Antonietta. Questa esperienza ri resterà nel cuore a lungo. Un abbraccio, virtuale purtroppo.
Paola

dagioia ha detto...

Posso abbracciarti?♥

Lucia Nadal ha detto...

Ti ho atteso. Le giornate in cui non c'eri mi sono parse lunghe e pensavo a te che ti rasserenavi delle parole ascoltate. Tutto per gli sposi cattolici: uomini reali ai quali Cristo parla come parlava ai suoi discepoli. Ora resta il lavoro: ritornare tra noi poveri in spirito! Un abbraccio forte forte (senza farti male)

Gus ha detto...

Tutti noi abbiamo bisogno di un abbraccio.
Ciao Antonietta.

Riccardo Paracchini ha detto...

Gus, sei il più vicino.

Il calore nella chiesa espresso da Lucia.
L'altra sera uscendo dal Rosario, mi sono avvicinato ad una signora anziana dell'azione cattolica, così abbiamo camminato insieme, poi mi ha detto che suo marito è all'ospedale, e mi ha raccontato di come e quando si conobbero.

Dora è sempre stata dell'azione cattolica, fin da ragazzina. Quando conobbe Cesare, Dora gli parlò: "Senti, noi due ci piaciamo, però tra di noi c'è un grosso problema".
"Oh che problema c'è?"
"Beh insomma io non posso tradire il mio Signore. Il problema è che vedo che tu non vai a messa".
"Oh, ed è solo questo il problema? Andiamo a messa!"

Ecco, Dora è una di quelle persone che quando si parla della Chiesa, della vita nell'Azione Cattolica, si illumina tutta. E quando ha detto "non posso tradire il mio Signore" era tutta presa dallo Spirito.