giovedì 24 novembre 2011

Pane quotidiano




Oggi Signore mi sento smarrita di fronte al pane quotidiano da impastare.

Agli ingredienti soliti si è aggiunta la stanchezza, perchè il farlo mi costa fatica e non sempre risulta buono e digeribile.

Il pane, che in questi giorni sono costretta a mangiare, è duro, pesante, non bello da vedere, non appetibile.

E' forse questo il pane di cui ho bisogno?

Forse ho dimenticato qualche ingrediente.

Ho pensato che dovevo ancora chiederlo a te.

Con fatica mi sono vestita e sono venuta a casa tua. Forse avrei imparato qualcosa in più su come si fa il pane.

Intanto ne avrei mangiato del tuo, quello che il Sacerdote avrebbe consacrato e che non ho fatto fatica a preparare. Ma alla fine della messa non ero contenta, non mi sentivo sazia.

Ho visto la lucina accesa nel confessionale, mentre stavo uscendo dalla chiesa.

Mi è venuta voglia di inginocchiarmi, sola, davanti a te, per aprirti il cuore.

Non sapevo cosa avrei ricevuto da quell'incontro, ma ero sicura che non sarei tornata a casa a mani vuote.

Tu mi stavi aspettando, Signore, per benedire il mio ritorno a casa, per abbracciarmi, consolarmi, perdonarmi, darmi forza e coraggio.

In quello spazio angusto del confessionale, tu Signore, mi hai indicato la strada per ricominciare.

Per penitenza: tre Avemarie.

Ho scacciato dalla mente il pensiero che penitenze di questo genere non servono a nulla, e ho cercato un posticino davanti alla statua della Madonna, nonostante avessi fretta e la penitenza sono solita farla, mentre guido, dentro la macchina.

Mi sono dovuta fermare davanti a Lei per capire qual era l'ingrediente mancante.

Hai ragione Signore, avevo dimenticato tua madre, come consigliera e collaboratrice per fare il pane.

Avevo dimenticato che lei, di pane se ne intende, se con il suo sì ci ha dato te, Pane di Vita eterna, che ogni giorno ti doni, sugli altari, a tutti gli affamati del mondo.

3 commenti:

Riccardo ha detto...

Proprio 10 minuti fa stavo leggendo della pasta madre per fare il pane, o i dolci. Dice che bisogna lavorare la pasta spesso. Altrimenti si rovina.

dagioia ha detto...

Ciao Anto!

Anto ha detto...

Siamo rimasti in tre