venerdì 25 settembre 2009

Il lepronte



Sapete cos'è un lepronte? Io non lo sapevo fino a quando Giovanni, il mio nipotino di 7 anni, non me lo ha detto, paragonandomi a questo animale di fantasia.
Avevamo passato il pomeriggio a riannodare i fili spezzati da un estate che ci aveva portati a percorrere strade lontane, diverse, di gioia e di dolore non condivisi.
Non ci siamo frequentati per quasi due mesi, nonostante abitiamo di fronte, per via dei problemi di salute che non mi hanno permesso di occuparmi di lui.
Ci raccontiamo le storie? Così è cominciato il riallaccio della corrente.
Le sue e le mie del tempo che ci siamo persi di vista.
E vieni a scoprire che il lepronte è un animale buono, che salta, perchè è felice.
Ad un amico, preoccupato del mio prolungato silenzio, che mi chiedeva notizie, ai primi di settembre, rispondevo così.
"Ho attraversato guadi di morte, affrontato prove estreme in questi ultimi mesi, ma sono viva grazie a Dio, rafforzata nella fede, grata al Signore che non mi ha mai abbandonato.
Maria continua ad essere la mia compagna di viaggio, quella che mi assiste e mi guida quando il cielo sembra irrimediabilmente chiuso.
Ora che l'estate è finita e sono finite anche le ferie dei medici, ho cominciato a percorrere strade di speranza anche se dolorose. (Un virus, pare, mi ha attaccato le gambe sì da costringermi su una sedia a rotelle. L'immobilità mi ha provocato una trombosi all'occhio.)
Sto seguendo strade tracciate non da uomini, cercando nella preghera quelle su cui Dio lascia un segno.
Ho ricominciato a fare qualche passo.
Prossimamente farò il secondo intervento all'occhio. "

La felicità , Giovanni, forse l'ha vista nel constatare che in ogni storia c'è un angelo mandato da Dio ad accompagnarti, consolarti, salvarti.
Un animale che ti aiuta a danzare, a gioire a farti accettare anche di perdere ciò che hai di più caro.
A questo ha pensato Giovanni , quando mi ha detto che sono un lepronte.
La cosa non può non aprirti il cuore e farti riconciliare con i tanto temuti cartoni animati.

8 commenti:

anonimo ha detto...

Mi colpisce soprattutto una tua frase:
" ... strade tracciate non da uomini ..."
Nella sofferenza che stai vivendo è una grazia accorgersi di questo; ti accompagno con lapreghiera, perchè tu possa trovare un senso nel dolore che stai vivendo.
Un abbraccio
nicodemodinotte

paracchini ha detto...

Se posso introdurmi nella storia.

Il cartone animato del Lepronte ce lo avevo. L'ho visto varie volte. Solo che non sapevo si chiamasse così perché era in inglese.

Quando Giovanni spiegò il perché ti chiamò Lepronte (inizialmente non ne eri molto contenta), fu «Perché sei sempre felice».
Tu sottolineasti «ma come sono sempre felice, se sono sempre malata e piena di dolori».
E noi dicemmo «Perché sei felice dentro».

Così me la ricordo.

Censorina ha detto...

La tua grande fede mi viene in soccorso. grazie.

laprimaparola ha detto...

@utente anonimo Ti ringrazio delle preghiere che nascono dall'unica e insostituibile fonte che è Cristo Gesù. Dio ti benedica.
@paracchini Grazie per avermi ricordato ciò che mi era sfuggito. Sei occhi vedono meglio di quattro.Hai raccolto la legna?

laprimaparola ha detto...

@censorina. Grazie perchè sei presente negli snodi del percorso e mi sostieni con le tue parole.Voglio ringraziare il Signore per tutti gli amici da cui prendo forza e coraggio, quelli che non aspettano le mie visite per venire a trovarmi. Io mi scuso con tutti, perchè, specie in questo momento, leggere è diventata un'impresa. Un abbraccio.

danielafenice ha detto...

E' bellissima storia del Lepronte, che proprio non conoscevo prima che tu me ne parlassi.
Ora dico a Giovannino, che è un ragazzo proprio in gamba!
Ed è proprio perché il suo "CERVELLO FUNZIONA" lui può raccontare queste bellissime storie!
E tu cara "nonna" se Dio lascia un "segno" e tu sei capace di coglierlo sei sulla strada giusta, quella che conduce all'amore infinito!
Ciao un bacio a te e uno a Giovanni.



Dani

lucianadal ha detto...

non conosco la storia del Lepronte e "qui" è disattivato. Cercherò su Google. Poi ti ragguaglierò. Abbracci.

laprimaparola ha detto...

@lucianadal
  da Wikipedia
L'agnello rimbalzello è un cortometraggio del 2003, diretto da Bud Luckey. Prodotto dagli Pixar Animation Studios, è stato mostrato all'inizio de Gli Incredibili in sala e distribuito in DVD.
Il cortometraggio Pixar, oltre a essere diretto, scritto, narrato e composto dallo storico animatore, è il primo, allegato ad un film, a contenere dialoghi.

Nella radura abita un agnello che danza elegante ed è molto popolare tra gli altri animali. Un giorno un uomo lo prende per le zampe posteriori e lo tosa. Senza il suo morbido manto, l'agnello diventa timido e perde sicurezza nel danzare. Un jackalope (lepronte in italiano) di passaggio, però, consola l'animale, insegnandogli a saltellare, e a non badare al fatto di venire tosato. L'agnello segue i consigli dell'amico e inizia a saltare, di nuovo felice.

Ciao. Buon pomeriggio con i nipotini