sabato 31 dicembre 2011

Papà


Sfogliando il diario


90 anni

1 gennaio 2003 ore 0, 37

La festa è finita, gli invitati sono tornati a casa.

In questa atmosfera silenziosa e ovattata dove giungono da lontano gli ultimi spari di una festa che non vorrebbe mai finire, sono qui nel letto a pensare.

Questa notte gli spari li ho visti seduta su una poltrona, dietro i vetri della sala, stretta stretta a Giovanni, che, stupito, seguiva i colori e i rumori che si avvicendavano nel cielo.

Anche se non abbiamo fatto niente di speciale, pure è stata una bella serata, con papà a capotavola e la torta piccina con su scritto90 così grande che mi ha fatto paura.

90 anni, quanti sono!

Quanti mi sono sembrati, se li misuro con i miei, che già mi sembrano tanti!

Ogni anno è fatto di mesi, di giorni, di ore, di minuti, di attimi.

Quante gioie, quanti dolori, quanta fatica nel procedere sulla strada maestra!

Papà ricordava la guerra, questa sera: la prima guerra mondiale, la rivoluzione fascista, la seconda guerra mondiale a cui lui pure ha partecipato.

La guerra è fatta di bombe, di esplosioni, di paura.

Questa notte la gente, per divertirsi, ha colorato i rumori di morte, ha cambiato i connotati ai colpi crudeli e non ha potuto fare a meno di giocare con il fuoco.

Tanti soldi, tante energie per ricreare l’atmosfera che a mio padre un tempo fece paura e che stasera ha fatto sgranare gli occhi a Giovanni.

L’uomo non sa fare altro che giocare con il fuoco e non sa che finirà irrimediabilmente per bruciarsi.

In questa notte penso a mio padre che ha compiuto 90 anni e ha tante cose da raccontare, penso a chi non ha ricordi e se li deve inventare.

Papà

31 dicembre 1912-12 luglio 2004

Quando un uomo giusto e sazio di anni muore, non ci sono parole che servono per riempire ciò che lui ha provveduto a riempire e a lasciare colmo.

Vogliamo ringraziare il Signore per papà, un uomo che non ha bisogno di chi aggiunga qualcosa di più di quanto egli stesso non abbia testimoniato con la sua vita.

Del tempo che ci ha concesso per apprezzare fino in fondo quale grande dono ci ha fatto, benediciamo e lodiamo Dio, che ha ispirato i suoi pensieri, le sue parole, le sue azioni.

Chiediamo a Lui di poter conservare saldi nel nostro cuore i valori che papà ci ha trasmesso: il più prezioso dei quali è quello di una famiglia unita nell’amore.

 Appuntamenti
12 luglio 2010

Cinque anni dopo la morte di mio fratello, lo stesso giorno, papà è andato a raggiungerlo, come se si fossero dati appuntamento per una vacanza.

La fede ci fece incontrare prima che partisse.
Era bello, negli ultimi tempi parlare di quante volte il Signore attraverso la Madre ci rispondeva.
Facevamo a gara per raccontarcelo, lui cieco e ancorato alla sedia si dispiaceva per me che ero giovane e che anzitempo ero stata chiamata a soffrire.
Parlavamo del viaggio che si accingeva a fare come fosse cosa normale, anzi necessaria.
"Una pianta , quando è piccola, si mette in un piccolo vaso, poi, man mano che cresce si mette in un vaso più grande" gli dicevo.
"Ma arriva il momento che non ci sono più vasi che possano contenerla e deve essere piantata in un grande giardino" concludeva lui.

Nelle mani gli ho messo il mio rosario di legno, perchè potessimo insieme continuare a pregare.
Era quello che una persona di fede, conoscendo la mia avversione viscerale con questa devozione, in chiesa se lo sfilò dalle mani, e me lo diede con l'augurio che potessi trovarvi conforto, consolazione, forza, intimità più profonda con il mistero di Dio e con sua madre, chiamata per prima ad accoglierlo e a viverlo.
Dai grani di quel rosario si sprigionava un calore profondo, rassicurante, intenso  quando pensavo a quante persone erano in  quei grani, con le loro storie di sofferenza e di morte... quante speranze, quante invocazioni d'aiuto, quanti atti di fede!
In quel legno d'ulivo c'era la passione dell'uomo e la compassione di Dio, c'era l'amore messo in circolo dal sì di Maria, diventata pian piano la nostra compagna di viaggio, mia e di papà, la nostra infermiera notturna, la via privilegiata e sicura per entrare nella casa del Padre attraverso il cuore del Figlio.


 La scala

31 dicembre 2013

Quando la notte non riesco a dormire  mi aggrappo a quel rosario che misi tra le dita di papà,  quando ci lasciò. 
Ogni notte la scala diventa più salda e sicura, ogni notte mi guadagno un pezzetto di cielo, mentre lui mi stende la mano.


3 commenti:

Riccardo Paracchini ha detto...

Una buona notte. Buon giorno.

Riccardo Paracchini ha detto...

Abbiamo rispolverato entrambi le immagini del passato.

Lucia Nadal ha detto...

Grazie per avermi regalato un po' della tua vita.