domenica 15 giugno 2008

Il di più viene dal maligno




Matteo 5,33-37
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”.


Giuriamo per attestare la verità di quanto affermiamo.

La diffidenza è di casa in una società dove l'essere non corrisponde all'apparire e dove ognuno pensa all'altro come un possibile nemico.

E' necessario un criterio che non guardi a ciò che ci separa, ma a ciò che ci unisce e ci accomuna, un criterio che parta dall'identità della persona.

Figli di Dio, fratelli in Cristo non possiamo non riconoscerci nella Parola incarnata, l'Amen di Dio dal quale lasciarci guidare nel pensare, nel dire e nell'agire.

La verità in questo mondo dove tutto è taroccato, mistificato, svenduto è proprio nella difficoltà ad accettare i propri limiti e nel chiedere a Dio di trasformarli in occasione di grazia.

"Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce" dice Gesù a Pilato".

Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

A Pilato non interessa la verità, anche se si chiede cosa essa sia.

E' un lampo, un barlume che si accende e si spegne nell'animo di chi, più che alla verità, tiene alla sua pelle.

I nostri interessi personali ci distolgono da ciò che ci renderebbe liberi davvero.

Signore aiutaci a credere che siamo tuoi figli, non creati per distrazione, ma per un atto di amore infinito.

1 commento:

Saraysun ha detto...

Mi ha fatto piacere leggere questo vangelo e trovarlo così bene spezzato da te. Domani lo ascolterò in chiesa con profondo interesse e gioia. Notte a te :)